Comitato Regionale

Emilia-Romagna

L'universalità dello sport

Oltre a "La prima volta", al Matera sport film festival numerosi film provenienti da tutto il mondo. Un’occasione per cogliere i valori universali dello sport
di Francesco Mazzanti

BOLOGNA – Il Matera sport film festival si avvicina e "La prima volta", pellicola prodotta dalla Uisp Emilia-Romagna, è in concorso e impaziente di raggiungere la città che, nel 2019, sarà capitale europea della cultura. L’evento, in programma dal 23 al 25 novembre prossimo, prevede una ricca selezione di film, documentari e cortometraggi: un melting pot di narrazioni provenienti da tutto il mondo.

Iniziamo dal capoluogo emiliano. "La prima meta", film che vede alla regia Enza Negroni, racconta la storia della squadra di rugby multietnica Giallo Dozza. I giocatori, però, sono detenuti nel carcere bolognese e i duri allenamenti, fatti di fatica e sudore, si contrappongono ai ritmi lenti e alla solitudine della vita in cella. Un film coinvolgente e che mette al centro dell’attenzione le vite di chi è rinchiuso, lontano dalle preoccupazioni della società e dalle telecamere. "La prima meta" sarà proiettato venerdì 24, al Piccolo, alle ore 22.

Cambiamo continente, si va in Africa. Sempre venerdì 24, alle ore 11, all’Itcg Loperfrido, la proiezione di "Kayabike". Matteo Trabucchi, il regista italiano, racconta la storia di un gruppo di bambini che sogna di gareggiare nella competizione Bmx e che si allena duramente a Kayamandi, una township nella provincia del Capo occidentale, in Sudafrica. Un quartiere difficile dove ci sono poche prospettive per i giovani: gli allenamenti su due ruote permetteranno ai ragazzi di imparare a vivere, "a uscire dalla massa e a fare delle scelte". "Dateci delle ruote, non le ali", dicono.

Un’altra storia emozionante, infine, arriva dall’India e verrà proiettata venerdì 23 alle 16, al Piccolo. "Cinderellas of India", del regista Vardhan Singh, racconta la storia della squadra nazionale femminile di hockey sul ghiaccio. Il governo non riconosce questo sport, non esiste una federazione, e le ragazze faticano ad allenarsi per mancanza di impianti e risorse, fino a quando un’incredibile campagna di raccolta fondi permetterà loro di partecipare a una competizione internazionale. Tenacia e determinazione di un gruppo disposto a sacrifici pur di continuare a vivere la propria passione. Insegnamenti e valori che lo sport, a qualsiasi latitudine, continua a trasmettere.

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