Comitato Regionale

Veneto

LA SALUTE È DI CASA

 LA SALUTE E' DI CASA

Il  progetto è finanziato dalla Regione Veneto con risorse statali del Ministero  del lavoro e delle Politiche sociali.

 

SCHEDA RIEPILOGATIVA - SINTESI PROGETTUALE 

L'impegno dell'Uisp

Intervenire sui temi delle diseguaglianze vuol dire per noi, riaffermare il proprio ruolo sociale sullo stato della fruibilità dei diritti e delle tutele delle persone.  Con l'emergenza epidemiologica da "Covid - 19" la forbice  si è allargata e le fasce in situazione di svantaggio socio-economico sono sempre più ampie, intaccano la coesione e creano forme di marginalità, amplificando le solitudini all'interno delle comunità, in particolare nella popolazione anziana. A tale scopo l'Uisp deve rivedere i propri modelli organizzativi, dotarsi di nuovi strumenti interpretativi, di saperi, deve contaminarsi nel rapporto con le reti sociali e con il mondo della ricerca per utilizzare conoscenze attraverso cui misurare l'impatto sociale della propria proposta, che in seguito alla pandemia  dovrà essere sempre più inclusiva e "per tutti".

Il contesto

Le misure del distanziamento sociale conseguenti  l'emergenza da Covid- 19,  hanno fortemente penalizzato la popolazione anziana. Sappiamo che il contatto sociale e uno stile attivo e dinamico, sono per l'anziano, uno dei fattori determinati per il mantenimento della salute.

Mantenere uno stile di vita caratterizzato da esercizio fisico regolare è indispensabile per sostenere e ripristinare il benessere globale della persona, aiutandola ad essere cittadino attivo. Sappiamo inoltre che il decadimento cognitivo è strettamente collegato con la riduzione dell'attività motoria e con la riduzione della socialità.

I sistemi sanitari inoltre, fortemente impegnati a gestire l'emergenza Covid-19, non sempre riescono a raggiungere tutte le situazioni di fragilità, soprattutto quelle non conclamate, con un conseguente rallentamento nella gestione concreta dei bisogni.

In questo contesto, diventa urgente intervenire a sostegno delle fragilità sociali e del graduale recupero di stili di vita attivi e sani, con un sistema integrato volto a intercettare cittadini fragili attraverso un percorso mirato, capace di rispondere in maniera efficace ai nuovi ed emergenti bisogni.

Nell'incertezza che contraddistingue la ripresa delle attività (disponibilità spazi destinati al movimento, possibilità di gestire in sicurezza l'attività motoria, responsabilità, etc), diventa importante proporre iniziative in grado di essere facilmente replicabili, sostenibili, e flessibili.

 

Si è per questo pensato ad un progetto che preveda un graduale percorsonel pieno rispetto dei tempi e dei bisogni della persona anziana,  di riappropriazione non solo degli aspetti legati al movimento in contrasto alla sedentarietà, al recupero della funzionalità del sistema muscolo-scheletrico, ma che sappia anche trasmettere un nuovo senso di fiducia e sicurezza nelle relazioni, migliorando l'autostima e la  percezione del senso di  autoefficacia.

"La salute è di casa" nasce dall'idea di incontrare, all'inizio del percorso, i nostri anziani costretti a situazioni di fragilità e di isolamento, in zone target dove sia evidente un impoverimento dei servizi di prossimità e della rete sociale. Con particolare attenzione ai condomini, ma non solo,  in un momento in cui si vive un forte impoverimento delle reti familiari e sociali, soprattutto a seguito delle nuove condizioni di vita conseguenti il Covid-19, con un nuovo modo di concepire gli spazi dell'abitare, del quotidiano.

L'approccio sarà graduale,  attraverso incontri conoscitivi, durante i quali lavorare anche su piccoli percorsi personalizzati, finalizzati al recupero di alcune funzionalità motorie di base.  Successivamente, una volta conquistata la fiducia e la sicurezza  nelle proprie capacità, si accompagneranno a incontrare altri anziani dello stesso condominio, del quartiere residenziale, superando la solitudine e la diffidenza che spesso contraddistingue questi agglomerati urbani.

Ci poniamo l'obiettivo di coinvolgere anche la famiglia, diventando un presidio di incontro e ascolto, sviluppando il più possibile la rete sociale, nel tentativo di superare gradualmente la domiciliarità a  favore di interventi collettivi, che accompagnino la persona fragile nella direzione del recupero dell'autonomia e del senso di autoefficacia.

Il modello di intervento che proponiamo, a seconda dei bisogni rilevati,  è replicabile in più contesti e vuole superare la cultura dell'assistenzialismo e andare  nella direzione del coinvolgimento attivo e del protagonismo della persona anziana e di tutta la famiglia.

 

L'ambito territoriale

L'ambito territoriale di riferimento del progetto è definito sul bisogno di valorizzare e riqualificare l'ambiente di vita della persona  in situazione di fragilità.  Secondo la carta di Ottawa del 1986 la salute si crea nei contesti di vita di tutti i giorni, dove le persone si incontrano, lavorano, studiano .

Le condizioni attuali, definite dall'impegno a contrastare la diffusione del virus  Covid-19,  ci impongono una riflessione sulla possibilità di riqualificare gli ambienti in funzione del benessere della persona e della volontà di agevolare i servizi di prossimità.

Allo scopo di ridurre il rischio di marginalità sociale, cresciuto in maniera esponenziale conseguentemente all'epidemia, di intervenire sulle pari opportunità e sulle disuguaglianze in salute, si intendono individuare quartieri, case popolari, agglomerati di condomini, dove le possibilità di accedere a proposte di promozione dell'attività motoria e di promozione della salute per le persone anziane, sono compromesse.

Saranno individuati alcuni ambienti di vita, a seconda del territorio di riferimento (Padova, Venezia, Treviso, Belluno, Rovigo, Verona e Vicenza) nei quali promuovere azioni di sostegno alla salute della persona anziana, attraverso la promozione di percorsi e programmi per l'attività fisica, finalizzati al contrasto della sedentarietà e capaci di  "recuperare"  un’attività della persona in senso psico-sociale.

L'obiettivo è quello di raggiungere 7 capoluoghi di provincia, con interventi di promozione di programmi di attività motoria, svolti in  relazione alla correzione dei fattori di rischio  e  in contrasto alla marginalità sociale. 

Fasi progettuali:

- analisi e mappatura del territorio

 -definizione strategie di intervento

- programmazione dei  percorsi per il recupero della persona in senso psico-sociale

- monitoraggio e valutazione

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