Comitato Regionale

Emilia-Romagna

Con ampio respiro

Empatia, attività fisica, comunicazione verbale e corporea: questo e molto altro nell'intervista a Maria Cristina Di Tommaso, responsabile delle Ginnastiche Uisp Emilia-Romagna.

 

Di Ginevra Langella

 

«Ho parlato troppo? Spero di no! È che sono appassionata, e se parlo di qualcosa che amo inizio a parlare e poi non finisco più». Così Maria Cristina Di Tommaso, responsabile delle Ginnastiche Uisp Emilia-Romagna, termina la nostra intervista, sintetizzando anche lo spirito che anima le sue iniziative. È lo stesso spirito con cui si è dedicata anche a questa conversazione, con così tanta passione da cercare «un punto in cui prenda bene la linea, perché nel posto in cui sto facendo le vacanze non è che ci sia proprio tanto campo».


Maria Cristina, partirei chiedendoti come sta andando la ripresa delle ginnastiche e come state gestendo la riapertura.
«Una riapertura effettiva ancora non c'è stata perché non possiamo fare attività in palestra, ma c'è una ripartenza organizzativa per l'autunno. Quello che ho fatto è stato programmare intanto il corso di operatore sportivo, un corso molto importante che prevede materie traversali e soprattutto contatto con i giovani che vogliono collaborare con l'associazione. L'ho organizzato con tanto ottimismo e impegno: dovrebbe partire a ottobre e si svolgerà sia online che in palestra e in base all'andamento della situazione sanitaria capiremo poi se virare di più sulla presenza online o fisica. Un altro corso che vorremo attivare è quello dedicato alle attività circensi con attrezzi non convenzionali, di 60 ore: molto impegnativo e molto bello, di cui è stato chiesto il secondo livello dopo l'anno scorso. L'idea di fondo è che crediamo molto nella trasversalità, quindi anche corsi tecnici come questi hanno anche un carattere generale, come è appunto stato con il primo livello dell'anno scorso, tenendo poi conto che mano a mano che aumenta il livello aumentano le specificità tecniche. Abbiamo avuto richieste inoltre per corsi di pilates e yoga: tema un po' complesso perché online non puoi proporli facilmente, ma sicuramente rispetto alle attività circensi è più semplice! Per la formazione tecnica della ginnastica artistica invece sono state proposte giornate di incontri formativi a settembre e ottobre, con le atlete. Per quanto riguarda invece la parte delle gare e dei campionati bisogna poi organizzare bene tutto da settembre, perché dobbiamo creare i vari gruppi e organizzare più date e di conseguenza abbiamo gli spazi da prenotare. Diciamo pure che questo sarà un autunno complesso e pieno di cose. Sicuramente non ci annoieremo».


Qual è stata la parte più difficile di tutta la quarantena per la tua attività?
«I primi due mesi son stati sicuramente i più difficili a causa dell'incertezza delle gare e delle normative che cambiavano rapidamente. Abbiamo seguito tutto attentamente perché c'era la volontà di fare qualcosa, ed è stato difficilissimo soprattutto perché tutto è accaduto in pieno periodo di gare e campionati, quindi ti lascio immaginare. Per quanto riguarda la formazione invece siamo stati tranquilli perché avevamo progettato corsi che sono terminati in inverno e quindi fortunatamente sotto questo punto di vista non abbiamo subito perdite e siamo riusciti a fare tutto in tranquillità».


Grazie alle pubblicazioni sui vari gruppi Facebook e Instagram (molti video sono stati caricati anche sulla pagina Facebook Uisp Emilia-Romagna) sono riuscita a vedere tanti video condivisi dalle vostre atlete e istruttrici. Pensi che questo possa esser stato d'aiuto per mantenersi in contatto e in allenamento, nonostante la sospensione delle attività?
«Sotto questo aspetto sono state tutte brave e soprattutto autonome: le allenatrici hanno proposto e deciso di mantenersi in contatto con le proprie atlete in questo modo, coinvolgendo anche le famiglie. Inutile dirti che ha avuto un grande impatto positivo: bisogna ammirare queste persone che nonostante le difficoltà si sono mantenute attive e vicine! Alla fine lo sport è fatto di persone e questo è il risultato. Inoltre questo ha mostrato il tentativo di rodare un sistema che sicuramente il prossimo anno sarà presente, perché probabilmente secondo me i corsi quest'anno dovranno dividersi su due binari: uno dedicato alla presenza fisica in palestra e l'altro a distanza»

Vorrei che mi parlassi della tua esperienza nella ginnastica, come e quando è nata questa passione e quando hai compreso di volerti dedicare alla gestione del settore attività a livello regionale?
«La storia di questa passione, che poi è diventata un lavoro, inizia un po' come tante altre storie e cioè attraverso un incontro che ho avuto a 14 anni e che mi ha introdotto nella pratica dell'espressione corporea. È stato fondamentale. Rimasi affascinata perché l'attività che veniva proposta ti coinvolge come persona nella totalità, quindi anche a livello profondo, emotivo, e non solo fisico, cosa che poi non ho più ritrovato in altre parti. Ho cercato di trasmettere alle persone questa componente che mi colpì e che mi è stata trasmessa e devo dire che ho dei riscontri positivi dato che lavoro così da trent'anni. Il 1983 è stato l'inizio di tutto: mi sono diplomata, mi sono iscritta all'Isef e da lì diciamo che è partito tutto e sono felice che continui ad andare bene. Io mi occupo di espressione corporea, e sono riuscita a inserirla nel grande contenitore della ginnastica posturale: indirizzo poi i vari lavori che si possono fare in base anche alle persone che ho davanti, con le quali poi creo dei gruppi e lavoro su un determinato aspetto. Ne sono molto orgogliosa, perché serve per tutto, non solo al corpo. Con la Uisp creo dei gruppi di lavoro, perché al di fuori lavoro anche individualmente, e l'aspetto relazionale e socializzante è fondamentale e cerco di sottolinearlo sempre perché non è una cosa scontata.  In questo caso questi due aspetti non si riducono a essere da spogliatoio e basta, ma è parte fondamentale durante l'attività. Quando facevo l'Isef compresi che il coinvolgimento non è una cosa scontata, la comunicazione del corpo non ce l'hanno tutti come obbiettivo: per me invece lo è. Per quanto riguarda invece il come sono finita a lavorare a livello regionale ti direi che la mia amica e collega Rita Scalambra mi ha sempre spinta ad andare oltre al lavoro di tecnico: sapeva e sapevo di non voler rimanere a lavorare a lungo come operatrice tecnica e grazie a lei che mi ha sempre spronata ho deciso di accettare questa sfida. Sto imparando tantissimo in questi tre anni di servizio, e spero di aver fatto qualcosa di buono. Qualcosa che rimanga, che germogli. La mia esperienza da tecnica ho cercato di farla emergere e affiancarla alla parte organizzativa e politica, perché la mia idea di partenza è che questi due mondi debbano comunicare. Non è facile essere un tecnico e avere una visione da coniugare alla parte più ampia e gestionale, ma se non entrano in comunicazione e collaborazione queste due parti secondo me succede un po' un casino. Credo che invece questa cosa sia indispensabile per la nostra associazione ed è importante sensibilizzare le persone proprio durante la formazione. Organizzazione con ampio respiro e attività motoria sono i punti fondamentali».

 

 

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