Comitato Regionale

Emilia-Romagna

Chiudono i battenti sulla quindicesima edizione dei Mondiali Antirazzisti

Il premio per il maggiore impegno antirazzista è andato ai Rude Boys and Girls della Sampdoria. Poi tutte le altre coppe destinate più a sottolineare l'impegno nel sociale che il risultato sportivo

I Rude Boys and Girls della Sampdoria premiati ai Mondiali Antirazzisti 2011 - Foto di Antonio Marcello - Shoot 4 Changedi Ufficio stampa Mondiali Antirazzisti


NEL POMERIGGIO di domenica 10 luglio si è celebrata la cerimonia di chiusura della XV edizione dei Mondiali Antirazzisti, la manifestazione contro tutte le discriminazioni organizzata da Uisp e Progetto Ultrà e svoltasi a Castelfranco Emilia presso il parco di Bosco Albergati. Bandiere e cori hanno accompagnato sul palco la sfilata dei vincitori. Numerose le coppe assegnate, a partire da quelle legate ai risultati sportivi, tra cui la coppa del torneo di calcio vinta dal TPO (Teatro Polivalente Occupato) di Bologna, e la coppa omonima della manifestazione, andata ai Sampdoria Rude boys and girls. Questo è il trofeo più importante, che viene riconosciuto alla squadra che nel tempo si è maggiormente distinta per le attività di promozione sociale organizzate sul territorio. A conferirlo è stato Paul Elliot, primo giocatore nero della nazionale inglese, con un passato nel Chelsea e anche in Italia nelle fila del Pisa, che oggi opera come ambasciatore della Rete FARE - Football Against Racism in Europe. "Il razzismo è una piaga sociale - ha sottolineato Elliot - ma ha i giorni contati e noi lo combatteremo proprio a partire da manifestazioni come questa".

Presenti alla manifestazione anche Stefano Reggianini, sindaco di Castelfranco Emilia, Stefano Vaccari, assessore ad ambiente, mobilità e sport della Provincia di Modena, e Vincenzo Manco, presidente regionale Uisp Emilia-Romagna. "Vorrei dire tre cose - ha affermato Vaccari - riguardo ai Mondiali. In primis un grazie a tutta l'organizzazione; poi vorrei rivolgere un saluto affettuoso ai bambini del popolo Saharawi; infine vorrei lanciare una sfida: il prossimo anno organizzeremo una squadra di amministratori locali per essere qui e giocarci un posto sul podio". Stefano Reggianini ha dichiarato di essere "molto contento per come è andato questo festival, che ha visto gente di tutto il mondo partecipare. Vogliamo rivedervi qui anche l'anno prossimo". "In questi quindici anni abbiamo più volte ribadito la vocazione itinerante di questa manifestazione – ha affermato Vincenzo Manco - che ha attraversato l'Emilia-Romagna, da Montefiorino a Montecchio, da Casalecchio di Reno (BO) a Castelfranco Emilia. E lo ha fatto ribadendo e rivendicando sempre attraverso lo sport il diritto alla libera circolazione dei popoli e lavorando per l'integrazione tra le persone".

Tra gli altri numerosi trofei che sono stati assegnati anche la Coppa Matteo Bagnaresi che la Fondazione Matteo Bagnaresi, impegnata nella realizzazione di una casa di accoglienza per minori a Parma, ha donato alla squadra dei Sahara Saharawi junior. La Coppa Invisibili, tradizionalmente assegnata a chi per varie ragioni non è riuscito a prendere parte ai Mondiali Antirazzisti, è andata a Fabiano Di Berardino del centro sociale TPO di Bologna, attivista che è stato brutalmente picchiato dalla polizia durante gli scontri no TAV in Val di Susa. La Coppa Kick Sexism, che premia le attività più significative contro le discriminazioni di genere, è andata ai Real Choch di Padova per il loro pluriennale impegno sulla tematica in questione e per l'organizzazione di momenti di sensibilizzazione nella loro città. Menzione speciale poi per il gruppo di fotografi di Shoot 4 Change, media partner della manifestazione, che hanno vinto la Coppa Piazza Antirazzista per la loro mostra "Punto di Fuga", che documenta il lavoro sociale svolto con le donne rifugiate e richiedenti asilo del territorio romano.
 
La Coppa Chilometri, per la squadra che arriva da più lontano, è andata invece al team Baku Star proveniente dall'Azerbaijan. La Coppa Fair Play, assegnata alla squadra che meglio traduce questo spirito nella sua attività e nel modo di concepire il calcio, è andata invece ai tedeschi dello Zwote, che organizzano tra l'altro in Germania un torneo antirazzista ispirato ai Mondiali della Uisp. La Coppa Ultrà, dedicata a chi ha interpretato meglio lo spirito ultrà dei Mondiali Antirazzisti, è andata invece al gruppo Ultrà Marseille, presenti alla festa con la compagine più numerosa e impegnati anche nella gestione del bar insieme ai Rude boys and girls della Sampdoria. La novità di quest'anno, la Coppa Rete Fare, è andata invece ai teams Bengadì e Big six, composti da esuli Maliani approdati in Italia dalla Libia. Per quanto riguarda gli altri tornei sportivi, la polisportiva San Precario Padova si è aggiudicata la coppa del volley; l'APV Gallarate ha vinto nel cricket; il CUS Bologna 1928 nel rugby; la Curva Nord Roseto è arrivata prima nel torneo di basket e la Peace Bologna ha trionfato invece nel calcio femminile. Si è chiuso così il sipario su questa storica quindicesima edizione dei Mondiali Antirazzisti, ancora una volta fondata sulla voglia di trascorrere insieme cinque giornate di sport, interculturalità e lotta alle discriminazioni.

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