Comitato Regionale

Emilia-Romagna

Sentinelle ambientali in canoa

Dalla fiera SportDays di Rimini intervista a Gianni Russo dell'area Acquaviva sul ruolo dello sport per la difesa del territorio

Gianni Russo nella vasca di Acquaviva a SportDaysRIMINI - Una vasca di 50 metri di lunghezza ma profonda solo 40 cm davanti al PalaUisp è stata invasa - durante i tre giorni di SportDays, la fiera dello sport organizzata a Rimini dal Coni dal 9 all'11 settembre - dai kayak, dalle canadesi e dai gommoni dell'area Acquaviva della Uisp. Con risultati notevoli in termini di partecipazione e coinvolgimento delle persone.

Gian Piero Russo, presidente nazionale di Acquaviva Uisp, come ti spieghi questo successo?
"L'acqua crea sempre uno spazio liminale, di confine. Di fronte questo scarto spesso nelle persone si determina un atteggiamento di paura, di ostilità. Noi qui, complice anche il basso livello dell'acqua, abbiamo proposto un approccio alla canoa in totale sicurezza. E infatti siamo stati premiati da una frequentazione altissima della fascia d'età giovanile, oltre che dal sindaco di Udine Furio Honsell che ha pagayato con noi in giacca e cravatta. L'importanza di un simile momento però sta nella possibilità di far avvicinare le persone a questa disciplina, che noi vogliamo promuovere legandola al vivere il fiume da vicino".

Vivere il fiume da vicino, per l'appunto. Quanto vi agevola questo nel monitoraggio del territorio?

"Molto. Con un pizzico di presunzione noi crediamo che le nostre attività ci permettano di sviluppare una conoscenza della qualità del fiume che neanche le autorità di difesa idraulica e la protezione civile hanno. Quotidianamente, noi riscontriamo sul fiume le conseguenze delle politiche del territorio. Partendo da questa esperienza vogliamo proporre lo sport come strumento di fruizione e tutela del fiume e già adesso simili esperienze sono avviate sul Lambro, sul Sele, sul Tanagro, sul Calore e sull'Aniene, solo per fare alcuni esempi. Siamo partiti creando una rete informale che ora vogliamo ufficializzare all'interno della Uisp per proporci come sentinelle ambientali".

E per quanto riguarda invece la vostra attività sul mare? Ci sono ipotesi di lavoro simili, legate anche alla sicurezza e alla riscoperta della vita in mare su piccoli natanti?
"Sicuramente siamo presenti anche lì con attività legate al kayak da mare. Ma la nostra idea è di partire da diverse discipline per poi connetterle tra loro, proponendo anche un diverso turismo nautico. Questo perché anche in mare verifichiamo una massificazione della fruizione che fa perdere di vista la consapevolezza ambientale: ad esempio non tutti sanno che anche le zone più incontaminate sono inquinato dagli scarichi delle barche. Lungi da noi negare il diritto ad andare per mare in barca: quel che vogliamo è creare consapevolezza rispetto alle conseguenze per l'ambiente di ciascuna scelta".

Prima parlavi di spazio liminale. Secondo te, quale sviluppo personale deriva dall'affrontare quel limite  e quelle paure rispetto all'elemento acqua a bordo di una canoa?
"Credo che tutte le nostre proposte non rappresentino il fine ultimo: esse sono un tramite per arrivare a creare consapevolezza sulla bellezza dell'ambiente in contrasto rispetto al degrado e all'abbandono. In più, come ad esempio nel rafting, le attività possono far sviluppare la capacità di stare e lavorare insieme. Tutte le nostre proposte, se sviluppate nel rispetto dei principi fondanti dello sportpertutti, possono dare un contributo di crescita importante. Aggiungo anche che qui agli SportDays abbiamo creato un momento di adiacenza delle discipline di terra e d'acqua: sarebbe il caso per il futuro di ragionare e ricreare un altro momento del genere".

(vi.mar.)

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