Comitato Regionale

Emilia-Romagna

In attesa del congresso di Reggio Emilia

Continua il ciclo di interviste dedicato ai nostri attuali presidenti territoriali e al loro percorso in questi quattro anni. Alla vigilia dell'appuntamento di Reggio Emilia, una conversazione con Azio Minardi.

 

di Ginevra Langella

REGGIO EMILIA - Sabato 19 dicembre si terrà il quarto dei dieci congressi territoriali che in Emilia-Romagna andranno a ridefinire i nuovi componenti del consiglio direttivo di ciascuna sede Uisp del territorio regionale. Abbiamo intervistato Azio minardi, l'attuale presidente della Uisp Reggio Emilia, che ci introduce alla futura direzione con il proposito di rendere il mondo sportivo «un punto di svolta per le nuove generazioni, capace di costruire e diffondere nuovi percorsi di vita».

Innanzitutto, Azio, come stai?
«È un periodo piuttosto intenso. Siamo in un momento particolarmente difficile per ciò che riguarda le nostre attività in relazione alla pandemia in corso. La tensione rispetto alle decisioni che stiamo prendendo e che dovremo prendere per salvaguardare il sistema si fa sentire».

Volevo appunto chiederti, che tipo di congresso si prospetta domani per il vostro comitato?
«Cercherò di tenere insieme due grandi direttrici: per prima cosa, l'intento è quello di fare rete con le società affiliate, cercando di rispondere insieme a questa crisi e darci una mano reciprocamente. L'altro obiettivo è di conseguenza quello di lanciare la palla avanti e ricominciare a disegnare il nostro futuro, facendo un salto di qualità rispetto a una progettualità e a una serie di iniziative sempre più inquadrate verso un cambiamento degli stili di vita della popolazione. Trattare quindi le società sportive come parte fondante e fondamentale di un nuovo welfare, in cui lo sport non è soltanto un elemento accessorio della nostra vita quotidiana, ma un pezzo fondamentale del nostro futuro: ancora più integrato nel sistema scolastico, nella salvaguardia ambientale e nella prevenzione della nostra salute. Per questo, bisognerà portare le società sportive ad avere un ruolo ancora più strategico rispetto al passato. Durante il congresso lancerò, quindi, un appello agli enti locali e alle istituzioni pubbliche per tornare a considerare lo sport di base come strumento fondamentale per la ricostruzione di questa comunità, che sono sicuro uscirà molto appesantita da questa fase».

Facciamo insieme un bilancio di questo quadriennio. Escludendo quest'anno con le sue conseguenze, quali sono gli obiettivi che siete riusciti a raggiungere e quali sono invece gli obiettivi futuri?
«Il nostro comitato è particolarmente ricco di attività e progettualità, perché oltre ad avere le attività dirette del mondo Uisp abbiamo anche società di gestione degli impianti sportivi con delle vere e proprie aziende che stanno lavorando sul territorio. Quindi l'attività è davvero sistemica, nel senso che è strutturata su più ambiti di lavoro. Di obiettivi raggiunti ce ne sono molti fortunatamente. Il primo che mi viene in mente è sicuramente quello relativo all'acquisizione della personalità giuridica, che è un elemento fondamentale per la vita e il futuro di questa associazione. C'è stato poi anche un lavoro di irrobustimento del personale, anche dal punto di vista formativo e organizzativo, per consolidare il patrimonio strategico delle nostre risorse umane. Abbiamo poi acquisito molti finanziamenti pubblici per i nostri progetti, in particolare nell'area del benessere e nell'area turistica. Quest'ultima, poi, si è confermata un'area quasi unica nel nostro panorama italiano, dimostrandoci di essere molto fertile e importante. Un'altra conquista è stata quella di aver consolidato i rapporti e la nostra affidabilità con gli enti locali, diventando partner strategici per quanto riguarda la gestione degli impianti sportivi e progetti di promozione con l'Asl, ad esempio. Infine, abbiamo allestito e consolidato il nostro comitato, rendendolo capace di affrontare le sfide più dure del futuro, essere in sintonia con i bisogni del mondo associativo, delle nostre società sportive e della Uisp in generale. Il raggiungimento dell'equilibrio economico finanziario è stato poi fondamentale: durante la pandemia il sistema ha retto agli urti e questo è stato davvero importante. Restano sicuramente da fare ancora tantissime cose e spero con il prossimo mandato di riuscire a realizzarle. Cercherò sicuramente di capire come innovarci ancora di più, rendendo le nostre società sportive un vero e proprio punto di riferimento, anche per ciò che riguarda l'educazione e la diffusione dei vari stili di vita. Lo sforzo che bisogna fare è quello di andare oltre il proprio steccato, oltre i propri limiti mentali, fisici e geografici per iniziare a collaborare insieme, integrando quante più realtà affini possibili. Proponiamoci per progetti sempre più grandi e coesi: questa è la necessità che si manifesta ora e che dobbiamo accogliere».

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