Comitato Regionale

Emilia-Romagna

Ripensare a nuotare

Dopo la clausura per il COVID-19, come si riorganizzano le piscine Uisp in Emilia-Romagna? Sicurezza e maggiore pulizia, rispetto a standard già elevatissimi in partenza.

 

di Vittorio Martone e Giorgio Zamorani

BOLOGNA – Il 25 maggio ha preso il via la nuova vita delle piscine dopo il lockdown causato dal COVID-19. Gli impianti natatori dell'Emilia-Romagna stanno riaprendo piano piano per potersi adeguare ai protocolli di sicurezza della Regione che prevedono, principalmente, la sanificazione degli ambienti (che significa semplicemente pulizia accurata) e un rigido controllo sul distanziamento delle persone dentro e fuori dall'acqua. Abbiamo parlato di questo, dei cambiamenti nella gestione delle piscine e nelle esperienze degli utenti, con i gestori di impianti natatori in sei Comitati territoriali Uisp della regione: Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Imola-Faenza, Modena e Reggio Emilia.

Uno storico alleato a Bologna: Super Cloro
"Abbiamo avuto poche persone che ci hanno detto 'finché tracciate noi non veniamo'. Ma ce lo chiedono le autorità sanitarie e troviamo giusto farlo in questa fase. Ma il 90% direi che ha accolto senza problemi questa necessità, non percepita come un'invadenza". A parlare è Monica Crovetti, responsabile degli impianti di So.ge.se., società che al fianco di Uisp Bologna segue la gestione delle piscine nel capoluogo felsineo. L'accesso agli spazi tramite l'esibizione del codice fiscale, con i dati degli utenti che rimangono conservati per 14 giorni, è solo una delle tante misure di sicurezza obbligatorie messe in campo per fornire un accesso tranquillo ai nuotatori. "Siamo riusciti a fare informazione sul tema – dice ancora Crosetti – accompagnati da un personaggio di fantasia, 'Super Cloro', che da sempre tutela la salute di chi accede alle piscine. Poi chiediamo di stare distanziati, abbiamo i percorsi negli spogliatoi, le docce chiuse una sì e una no, le prese a un metro di distanza per il distanziamento anche durante l'uso dei phon, le cabine a rotazione, tutto sanificato, con le pompe nebulizzatrici d'acqua e cloro, i cartelli personalizzati per ciascuna piscina con l'indicazione di quante persone sono ammesse, il plexiglass agli sportelli, il gel igienizzante". Un quadro di accorgimenti che sicuramente cambieranno l'esperienza di una giornata in piscina, "anche se – continua Crosetti – il piacere di nuotare credo prevalga sulle restrizioni che comunque non sono penalizzanti". Diversamente ci sarà da ripensare la didattica del nuoto, con i più piccoli che non potranno più essere accompagnati dagli istruttori in vasca, essendo vietato il contatto. Un quadro in divenire in cui i gestori, una volta osservate tutte le disposizioni di legge, spingono affinché ci sia l'aiuto degli utenti, con la responsabilità sociale di tutti, per un'educazione sociale che come spesso accade passerà anche per lo sport. "Tutti alleati – conclude la dirigente So.ge.se. – e una bella giornata in piscina la si passa lo stesso. Non abbiamo realizzato dei bunker, ma degli spazi sicuri, a tutto vantaggio dei bagnanti". 

Ferrara: "piscina a due passi dal centro"
È questo lo slogan dell'impianto in gestione alla Uisp Ferrara, vicino all'ippodromo della città, riaperto l'8 giugno. A seguirlo Eleonora Banzi, vice presidente del Comitato estense, che sottolinea le difficoltà nella ripartenza di una piccola struttura con una sola vasca da tre corsie. "Possiamo avere in acqua al massimo ventuno persone per fascia oraria. Per questo motivo l'accesso è limitato e abbiamo previsto la necessità di prenotazione". Il distanziamento va tenuto anche fuori dall'acqua e per questo motivo negli spogliatoi è indicato in quali posti è concesso cambiarsi. Per lo stesso motivo non saranno disponibili tutte le docce né tutti gli asciugacapelli. Vige, inoltre, l'obbligo della mascherina per gli istruttori e per gli utenti che non sono in acqua. Nonostante le difficoltà, la Pastro riparte con quasi tutte le attività di prima, tranne quelle per i principianti, in cui sarebbe necessario il contatto con l'istruttore, e spera di trovare una soluzione per i corsi dei più piccoli, qualora i protocolli sulla sicurezza non dovessero alleggerirsi. Nel frattempo, massima attenzione alla pulizia. "La sanificazione – afferma Banzi – verrà fatta in tutti gli ambienti a ogni cambio turno e abbiamo messo a disposizione i gel per le mani per chi entra nell'impianto". Per via delle dimensioni della struttura, il consiglio di chi gestisce l'impianto per gli utenti è semplice: "Sostare il meno tempo possibile negli spogliatoi e negli ambienti più piccoli. Si può fare la doccia, ma bisognerebbe farla velocemente per agevolare l'avvicendamento". Regole base, cui segue un messaggio di buon auspicio: "ci chiamano in molti e non vedono l'ora di ricominciare".

