Da gennaio a giugno 2026, il progetto ha coinvolto i detenuti delle sezioni 1B e 2B in un percorso educativo e sportivo che ha utilizzato il calcio a 5 non solo come disciplina sportiva, ma come occasione per sviluppare competenze relazionali, responsabilità, rispetto delle regole e capacità di lavorare in gruppo.
L'iniziativa rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra il mondo del terzo settore e l'amministrazione penitenziaria.
La sinergia costruita tra la UISP Comitato Territoriale di Oristano e la Casa di Reclusione di Massama ha permesso di progettare e realizzare un intervento condiviso, capace di adattarsi alle esigenze organizzative dell'istituto senza perdere di vista gli obiettivi educativi e di inclusione.
Nel corso dei mesi di attività, ogni incontro ha visto la partecipazione di un gruppo composto mediamente da dieci a tredici detenuti con allenamenti che hanno alternato esercitazioni tecniche, partite, attività dedicate alla conoscenza delle regole e dei ruoli di gioco e momenti di riflessione sulle dinamiche di gruppo e sulla gestione delle emozioni.
Uno degli aspetti più significativi del progetto è stato il lavoro integrato tra gli operatori sportivi e la psicologa dello sport, che ha affiancato l'attività motoria con un supporto educativo e relazionale; un approccio multidisciplinare che ha consentito di trasformare ogni allenamento in un momento di apprendimento, confronto e crescita personale.
"Un calcio per Ripartire" conferma come investire nello sport significhi investire nelle persone. Il sostegno della Fondazione di Sardegna ha reso possibile la realizzazione di un progetto che va oltre la pratica sportiva, contribuendo a promuovere benessere, inclusione e percorsi di responsabilizzazione all'interno del contesto penitenziario.
Il riconoscimento più importante arriva dagli stessi partecipanti, che hanno espresso il desiderio di proseguire l'esperienza anche nei prossimi mesi; un segnale che testimonia il valore del progetto e rafforza la convinzione che lo sport, quando viene vissuto come spazio di incontro, responsabilità e crescita, possa diventare un autentico strumento di inclusione e di reinserimento sociale.