Settore di Attività Nazionale

Ciclismo

Coronavirus e paura: gli strumenti che ci fornisce lo sport

I consigli della psicologa

 

Inutile negare che stiamo vivendo un momento particolare che non ha eguali nella memoria di tutti, una situazione che richiede di adattarsi al meglio possibile.
Molte sono le cose incerte in questo momento, gli epidemiologi cercano di capire l’andamento dell’epidemia, i virologi in laboratorio studiano e fanno ricerca per sviluppare un vaccino o una terapia specifica, medici e infermieri in ospedale cercano di salvare più vite umane possibile, economisti cercano di ipotizzare scenari sostenibili futuri...
A noi è chiesta la nostra parte: dobbiamo distanziarci socialmente, dobbiamo stare a casa.
Inutile negare anche che questa situazione, specie per chi ha una vita molto attiva, possa creare momenti di preoccupazione ed ansia ma occorre affrontarli e mantenere una propensione positiva.

Per questo motivo abbiamo deciso di chiedere aiuto ad un esperta del settore.
La Dottoressa Chiara Monti è Psicologa Psicoterapeuta della Gestalt

Dottoressa grazie per aver accolto il nostro invito, allora come va valutata questa nuova situazione ?
Le restrizioni alle nostre libertà personali cui siamo chiamati al fine di un bene maggiore comune, che è quello della salvaguardia della salute fisica di quante più persone possibili, sta mettendo tutti noi dinanzi a sfide esistenziali difficili: la convivenza forzata con familiari con cui abbiamo conflitti aperti o sopiti, la contemporanea gestione dei figli e del lavoro da casa, la distanza da persone care che non possiamo abbracciare, le preoccupazioni legate al sostentamento economico per quanti vedono a rischio il proprio lavoro, i turni stressanti di quanti fra medici, infermieri, operatori sociosanitari sono quotidianamente a contatto col dolore, o quelli di forze dell’ordine, addetti a servizi di prima necessità che magari preferirebbero poter restare a casa e invece devono necessariamente recarsi a lavoro; ed ancora la solitudine di chi vive da solo, la paura di chi sente a rischio la propria vita  a causa di una vulnerabilità fisica oppure teme per quella di un proprio caro.
In questa situazione è assolutamente normale avere paura, sentire rabbia e tristezza. Negare queste emozioni non fa bene, ma neanche fare di loro le uniche compagne con cui confrontarsi costantemente ad ogni ora del giorno.
E’ necessario offrire alla mente delle finestre di apertura verso ciò che di buono ancora è presente nelle nostre vite, continuare a progettare il futuro, ricorrere ad attività e pensieri che accolgano la nostra ansia e siano in grado di cullarla, rassicurarla e contenerla.
Far leva dunque, al meglio che possiamo, sulla grande capacità adattiva di cui noi esseri umani siamo in grado.

Cosa dunque può nello specifico aiutarci, per non esserne sopraffatti?
A tal proposito consiglio la lettura del materiale messo a disposizione sui siti del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi e dai vari Ordini Regionali che contengono più di qualche indicazione utile, in generale è raccomandabile:

  • ottenere informazioni solo da fonti ufficiali per un aggiornamento quotidiano;
  • ricostruirsi o mantenere una routine con attività piacevoli;
  • prendersi cura del corpo;
  • praticare tecniche di rilassamento o meditare;
  • coltivare le passioni possibili;
  • imparare qualcosa di nuovo e usare la propria creatività;
  • essere pazienti e gentili - in primis con se stessi - senza colpevolizzarsi o fare bilanci troppo severi della propria vita;
  • restare in contatto con persone care e di fiducia.

