Nazionale

Ricordiamo Rodari, la torta in cielo e l'importanza del gioco

Video-intervista ad Ilaria Capanna che parla di Gianni Rodari, in occasione del cinquantenario della scomparsa: educare i bambini divertendoli

 

I suoi articoli sono un itinerario, ogni volta diverso, nel mondo di Gianni Rodari. Una sorta di visita guidata, con una torcia in mano, nella caverna incantata di Rodari, di cui oggi, 14 aprile, ricorre il quarantesimo anniversario della scomparsa, avvenuta a Roma nel 1980. Lei si chiama Ilaria Capanna ed è una giovane autrice e scrittrice, collaboratrice della rivista Left, che ha preso per mano la sua missione (o è stata presa per mano) e si è incaricata di far conoscere il messaggio rodariano, in maniera semplice, mai banale, e divulgativa. Sono nati così una serie di articoli dai titoli evocativi, realizzati per Left. Ne segnaliamo alcuni:

“Gianni Rodari o dell’importanza della fantasia”

 

“#Noicherestiamo a casa con le favole che cambiano il mondo”

 

“L’orecchio bambino di Ganni Rodari”

Abbiamo conosciuto e incontrato Ilaria Capanna grazie a due insegnanti del Trullo, Irma Staderini e Anna Pepe, animate da autentica passione per l’insegnamento e tenacemente attaccate al seme che lasciò Gianni Rodari proprio in questa borgata romana, dove si presentò nel 1964 col desiderio di conoscere l’esperienza del Movimento di Cooperazione Educativa, al quale erano collegati un pugno di formidabili pedagogisti, da Loris Malaguzzi di Reggio Emilia a Francesco Tonucci, che nel 1971 firmò la consulenza pedagogica di “Diario di un Maestro”, trasmesso dalla Rai. L’animatrice romana del gruppo era un’amatissima maestra della scuola Carlo Collodi, Luisa Bigiaretti, scomparsa lo scorso anno. Alla sua cortesia si devono le numerose visite che Rodari fece agli studenti della sua classe, per “provare” le sue storie. Da questa frequentazione nacque uno dei libri più celebri e visionari di Rodari, “La torta in sielo”, una allegoria antimilitarista in forma di favola, i cui protagonisti sono proprio due bambini della classe della maestra Bigiaretti, Paolo e Rita. E la torta-astronave atterra sulla collinetta del Trullo, chiamata Montecucco. Dal libro fu tratto nel 1974 anche un film diretto da Lino Del Fra e interpretato da Paolo Villaggio.

 

Abbiamo ripreso gli appunti di questa storia che ci avrebbe portato a festeggiare Rodari, al quale l’Uisp sta dedicando pubblicazioni ed eventi dall’inizio dell’anno, in occasione del centenario della nascita, nel modo più significativo. Ovvero provando ad organizzare proprio lì, nella scuola del Trullo, la conferenza stampa nazionale di Vivicittà, manifestazione simbolo dello sportpertutti e dell’Uisp. Lo avremmo fatto con la complicità dell’amico Filippo Corsini, caporedattore sport di Radio 1 Rai, partner dell’Uisp sin dalla prima edizione del 1984 della “corsa più grande del mondo”. L’emergenza Coronavirus sta flagellando tutto, compresa questa idea e la stessa Vivicittà, rinviata.

Ma non ci siamo fatti sfuggire l’idea di far affiorare l’ossatura di quegli incontri con le maestre del Trullo, che coincide con un omaggio naturale che l’Uisp continua a dedicare a Rodari – nonostante le difficoltà del momento - e al suo lascito di pedagogia controcorrente, un po’ com’è la stessa Uisp e generazioni di insegnanti e operatori sportivi che proprio a lui si sono ispirati e continuano a farlo.

Ed ecco spiegato il perchè oggi ne abbiamo approfittato e abbiamo intervistato Ilaria Capanna per il secondo appuntamento di Pillole di gioia-Pagine di sport, che nasce dalla collarazione tra La città di Isaura e la redazione di Uispress, progetto che si nutre di un’idea di sport fatta di lettura, immaginazione e stimoli culturali. E si muove all'interno della campagna nazionale Uisp "La palestra è la nostra casa".

E’ venuta fuori questa intervista che, ve lo diciamo subito, è abbastanza imperfetta dal punto di vista tecnico e ce ne scusiamo. Soltanto le mani capaci di Francesca Spanò, della redazione nazionale Uisp e regista di questa serie di video-interviste, ha saputo renderla fruibile, sottotitolandone alcuni passaggi incomprensibili a causa di un’audio dispettoso.

GUARDA LA VIDEO-INTERVISTA CON ILARIA CAPANNA SU GIANNI RODARI

Ilaria Capanna, capace di cortesia e di un sorriso disarmante (sembra disegnato da Rodari stesso) ci parla della riscoperta del gioco, il gioco delle parole e il suo linguaggio rivoluzionario, attraverso il quale trasmettere anche l’impegno sociale e civile. “E’ stato un uomo che ha sempre proposto l’dea del gioco e dello sport. Sport e gioco per crescere, importante “come le altre attività”. E’ più facile insegnare attraverso una risata, soprattutto ad un bambino”. Ilaria Capanna ci illustra gli anni dell’esperienza romana della vita di Rodari e l’incontro con la borgata del Trullo. 

“Rodari è rivoluzionario nell’uso delle frasi, nella ricerca che ha fatto del nonsense – scrive ilaria Capanna in uno dei suoi articoli - Crea immagini, incita all’azione, è un giocoliere colorato che ha la capacità di esprimersi in modo semplice e far arrivare a tutti un pensiero che è vitale e può cambiare il modo di pensare. Nei suoi giochi di parole e in alcuni dei suoi lavori si denota una ricerca scientifica sulle persone e sul quotidiano che descrive nei sui racconti con espressioni semplici per  far comprendere la lettura a tutti”. (Ivano Maiorella)

 Nella foto: una delle illustrazioni degli articoli che Ilaria Capanna ha dedicato a Gianni Rodari sulla rivista Left

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