Comitato Regionale

Emilia-Romagna

Terremoto in Emilia, un anno dopo

L'impegno della Uisp e delle istituzioni per far ripartire lo sport. Intervista a Mauro Rozzi

Uno degli spogliatoi della piscina di Finale Emilia pochi giorni dopo il sisma - Foto di Matteo Angelinidi Francesco Sellari - redazione Uisp nazionale


BOLOGNA - Qual è la situazione dello sport emiliano un anno dopo il terremoto che ha sconvolto quelle terre, il 20 maggio 2012? Un sisma che, lo ricordiamo, colpì anche alcune province della Lombardia e del Veneto, ma i cui danni più dirompenti sono stati registrati in Emilia-Romagna. In particolare nelle province di Modena, Ferrara, Reggio Emilia. Ne abbiamo parlato con Mauro Rozzi, presidente Uisp Emilia-Romagna. "Innanzitutto, nuovamente grazie alla Uisp, a tutti i livelli, da quelli territoriali e regionali fino a quello nazionale, perché dopo aver fatto tanto durante la fase dell'emergenza continua ad interessarsi e a tenere viva l'attenzione su quanto accade nelle zone colpite dal sisma. Questo è fondamentale ancora oggi sia per chi vive nei territori danneggiati sia per gli amici di tutte le parti d'Italia che ci hanno sostenuto e aiutato".

"Come primo elemento - prosegue Rozzi - va sottolineato l'attivismo delle istituzioni locali e regionali. Al di là di singole realtà che, almeno per quanto riguarda l'impiantistica sportiva, non sono state ancora interessate dalla ricostruzione, la Regione si è attivata nei tempi giusti e con uno stanziamento di risorse che dai nostri dirigenti e dalle nostre associazioni sul territorio è stato definito adeguato. Allo stesso modo anche le amministrazioni provinciali e comunali si sono messe in gioco con un importante ruolo di coordinamento degli interventi. Le cose mi sembra che stiano funzionando bene e si va verso il superamento dell'emergenza. Ormai completata la messa in sicurezza degli impianti danneggiati ma recuperabili, presto dovrebbe aprirsi la fase di apertura delle nuove strutture".

"Il secondo elemento da ricordare - aggiunge il presidente della Uisp Emilia-Romagna - è il protagonismo del terzo settore, del volontariato e dell'associazionismo sportivo. La Uisp si è data da fare a più livelli, dal nazionale al territoriale. La nostra associazione è stata in prima fila da subito, prima con il soccorso alla popolazione, poi con la presenza nei campi di accoglienza e quindi con un impegno finalizzato a dare un impulso alla ripartenza dello sport". Un lavoro in sinergia con le istituzioni locali: "Abbiamo molti esempi emblematici, cito per tutti quello di Rolo, in provincia di Reggio Emilia. In un primo tempo, ci eravamo concentrati sulla costruzione di una tensostruttura o un prefabbricato di supporto alla struttura sportiva comunale utilizzata per l'accoglienza alla popolazione ed anche per questo bisognosa di riparazioni, ed in sostituzione di una sala polivalente utilizzata anche da nostre associazioni sportive, resa completamente inagibile. In seguito, però, il Comune ci ha indirizzato all'acquisto di materiale sportivo per le scuole primarie. Abbiamo così organizzato diverse iniziative, anche in collaborazione con la onlus Casina dei bimbi, e in occasione del congresso territoriale della Uisp Reggio Emilia abbiamo donato il ricavato". Altri interventi specifici hanno interessato il comune di Reggiolo, per l'acquisto di materiali sportivi (nello specifico, attrezzi per la danza e un tatami per il judo), acquisto che è stato possibile anche per l'aiuto di molte società sportive reggiane.

Nella provincia di Modena, è stata già appaltata la ristrutturazione di 10 palestre: "Il comitato Uisp è stato molto attivo. Per quanto riguarda le piscine, un ambito che toccava molto da vicino la Uisp – spiega Rozzi – segnaliamo che i lavori per la ristrutturazione della piscina di Finale Emilia sono purtroppo ancora fermi. Una struttura strategica perché accoglieva un'utenza proveniente anche dal ferrarese. È stata riaperta la piscina di Mirandola, anche se tutta l'area degli spogliatoi è ancora organizzata all'interno di container. Anche a San Felice sul Panaro è stata riaperta la piscina così come a Bomporto. In quest'ultimo caso, proprio grazie ad uno stanziamento del comitato territoriale Uisp e all'insostituibile lavoro di dirigenti come Paolo Belluzzi".

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