Assomigliano molto anche alle raccomandazioni che l'organizzazione Mondiale della Sanità ha promosso (di cui abbiamo scritto di recente)
C'è qualche cosa di più specifico che possiamo dire per noi "sportivi" ?
Immagino molti di voi potrebbero voler risponde: “un pò di sano movimento fisico o praticare il mio sport preferito mi farebbe stare meglio ?”.
E’ indubbio che l’attività fisica giovi molto al benessere psicologico, lo sport è una cura importante per il corpo ma anche per la mente. Il problema è che in questi giorni anche questa possibilità è limitata enormemente da alcune indicazioni governative cui è necessario attenersi.
E allora che fare?
Lascio agli esperti del settore esprimersi su se e come sia possibile praticare sport o attività fisica in casa in sicurezza. Mi limiterò a fare appello alle numerose risorse da cui uno sportivo può attingere: la capacità di superare i propri limiti e di non darsi per vinti quando l’ostacolo sembra insormontabile, la pazienza di saper attendere risultati sulla lunga distanza, la saggezza di sapere che sono necessari tempi di riposo e e di recupero e che le sfide si affrontano momento per momento, con lungimiranza e fiducia nelle propria capacità di fronteggiare momenti di scoraggiamento.
Inoltre occorre ricordare che oltre a contare su se stessi, magari è possibile restare in contatto con il proprio gruppo sportivo di riferimento, il proprio personal trainer, i propri compagni di allenamento e creativamente immaginare insieme modi nuovi per continuare a parlare e praticare sport, nonostante tutto.
In poche parole, immagino che importante potrebbe essere per molti volgere lo sguardo a tutte quelle risorse psicologiche e relazionali che lo sport è stato in grado di insegnarci: non isolarsi anche psicologicamente, ma invece fare squadra, sostenersi l’un l’altro con senso di responsabilità condivisa, nutrire la fiducia e la speranza che una volta conclusasi questa situazione si avranno tempi e modi per rinascere, ritornare gradualmente alla vita e dunque anche allo sport coi suoi benefici.
D’altro canto sono ben consapevole che una ricetta uguale per tutti possa essere talvolta di ispirazione, ma non certo la soluzione unica a situazioni singole di diversa difficoltà.
Per questo invito chiunque stia leggendo questa intervista e si senta in difficoltà a non esitare nel contattare un professionista della relazione di aiuto anche solo per una consulenza telefonica o on-line.
Tutte e tutti noi abbiamo bisogno di essere ascoltati, di poter dar voce alle nostre preoccupazioni, di essere aiutati a trovare fra le nostre risorse quelle migliori da mettere in campo o a scoprirne di nuove in questa situazione complessa.
E quando da soli non ce la facciamo, o la rete dei familiari e degli amici sembra non bastarci più, è ancora possibile chiedere aiuto a chi possiede anche strumenti professionali in grado di raggiungerci là dove siamo.
Non fisicamente, ma nei luoghi dell’ascolto, della compassione e dell’empatia. Riconoscere la propria vulnerabilità e chiedere aiuto ora più che mai costituiscono il più grande dono che possiamo fare a noi stessi/e

Verificate se possibile contattare un/a psicologo/a di fiducia per richiedere una consulenza on-line oppure rivolgersi all’Ordine degli Psicologi, visitare il sito ed accedere all’elenco dei professionisti, molti dei quali di questi tempi offrono prime consulenze gratuite (per tutta la durata dell’emergenza  Coronavirus).

Grazie dottoressa per il supporto e la partecipazione a sostegno di noi tutti.
Grazie a voi, un abbraccio grande ed in bocca a lupo a tutti e tutte noi.

Aggiungiamo in ultimo che anche il Ministero della Salute ha messo a disposizione una pagina apposita relativa all'aiuto psicologico

Per la Redazione UISP Ciclismo
(RB)

 

 

 

 

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La Direzione Nazionale UISP ha comunicato a tutti i livelli che in data 20 gennaio 2020 è stato sottoscritto, nel rispetto delle prerogative di ciascun organismo, il rinnovo della Convenzione UISP - FCI per il 2020

Alla data del 21/01/2020 hanno sottoscritto la Convenzione 2020 con la Federazione Ciclistica Italiana i seguenti Enti di Promozione Sportiva:

AICS, ACSI, ASI, CSAIN, CSEN, CSI, ENDAS, LIBERTAS, OPES, US ACLI, UISP​.

Per agevolare le procedure, è possibile verificare la presenza del ciclista nel database della Bike Card, accedendo alla procedura on line direttamente da questo link oppure tramite l’immagine sottostante

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