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“Decreto sport” passato alla Camera: definanziato il fondo Dote famiglia

Il fondo passa da 30 a 2 milioni di euro. Già respinta in commissione la proposta di coinvolgere attivamente gli Eps nell’attuazione della misura

 

La Camera dei deputati ha approvato, nella seduta del 23 luglio, il disegno di legge di conversione, del decreto-legge 26 giugno 2026, n. 108, recante disposizioni urgenti in materia di sport, grandi eventi ed efficacia del documento di identità. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato, che dovrà concluderne la conversione entro il prossimo 25 agosto.

Il decreto, che ha incassato 128 voti favorevoli, 81 no e 2 astenuti, contiene numerose disposizioni riguardanti il sistema sportivo nazionale: dalla semplificazione delle procedure per l'organizzazione di grandi eventi internazionali, come l’America's Cup 2027 ed Euro 2032, al rafforzamento degli interventi per i Giochi del Mediterraneo di Taranto, fino alle modifiche sulla composizione degli organi di giustizia sportiva delle federazioni, la redistribuzione di una quota dei proventi derivanti dai diritti audiovisivi del calcio professionistico a favore della Serie A femminile e della Serie C, la riforma dell’Unione italiana Tiro a segno.

Il giudizio dell'Uisp sul Fondo Dote per la famiglia
Nel corso dell'audizione del presidente nazionale Uisp Tiziano Pesce, svolta l'8 luglio davanti alla VII Commissione Cultura della Camera (leggi qui), l’Uisp aveva espresso una valutazione positiva sull'impianto dell'articolo 7, dedicato al Fondo Dote per la famiglia, riconoscendone il potenziale nel favorire l'accesso alla pratica sportiva dei minori appartenenti ai nuclei familiari economicamente più fragili ma, al tempo stesso si era evidenziata la necessità di rafforzare significativamente la misura affinché potesse diventare uno strumento stabile di politica pubblica capace di contrastare le disuguaglianze nell'accesso allo sport, la povertà educativa, l'abbandono della pratica sportiva e la sedentarietà, promuovendo salute, inclusione sociale e pari opportunità.

“Nella memoria scritta trasmessa alla Commissione – spiega il presidente Tiziano Pesce - avevamo indicato quattro principali elementi di criticità: il drastico ridimensionamento della dotazione finanziaria, che passa dai 30 milioni di euro previsti per il 2025 ai soli 2 milioni per il 2027; l'assenza, nella norma primaria, di criteri di riparto capaci di garantire equità territoriale e priorità ai nuclei familiari maggiormente vulnerabili; la mancanza di termini certi per l'adozione dei provvedimenti attuativi; l'assenza di un coinvolgimento strutturato degli Enti di Promozione Sportiva nella definizione delle modalità applicative della misura”.

“Quest'ultimo aspetto rappresentava, crediamo – aggiunge Pesce - una proposta particolarmente qualificante. Gli Enti di Promozione sportiva, infatti, sono contemporaneamente organismi sportivi riconosciuti dal CONI e Associazioni di Promozione sociale iscritte al Runts, reti associative che operano quotidianamente attraverso migliaia di associazioni e società sportive dilettantistiche e di enti del terzo settore. L'esperienza maturata nell'attuazione del Fondo Dote Famiglia 2025 avrebbe potuto offrire un contributo concreto alla semplificazione delle procedure amministrative, alla riduzione dei tempi e al miglioramento dell'accessibilità della misura, soprattutto per le realtà associative di minori dimensioni”.

Le proposte recepite negli emendamenti parlamentari
Le osservazioni formulate dall'Uisp hanno trovato riscontro nella presentazione di tre emendamenti sottoscritti dagli onorevoli Mauro Berruto, Giovanna Iacono, Irene Manzi, Matteo Orfini e Andrea Rossi:

