PARMA - Si è appena chiuso un anno particolare per la città di Parma. Nel 2011 l'Aces, Associazione Capitali Europee dello Sport - un sodalizio del Coni che assegna annualmente i riconoscimenti di "Capitale", "Città" e "Comuni" Europei dello Sport secondo i principi di responsabilità e di etica dettati dal Libro Bianco della Comunità Europea - ha assegnato al capoluogo emiliano questo prestigioso titolo. Abbiamo interpellato alcuni dirigenti della Uisp di Parma per capire cosa, da questa esperienza, sia derivato per il loro settore di competenza e quali sviluppi ci possono essere nel 2012.
Marianna Percudani, responsabile dell'amministrazione e organizzazione, ricorda "la cerimonia di chiusura di Parma Città Europea dello Sport 2011, svoltasi in tono minore, anche per i noti problemi che la città sta attraversando (il commissariamento del comune, ndr). È stata un'occasione per ritrovarci e testimoniare che questa iniziativa ha rappresentato un'opportunità per la città e per la Uisp. Molte nostre iniziative hanno ricevuto contributi del Comune di Parma ed abbiamo potuto proporre diverse attività che ci hanno ben rappresentato. Sono state inserite nel calendario di Parma Città Europea le nostre grandi manifestazioni come Vivicittà e Bicincittà, le finali dei campionati della Lega Calcio giocate allo stadio Tardini, il calendario cicloamatori della Lega Ciclismo, il Trail Running e poi convegni sugli stili di vita e iniziative per noi sperimentali come il Teatro Sportivo, senza dimenticare quelle legate a solidarietà e inclusione. Anche le nostre società sportive hanno organizzato eventi particolari. La sfida per il 2012 sarà quella di dare continuità a queste iniziative, con la consapevolezza che i contributi della nostra amministrazione comunale non potranno essere più gli stessi".
Silvia Chiapponi, responsabile del settore sport e diritti sociali, sottolinea come questa iniziativa "abbia permesso alla città di conoscere tante realtà poco note, che spesso offrono la possibilità a tante persone in situazione di fragilità di uscire dalla solitudine e di fare esperienze sportive e socializzanti. L'obiettivo è cercare di aumentare sempre di più le proposte sportive creando nuovi percorsi. Sarebbe bello pensare ad un coordinamento di tutte le realtà che operano nel sociale per collaborare insieme. Resta però da lavorare molto sugli impianti e sulla loro accessibilità. L'auspicio è che il cammino prosegua e che le amministrazioni locali abbiamo la volontà di investire sullo sport quale strumento d'integrazione e di coesione sociale".
Bruno Orlandini, coordinatore della Lega Atletica leggera, afferma di aver notato "certamente una presa di coscienza maggiore sui valori aggregativi dello sport e, specialmente, dello sportpertutti. Ho assistito infatti a eventi sportivi in centro-città inediti, come il raduno degli atleti dell'handbike con le loro bici sotto i 'Portici del Grano' a Parma. Il nostro obiettivo adesso resta quello di continuare a sensibilizzare l'opinione pubblica sulle tematiche dello sportpertutti, dai più piccoli alla grand'età, nessuno escluso e nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale. Penso però che Parma non esca da questa esperienza come una città più sportiva. La crisi economica influisce in modo significativo sulle famiglie, che si vedono costrette a fare delle scelte. E temo che lo sport non rientri nella fascia delle priorità".