Comitato Regionale

Emilia-Romagna

Asd Tricolore

Trecentocinquanta tesserati di cui 87 diversamente abili. Questi i numeri di una società impegnata nella promozione di un alto livello "diverso"

Gli atleti dell'asd Tricolore a Berlino 2011

dallo speciale "I campioni dello sportpertutti"

 

REGGIO EMILIA - L'asd Tricolore è una società molto particolare: fa nuoto, come tante a Reggio Emilia e in Italia. Ma lo fa anche, e con orgoglio, per i diversamente abili. "Sono la nostra fonte di gioia - racconta Ettore Pacini, presidente del sodalizio - e facciamo tutti gli sforzi possibili e immaginabili per garantire ad atleti come Cecilia Camellini o Kevin Casali e tanti altri le massime soddisfazioni. Cecilia andrà a Londra 2012 dopo aver vinto l'Europeo a Berlino lo scorso anno, Kevin sta provando a fare il tempo". Cinquecento tesserati in totale, di cui 350 tesserati Uisp e 87 disabili per la promozione di uno sport di alto livello "diverso", fuori dai riflettori ma indispensabile a questi ragazzi per integrarsi. Uno sport che ha costi comunque elevati: "Tra istruttori, trasferte anche lunghe e corsie in piscina spendiamo quasi la metà per l'attività di alto livello coi diversamente abili. E le quote derivanti dai corsi unite alle tessere non bastano per coprire questi costi. Abbiamo alcuni sponsor che ci aiutano, organizziamo campagne di sensibilizzazione, ma non sempre questo è sufficiente".

Una società, l'Asd Tricolore, che gestisce anche un'ampia attività di base: "Abbiamo 130 bambini tra i 5 e i 18 anni che praticano nuoto con noi - prosegue Pacini - e tante persone che seguono i nostri corsi in piscina. Riusciamo a mettere ancora più di 400 persone in acqua, un bel traguardo se pensiamo alle spese che dobbiamo sostenere per garantire l'alto livello ai nostri ragazzi disabili". Spese, appunto. Che effetti ha avuto la crisi sull'Asd Tricolore? "Per ora non abbiamo dovuto diminuire l'attività - spiega in conclusione Pacini - a livello né alto né di base. Ma come ho detto non riusciamo a coprire tutti i costi dell'agonismo, per questo ci muoviamo sempre per reperire sponsor e risorse in modo alternativo". Ma almeno sul piano delle alleanze non si registrano problemi, con rapporti molto stretti sia con gli enti di promozione sportiva che con le federazioni dello sport per disabili e paralimpico.

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