Forlì-Cesena: la pulizia in piscina era già uno standard
Sabato 6 giugno ha riaperto anche la piscina comunale di Forlì, un impianto polivalente molto grande che comprende cinque vasche coperte, tre vasche estive e un grande parco. Gabriele Corzani, della società Around che gestisce l'impianto in collaborazione con Uisp Forlì-Cesena, è positivo sul futuro: "Eravamo partiti già come palestra e avevamo ottenuto subito un'ottima affluenza. La gente ha più pazienza rispetto a prima e si attiene alle direttive". La già ottima pulizia è stata ulteriormente ampliata per seguire i protocolli. Sono stati inseriti dei dispenser di gel igienizzante e il servizio di pulizia fa orario continuato disinfettando gli spogliatoi a ripetizione. Corzani ha commentato: "Queste regole aggiungono poco, la pulizia è la base per le piscine. Non abbiamo dovuto inventarci niente". Al momento, nonostante la capienza delle vasche sia notevolmente ridotta, non sembra un problema il numero massimo di utenti in acqua grazie alle numerose piscine a disposizione. Hanno, invece, apportato modifiche agli spogliatoi, al numero di armadietti utilizzati e al sistema di monitoraggio di questi ultimi, in modo da poterli disinfettare prontamente. La proposta della piscina resta invariata, salvo per il nuoto sincronizzato e la pallanuoto. Sono ripartiti tutti i corsi e ci saranno i centri estivi. Corzani ha voluto specificare come questa situazione possa rivelarsi positiva: "Abbiamo ampliato il progetto di prenotazione e pagamento online. Deve essere una grossa opportunità sia per gli utenti sia per i gestori. I primi possono usufruire di maggiori agevolazioni, mentre i gestori possono capire quanti sono gli spazi vuoti ed eventualmente fare offerte commerciali per riempirli. È un'opportunità per migliorare la qualità non tanto del servizio, che è uguale, ma del suo accesso".

Imola-Faenza: un impianto per lo "sportpertutti"
La piscina Ortignola di Imola, che ha riaperto sabato 6 giugno, è il tipico impianto di sport per tutti avendo tre vasche: una da 25 metri, una piccolina, una ludica, campi da beach volley, un grandissimo prato e una palestra. Paola Lanzon della Uisp Imola-Faenza racconta il nuovo inizio come "un avvio difficile perché, come se non bastasse, venerdì si sono bloccati i computer e i telefoni. Ma ci siamo riusciti. Pochi giorni dopo la riapertura abbiamo anche ripreso tutte le attività organizzate perché abbiamo visto che le persone si sono comportate molto bene". Hanno implementato una sanificazione già elevata prima dell'arrivo del COVID-19. Sono stati inseriti dei diffusori di gel disinfettante e l'igienizzazione avviene più volte al giorno. Maggiori modifiche sono state apportate per garantire il distanziamento tra le persone. "Sembra di essere in aeroporto con tutti gli adesivi che abbiamo messo per terra. Abbiamo anche modificato l'organizzazione degli armadietti negli spogliatoi in modo da creare spazi adeguati al corretto numero di persone". L'impianto non ha problemi di ingressi in generale, ma viene colpito, come tutti, sugli accessi in acqua. Per risolvere questo problema, l'utilizzo di palestra e vasche è limitato a un'ora e mezza e hanno inserito la possibilità di prenotare sia telefonicamente che attraverso un'app. Paola Lanzon ha lanciato un messaggio: "Se fossi un utente verrei con grande tranquillità. Siamo un impianto nuovo, moderno, pieno di areazione e sempre tirato a lucido. Abbiamo creato un rotoprato stupendo su cui tenere tutti quei corsi che prima venivano praticati in palestra. È già stato provato dal gruppo di karate ed è andato meravigliosamente".

