“Vorremmo una città più ciclabile, con percorsi in sicurezza per chi sceglie le due ruote per fare sport, ma anche per recarsi a scuola o al lavoro, per inquinare meno e per stare meglio. Vorremmo che nessuno spezzino vada più ad incrementare lo spaventoso record dei 2.556 ciclisti uccisi, negli ultimi dieci anni, in incidenti stradali. Vorremmo che il nostro comune aderisse al Manifesto del movimento #salvaiciclisti”.
Alle parole di Alessandro Ribolini, Presidente regionale della UISP, intervenuto all’incontro organizzato dall’associazione sportiva lunedì scorso al Favaro con il candidato a sindaco Massimo Federici, quest’ultimo, nella sua replica, ha dichiarato pubblicamente l’adesione alla proposta di Ribolini, adesione che sarà perfezionata nelle prossime ore.
Il movimento #salvaiciclisti è un movimento popolare e spontaneo che chiede alla politica interventi mirati per la sicurezza dei ciclisti. Nasce da un’iniziativa del Times e ha dato luogo ad un Manifesto di 8 punti al quale stanno aderendo milioni di persone in tutto il mondo e che sta ispirando provvedimenti legislativi innovativi in molti Stati.
In Italia hanno sottoscritto il manifesto personalità del calibro di Margherita Hack, Marc Augè, Jovanotti.
Sabato scorso a Roma è stata promossa la prima grande manifestazione italiana che ha radunato oltre 50.000 ciclisti.
Ai Sindaci delle città italiane si chiede di aderire sottoscrivendo gli otto punti del Manifesto e impegnandosi a realizzare i dieci punti previsti per l’implementazione a livello locale di politiche per la ciclabilità e la sicurezza dei ciclisti nelle città italiane.
Ad oggi hanno aderito i Sindaci di Milano, Torino, Napoli, Bologna, Reggio Emilia, Roma, Firenze. Ora anche La Spezia figurerà fra le città più sensibili ed attente verso gli amanti delle due ruote.
Il manifesto #salvaiciclisti
1. Gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote.
2. I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati, ripensati e dotati di semafori preferenziali per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti presenti sul lato.
3. Dovrà essere condotta un’indagine nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Italia e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti.
4. Il 2% del budget dell’ANAS dovrà essere destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione.
5. La formazione di ciclisti e autisti deve essere migliorata e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una parte fondamentale dei test di guida.
6. 30 km/h deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.
7. I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla Barclays
8. Ogni città deve nominare un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme.
Aderendo a #salvaiciclisti il Sindaco si impegnerà quindi a:
1. Garantire l’applicazione a livello locale degli 8 punti del Manifesto del Times per le aree di competenza comunale,
2. Formulare le opportune strategie per incrementare almeno del 5% annuo gli spostamenti urbani in bicicletta nei giorni feriali,
3. Contrastare il fenomeno del parcheggio selvaggio (sulle strisce pedonali, in doppia fila, in prossimità di curve ed incroci, sulle piste ciclabili),
4. Far rispettare i limiti di velocità stabiliti per legge e istituire da subito delle “Zone 30″ e “zone residenziali” nelle aree con alta concentrazione di pedoni e ciclisti,
5. Realizzare, qualora mancante, un Piano Quadro sulla Ciclabilità o Bici Plan,
6. Monitorare e ridisegnare i tratti più pericolosi della città per la viabilità ciclistica di comune accordo con le associazioni locali,
7. Redigere annualmente un documento pubblico sullo stato dell’arte nel proprio comune di compe tenza della viabilità ciclabile indicando i risultati dell’anno appena trascorso e gli obiettivi futuri,
8. Dotare ogni strada di nuova costruzione o sottoposta ad interventi straordinari di manutenzione straordinari con un percorso ciclabile che garantisca il pieno comfort del ciclista,
9. Promuovere una campagna di comunicazione per sensibilizzare tutti gli utenti della strada sulle tematiche della sicurezza,
10. Dare il buon esempio recandosi al lavoro in bicicletta per infondere fiducia nei cittadini e per monitorare personalmente lo stato della ciclabilità nella sua città