Comitato Regionale

Emilia-Romagna

Uisp e Regione Emilia-Romagna: esempi d'intreccio di sport e politiche sociali

Manuela Claysset, presidente del consiglio regionale Uisp: "È emersa la consapevolezza che lo sport di cittadinanza è trasversale a tutte le politiche del welfare"

di Vittorio Martone


BOLOGNA - Un incontro tra Uisp e tre assessorati della Regione Emilia-Romagna (sport e cultura, politiche per la salute, politiche sociali e di integrazione) sull'intreccio di sport e politiche pubbliche. Questa l'estrema sintesi del seminario "Ciò che in televisione non è dato vedere", organizzato da Uisp e Regione Emilia-Romagna e tenutosi il 26 marzo a Bologna presso la Regione. Un incontro molto partecipato, con circa 80 tra dirigenti e tecnici della Uisp da tutto il territorio regionale e che ha visto la presenza, oltre che dell'assessore regionale a sport e cultura Massimo Mezzetti, anche di Daniele Manca, sindaco di Imola e presidente Anci Emilia-Romagna, di Andrea Stuppini e di Alberto Arlotti, rispettivamente responsabile del Servizio politiche per l'accoglienza e l'integrazione sociale e membro del Servizio sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna.

"Il bilancio di questa giornata è più che positivo - afferma Manuela Claysset, presidente del consiglio regionale Uisp, che ha guidato i lavori seminariali - poiché si è trattato di una splendida occasione per confrontarci con le istituzioni e mostrare le buone pratiche di una grande associazione come la nostra. È emersa chiaramente la consapevolezza che lo sport di cittadinanza è trasversale a tutte le politiche del welfare e questo seminario ha evidenziato la necessità di un lavoro ramificato sul territorio, che coinvolga il mondo sportivo in un'ottica di collaborazione e confronto tra soggetti diversi".

Positivi i pareri degli ospiti, le cui relazioni si sono intrecciate nel corso della giornata con quelle di tecnici, operatori e dirigenti Uisp chiamati a raccontare della propria quotidiana azione nel campo dell'attività motoria, dell'associazionismo e della promozione sociale, delle politiche di genere, della tutela dell'ambiente, dei sani stili di vita nell'infanzia e nella terza età. "L'incontro odierno - ha affermato Daniele Manca - ribadisce il contributo culturale della Uisp alla creazione di un sistema regionale su cui ricostruire una rete che allarghi la comunità e contrasti la cultura dell'isolamento". "Le esperienze Uisp - ha affermato Andrea Stuppini - sono una parte del lavoro complessivo che questa regione sta facendo per garantire processi armonici di integrazione tra vecchi e nuovi cittadini, soprattutto alla luce di una sempre maggiore presenza dei migranti nella nostra società". "Si è trattato di un'importante occasione - ha affermato Alberto Arlotti - per ascoltare le testimonianze degli operatori Uisp, esempi di prassi lungimiranti che hanno ulteriormente confermato il fondamentale ruolo dello sport e della Uisp nei processi educativi a tutela della salute". Tra gli ospiti presente anche la campionessa olimpica Josefa Idem, che ha sottolineato "la pluralità del fenomeno sportivo, capace di intrecciare moltissimi aspetti del vivere sociale e troppo spesso ridotto al solo settore agonistico".

"Arrivano confortanti segnali dalle istituzioni - ha affermato a margine Vincenzo Manco, presidente del Comitato Uisp Emilia-Romagna - per poter riaprire una nuova stagione di neoprotagonismo dell'associazionismo sportivo e per intraprendere un percorso che porti a una legislazione in campo sportivo di nuova generazione. Siamo soddisfatti del fatto che in questa sede sia emerso dai rappresentanti regionali il bisogno di valorizzare il vasto capitale sociale che l'associazionismo sportivo rappresenta nel territorio regionale e nazionale. Questi passaggi sono interessanti anche alla luce dei tagli trasversali del governo rispetto a regioni ed enti locali, che rischiano di inficiare il decreto sul federalismo municipale e il rapporto sussidiario con la società civile".

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