A Modena come quando si era in colonia
Le piscine di San Felice sul Panaro e Bomporto della provincia di Modena, in gestione Wesport e coinvolte nell'attività proposta dalla Uisp Modena, saranno riaperte da giovedì 11 giugno. Si sono presi del tempo in più per essere sicuri di poter mettere in pratica tutte le azioni di prevenzione. Bisogna avere la mascherina e indossarla nel bar e negli spogliatoi, nei quali per ulteriore sicurezza non saranno resi accessibili gli armadietti. Oltre alla maggiore frequenza delle pulizie, è stata fatta un'igienizzazione totale con una ditta specializzata e tutto il personale si è sottoposto al sierologico. L'impianto è molto grande e non avrà problemi di accesso, mentre verrà limitato il numero di persone in vasca, con qualche preoccupazione: "Aspettare di potere fare il bagno come quando si era in colonia da piccoli, la mascherina, il distanziamento al bar e non potere fare gruppo – afferma Breveglieri – sono cose che potrebbero non incentivare l'utenza". In ballo c'è un equilibrio economico che dovrebbe portare per Breveglieri a "rivedere il rapporto economico stipulato a inizio gestione". Nonostante tutto, il suo messaggio è chiaro: "Non esiste posto sicuro al cento per cento, ma nelle piscine la verifica sanitaria era altissima prima e lo è ancora di più ora. Credo quindi che i nostri impianti siano un ottimo posto dove passare gran parte delle vacanze, se qualcuno non avesse la possibilità di farle in giro per l'Italia".

A Reggio Emilia una riapertura record
"Abbiamo sette impianti, di cui quattro combinati con piscina e palestre e tre con solo la piscina. Quelli attivi anche d'estate sono cinque. Tendenzialmente una clientela molto polivalente, con più servizi". Questa variegata offerta la racconta Giacomo Doglione, responsabile del coordinamento delle piscine per Kinema, società della Uisp Reggio Emilia per la gestione degli impianti sportivi. "Dal 25 maggio abbiamo riaperto, subito, tutti i nostri impianti, eccezion fatta per uno in città. Siamo stati fra i primi a riaprire immediatamente nel comparto acqua, diversamente dal fitness. È chiaro che fino all'inizio dell'estate non c'è convenienza, ma noi abbiamo voluto dare un segnale, per aderire ai valori Uisp, fornendo servizi e socialità al di là delle esigenze economiche, che comunque ci sono, per andare incontro ai soci che volevano ricominciare. L'inizio è lento rispetto agli standard, ma si sta muovendo qualcosa". Un quadro reso più complesso anche da un inizio di stagione funestato dal maltempo, oltre che dalle incertezze legate al COVID-19. "Ma le richieste, sui social e al telefono, ci sono", precisa Doglione, che sottolinea come anche qui, come da decreto, gli accessi siano tracciati e conservati per 14 giorni. Tra le tante misure l'attività implementate all'esterno nei parchi,  un'interruzione dei servizi tra le 14 e le 17 per una seconda disinfezione di giornata oltre a quella serale, l'uso di attrezzature con disinfettante e personale a supporto, mascherine obbligatorie negli spostamenti nei locali, gel per le mani, plexiglass alla reception, distanziamento, monitor con tutte le regole di buona condotta. Poi la prenotazione degli spazi acqua con turni di un'ora per il nuoto libero, utenti ridotti per corsia, l'autocertificazione all'ingresso, la formazione dei responsabili di ciascun impianto e di tutto il personale. Sul piano dei corsi "abbiamo ridotto i numeri e stiamo sperimentando per progettare l'attività di settembre. Per riadattare un piano vasca. Un'idea: ridurre in alcune fasce il nuoto libero per dare più spazio ai corsi, con rapporto istruttore bimbo più sicuro seppur nella distanza. E un consiglio – conclude Doglione –: chi può e se può, limiti l'utilizzo degli spogliatoi il più possibile. Venite con borsa pronta con tutto chiuso e doccia magari a casa. E poi, usate telefono ed email per chiedere informazioni, senza affollare le strutture e mettervi in fila". Un problema che nel reggiano hanno risolto anche mettendo cartelli con le risposte alle domande più frequenti lungo i percorsi che portano agli sportelli informativi.