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Emilia-Romagna

"Riattivare la socialità e far ripartire l'associazionismo"

L'associazionismo è stato in assoluto il più colpito dalla crisi pandemica e il bisogno di far ripartire la socialità è fondamentale. Il comunicato stampa del Forum Terzo Settore Emilia-Romagna.

 

fonte: comunicato stampa Forum Terzo Settore Emilia-Romagna

BOLOGNA - "Riattivare la socialità e far ripartire l'associazionismo". Le attività dei centri culturali, sociali e ricreativi dell'associazionismo di promozione sociale e del volontariato potranno riprendere solo dal primo luglio. "Una scelta incomprensibile, una discriminazione inconcepibile, che rischia di affossare definitivamente migliaia di realtà associative in tutta Italia, colpite da una crisi senza precedenti legata alla pandemia". Come Forum del Terzo Settore Emilia-Romagna non possiamo che essere concordi con quanto dichiarato dalla Portavoce del Forum del Terzo Settore Claudia Fiaschi e condiviso con tutte le reti associative nazionali. Ancora una volta la rete dell'associazionismo di promozione sociale e del volontariato si trova penalizzata rispetto ad altre realtà che svolgono attività analoghe, dagli eventi culturali alle attività sportive, alle fiere e ai convegni, che potranno riprendere nelle prossime settimane.

L'associazionismo è stato in assoluto il più colpito dalla crisi pandemica e il bisogno di far ripartire la socialità, con tutte le misure di prevenzione necessarie, dopo mesi di forzato isolamento, è fondamentale per la sopravvivenza economica e relazionale di questo mondo. Va riconosciuto che, anche a seguito di una mobilitazione di tutto l'associazionismo e del Terzo Settore, si è ottenuto che ripartissero almeno le attività di somministrazione svolte dai circoli ricreativi e culturali. Una piccola boccata d'ossigeno ma non può essere sufficiente, anche perché molte associazioni non dispongono di questo servizio e quindi del sostegno economico e relazionale che ne può derivare. Chiediamo alla Regione Emilia-Romagna di portare questa nostra richiesta nelle sedi competenti al fine di sollecitare il Governo ad anticipare ai primi di giugno il cronoprogramma consentendo ai circoli culturali e ricreativi e ai centri sociali di riprendere le loro attività tipiche, nel rispetto di tutte le norme e dei protocolli di sicurezza.

Siamo stati utili e capaci nell'organizzare la consegna della spesa a domicilio, dei farmaci e nei momenti di contatto con le persone sole bisognose di aiuto e tutto ciò ci è stato riconosciuto. Abbiamo saputo prenderci le nostre responsabilità ed ora vedere che tutto questo "credito" non ha valore amareggia profondamente noi e soprattutto i nostri soci. Il ripartire non è questione di tempo ma di fiducia, volontà e capacità di rispettare le regole, che noi abbiamo ampiamente dimostrato. Prima riapriamo e meglio è per... tutti!

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