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Emilia-Romagna

"Primo è l'Ambiente 2": l'ASD Il Grinta tra sostenibilità e socialità!

In occasione della premiazione della seconda edizione del progetto "Primo è l'Ambiente" che si è tenuta online il 2 novembre, abbiamo intervistato Sofia Torresani dell’Associazione Il Grinta.

 

 

di Sofia Borelli e Chià Rinaldi

BOLOGNA - Il 2 novembre sono state premiate le società sportive che hanno partecipato alla seconda edizione di "Primo è l'Ambiente", un progetto a sostegno dello sport green e della promozione di pratiche sportive attente alla sostenibilità ambientale. L'iniziativa è coordinata da Uisp Emilia-Romagna con il finanziamento della Regione Emilia-Romagna e il sostegno di Punto 3 srl

Abbiamo parlato del progetto con Sofia Torresani dell’ASD Il Grinta, associazione che è attiva nella periferia bolognese del quartiere di San Donato. Proprio in quest’area il 25 settembre si è svolta la loro manifestazione "SOTTOGASOMETRO VOL. 6".

Ciao Sofia, come nasce Il Grinta?

Il Grinta è un'Associazione Sportiva Dilettantistica, nata nel 2014, che pratica, sperimenta e promuove lo sport popolare a Bologna, al fine di creare uno spazio inclusivo sul territorio in cui opera. L'esperienza nasce nel contesto dei Mondiali Antirazzisti, evento al quale ha partecipato dal 2010. Negli anni a seguire l'Asd Il Grinta si è radicata nel territorio bolognese, in particolar modo nell'area di via Gandusio, al Circolo Arci Guernelli e la Palestra Popolare Gino Milli. Il Grinta è incontro e intreccio di persone che attraverso lo sport affermano e condividono valori quali l’antifascismo e il ripudio di ogni forma di discriminazione razziale, sociale e sessuale dentro e fuori dai campi da gioco.

 Da dove deriva il vostro interesse rispetto alle tematiche ambientali e alla promozione della sostenibilità nel mondo sportivo?

Il nostro approccio all’attività sportiva è un approccio di tipo critico, che non si limita quindi alla semplice pratica sportiva ma si pone delle problematiche su cui riflettere. Le questioni fondanti del Grinta sono sempre state l'antirazzismo, l'antisessismo e l'antifascismo, ma nell'intersezionalità delle lotte che portiamo avanti sappiamo di non poter prescindere nemmeno dalla questione ambientale. Ci troviamo ad interrogarci rispetto alla sostenibilità degli eventi che realizziamo e come poter implementare pratiche virtuose sull'argomento attraverso lo sport. La partecipazione a "Primo è l'Ambiente" è arrivata quindi come tappa di un processo assembleare nel quale ci siamo interrogati sulla cura delle tematiche ambientali nel territorio in cui opera - in questo caso una parte del quartiere san Donato - che dispone di risorse sociali e ambientali spesso poco conosciute ai suoi abitanti. 

Parlaci della manifestazione e dell'evento che si è svolto. Come è andata?

All’interno di un contesto della periferia bolognese, l'area parco "Giardino Parker Lennon" è stata organizzata una giornata di socialità e sport popolare al quale si è unita la tematica della sostenibilità ambientale per poter gettare delle basi di costruzione di un percorso comune tra le varie realtà che operano nel quartiere e coloro che lo abitano e attraversano.
Per l'occasione è stata allestita una rete da pallavolo, dei tatami utilizzati dal gruppo di Muay Thai per esibizioni e prove aperte ed è stato messo a disposizione il campo da calcetto interno al parco. Inoltre è stata allestita anche una mostra fotografica intitolata "non esistono cattiv* ragazz*" riportante alcuni momenti di un’esperienza sportiva all'aperto tenutasi lo scorso inverno. Tutte le attività sportive erano libere e hanno visto l'alternarsi eterogeneo di coloro che hanno partecipato alla giornata: bambin* adolescent* e adult*. L'evento è stato molto partecipato sia da coloro che abitualmente intrecciano i loro percorsi con quelli delle associazioni promotrici, che dagli abitanti delle case popolari, dello studentato e del quartiere in generale. 

 Quanto ha contribuito il progetto a migliorare e ampliare l’attenzione rispetto alle tematiche ambientali dei partecipanti e dell’associazione?

Prima dell'inizio delle attività sportive c'è stato un momento collettivo in cui si è parlato dell'esperienza dell'associazione, In particolar modo si è sottolineato come l'obiettivo per la giornata fosse stato quello di realizzare un evento che riduca al minimo la produzione di rifiuti tramite la responsabilizzazione dei partecipanti, la condivisione di buone pratiche e la consapevolezza delle potenzialità territoriali. Per fornire strumenti pratici sono stati realizzati dei bicchieri riutilizzabili con il logo della palestra per ogni partecipante che saranno poi risorsa utile (e riutilizzabile) anche per i prossimi eventi della PPGM. La proposta è stata anche quella di portare stoviglie da casa, unitamente all'acquisto di piatti biodegradabili, per incentivare l'utilizzo di beni durevoli e non inquinanti. La promozione di realtà e associazioni presenti nei quartieri stessi ha favorito processi di empowerment e costruzione di comunità, iniziando così a creare un virtuosismo che continueremo a coltivare.

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