Emendamento 7.2:
Al comma 1, capoverso comma 270, sostituire le parole: 2 milioni di euro per l'anno 2027 con le seguenti: 30 milioni di euro a decorrere dall'anno 2026.
Conseguentemente, apportare le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
1-bis. All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2024, n. 207, dopo il comma 270 è inserito il seguente:
«270-bis. Al fine di garantire la piena operatività del Fondo di cui al comma 270 è adottato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o dell'Autorità politica delegata in materia di sport, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, necessario per la definizione dei criteri di accesso, delle modalità di riparto, di erogazione e di gestione delle risorse. Decorso tale termine, le amministrazioni competenti provvedono con priorità agli adempimenti necessari all'attuazione della presente disposizione, nel rispetto delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.»;
b) al comma 2, sostituire le parole: 2 milioni di euro per l'anno 2027 con le seguenti: 30.000.000 di euro a decorrere dall'anno 2026 e le parole da: utilizzo delle fino alla fine del comma con le seguenti: corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

Emendamento 7.6: 
Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
1-bis. All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2024, n. 207 dopo il comma 270 è aggiunto il seguente:
«270-bis. Nella definizione dei criteri e delle modalità di riparto e di assegnazione delle risorse è assicurata un'equilibrata distribuzione territoriale delle stesse, anche al fine di ridurre i divari nell'accesso alla pratica sportiva, garantendo priorità agli interventi rivolti ai nuclei familiari maggiormente vulnerabili sotto il profilo economico e sociale e valorizzando gli enti operanti nelle aree caratterizzate da una minore offerta di attività e servizi sportivi. Nella predisposizione dei provvedimenti attuativi sono altresì previste adeguate forme di consultazione degli Enti di Promozione sportiva riconosciuti dal CONI e Associazioni di Promozione sociale e Reti associative iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, che svolgono attività di affiliazione nei confronti di associazioni e società sportive dilettantistiche e di enti del terzo settore, al fine di acquisirne il contributo nella definizione delle procedure attuative.».


Emendamento 7.7:
 
Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
1-bis. All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2024, n. 207 dopo il comma 270 è aggiunto il seguente:
«270-bis. Al fine di garantire la piena operatività del Fondo Dote per la famiglia per l'anno 2027, entro il 28 febbraio 2027 è adottato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o dell'Autorità politica delegata in materia di sport, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, necessario per la definizione dei criteri di accesso, delle modalità di riparto, di erogazione e di gestione delle risorse. Decorso tale termine, le amministrazioni competenti provvedono con priorità agli adempimenti necessari all'attuazione della presente disposizione, nel rispetto delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.».

Le proposte miravano quindi a: ripristinare la dotazione del Fondo a 30 milioni di euro, superando il drastico definanziamento previsto dal decreto; introdurre criteri di riparto orientati all'equità territoriale e al sostegno delle famiglie più vulnerabili; fissare tempi certi per l'adozione dei decreti attuativi; prevedere forme di consultazione degli Enti di Promozione Sportiva e delle Reti associative del Terzo settore nella predisposizione delle procedure applicative.

Emendamenti respinti
Nella seduta della VII Commissione del 14 luglio, tutti gli emendamenti sono stati respinti dopo il parere contrario espresso dal relatore, on. Gerolamo Cangiano, e dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.

Di conseguenza, il testo approvato dalla Camera conferma integralmente: il definanziamento del Fondo Dote per la famiglia, ridotto da 30 a 2 milioni di euro; l'assenza di criteri legislativi di riparto; la mancata previsione di termini certi per l'attuazione della misura; il mancato coinvolgimento degli Enti di Promozione Sportiva nella definizione delle procedure applicative.

L'esame del provvedimento proseguirà ora al Senato, dove rimane ancora aperta la possibilità di intervenire su una misura che, se adeguatamente finanziata e costruita insieme ai soggetti che operano quotidianamente sul territorio, potrebbe rappresentare uno strumento importante per rendere effettivo il diritto allo sport e ridurre le disuguaglianze di accesso alla pratica sportiva.

“Prendiamo atto della scelta compiuta dalla Camera, ma riteniamo un grave errore ridurre drasticamente le risorse destinate al Fondo Dote per la famiglia – aggiunge Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp - proprio mentre cresce il numero delle famiglie che faticano a sostenere i costi della pratica sportiva dei figli. Auspichiamo che il Senato possa ancora correggere questa scelta e valorizzare maggiormente il ruolo degli Enti di Promozione Sportiva e del Terzo settore, che ogni giorno garantiscono il diritto allo sport nei territori, soprattutto nelle aree più fragili del Paese”.