Comitato Regionale

Emilia-Romagna

Area Uisp n. 15 (novembre 2011)

La copertina di Area Uisp n. 15 (novembre 2011)Clicca qui per scaricare il numero in pdf (1,57 MB)

Sommario

In questo numero
di Vittorio Martone

Giro di tango
di Vincenzo Manco

Un nesso abissale
di Nicola Alessandrini e Vittorio Martone

La crisi tra sport e territorio
di Nicola Alessandrini e Mario Reginna

L'orizzonte italiano
di Vittorio Martone

Una passione contagiosa
di Mario Reginna

Coraggio, coerenza e fatica
di Mario Reginna

Reti emozionali
di Monica Risaliti e Massimo Davi

Tra Robin Hood e Guillaume Tell
di Vittorio Brizzi

Per non perdere la traccia
di Bruno Orlandini

Passi d'innovazione
di Alessandro Trebbi

Lo sguardo di Odisseo
di Ivan Lisanti

La responsabilità in ambito sportivo
di Francesca Colecchia

Il lungo addio
di Francesco Frisari

In questo numero

di Vittorio Martone

 

"L'introduzione la scrivi alla fine". Fu il primo consiglio, non scontato, che mi diedero quando iniziai il lavoro sulla mia tesi di laurea. Per la presentazione del numero di una rivista vale la stessa regola. Eppure, adesso che questo numero di Area Uisp è chiuso e manca solo questo pezzo che ho tra le mani per andare in stampa, faccio fatica. L'introduzione a una rivista, la descrizione del cosa c'è in un numero, serve a indicare un percorso (poi ogni lettore ricreerà il proprio), a dare un vago senso di unità, alle volte a fornire una giustificazione formale all'accostamento dei pezzi più disparati. Perché il tema guida, pur presente - in questo caso si tratta della malinconia -, viene per fortuna declinato da ciascuno in maniera diversa.

Questo numero di Area Uisp parte dalle riflessioni di Vincenzo Manco, presidente Uisp Emilia-Romagna, che ha accostato, alla politica nazionale e al ruolo dell'associazionismo nella crisi sogni e ricordi legati al tango argentino. Un viaggio a Senigallia ci ha portati a incontrare il critico letterario Massimo Raffaeli, con cui abbiamo discusso dell'intreccio apparentemente inedito tra malinconia e sport. Trasferendoci dalla letteratura all'economia e immaginando la malinconia come sentimento della crisi, abbiamo indagato tra i comitati Uisp dell'Emilia-Romagna per capire quali proposte ci sono sul territorio per contenere i prezzi dell'offerta di attività motoria per le famiglie. Rimanendo nel campo dei tagli alle risorse a discapito del welfare territoriale abbiamo intervistato Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia, che il 5 ottobre scorso è stato eletto presidente dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Dopo aver scusso di politiche per il futuro abbiamo voluto guardare al passato, in casa Uisp, analizzando la recente assemblea nazionale dell'Unione Italiana Sport Per tutti svoltasi a Rimini dal 9 all'11 settembre e discutendo con Manuela Claysset, presidente del consiglio Uisp Emilia-Romagna, del lavoro svolto dal congresso 2009 ad oggi e di quello da fare in vista della nuova campagna congressuale del 2013. Spazio poi alle consuete rubriche. Il settore "Ricerca, innovazione e formazione" ha presentato una serie di studi incentrati sul rapporto tra sport e piano emozionale dell'individuo. Con le nostre leghe siamo andati per boschi con il "Settore tiro con l'arco" dell'Area gioco e alla scoperta del trail running con la Lega atletica. Come per il tango, la malinconia ci ha riportato al ballo con l'intervista a Vera Tavoni sull'ipotesi di realizzazione di un'area di attività che unisca e faccia sviluppare danza, ginnastiche, fitness e attività per la grand'età. Con il gioco, Ivan Lisanti ci ha invece spinto a riflettere, attraverso la storia culturale dell'uomo, su quanto siano antiche le condizioni di vita che intersecano i temi dell'intercultura. Francesca Colecchia per Arsea srl ha invece chiarito il quadro sulle responsabilità per le società sportive e per i presidenti di un ente di promozione sportiva in caso di decesso di un atleta. A chiudere il numero la recensione di Francesco Frisari, che si è orientato in un film dall'intrinseca malinconia come "L'uomo in più" di Paolo Sorrentino.

Torno allo stentato inizio di questo sommario. Credo che scegliendo come tema la malinconia si sia in qualche modo creato un luogo, uno spazio. Proprio nella sua intensa intervista Massimo Raffaeli ha definito la malinconia come "un sentimento preliminare di una mancanza". Man mano che il numero che avete tra le mani prendeva corpo, quel luogo, quel territorio teorico in cui in maniera forse azzardata erano stati accostati due concetti, quello dello sport e quello della malinconia, si è popolato. Più che giustificazioni teoriche, all'inizio mancavano nessi. Gli articoli, i contributi che sono giunti hanno creato tutto ciò. Quello spazio vuoto sembra adesso colmo di una ricchezza teorica e narrativa che non ci si aspettava così forte, all'inizio. Difficile parlare quindi per questo numero che, ci sembra, possa parlare da sé.

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