Comitato Regionale

Emilia-Romagna

Una storia di luoghi e parole

Dai Mondiali Antirazzisti parte la visita al campo di concentramento di Fossoli, in provincia di Modena

di Vittorio Martone


MODENA - Collegare le parole ai luoghi, per fissare al meglio nella memoria la storia. Questa l'idea alla base dei percorsi partigiani, iniziativa che sin dalla nascita dei Mondiali Antirazzisti accompagna la manifestazione della Uisp contro tutte le discriminazioni. In questa quindicesima edizione la festa si è trasferita presso il parco di Bosco Albergati, a Castelfranco Emilia. E questo trasferimento è stato colto come un'occasione per andare a scoprire una storia meno nota rispetto a quella della resistenza partigiana sui monti. Un gruppo di circa 25 persone - composto da ragazzi e ragazze italiani, tedeschi, austriaci, belgi e russi - ha infatti temporaneamente lasciato i Mondiali Antirazzisti per recarsi al campo di prigionia di Fossoli, vicino Carpi, che dal '43 al '44 fu luogo di reclusione di ebrei e prigionieri politici prima del trasferimento nei campi di concentramento in Germania.

"Un incontro toccante e molto partecipato - racconta Agnese Fiore, una delle accompagnatrici - che ha coinvolto tutti anche per la bravura della nostra guida, Claudio Carretti della Fondazione Fossoli. Il campo è ancora riconoscibile in tutta la sua struttura, che ospita le fondamenta delle vecchie costruzioni più un edificio ristrutturato che ospita un plastico del vecchio campo e una mostra fotografica. Inizialmente a Fossoli, ci è stato spiegato, c'erano solo militari e ufficiali inglesi catturati in nord Africa, poi dal '43 si è tramutato in un campo di concentramento. Rispetto alle testimonianze che ci sono state riportate - conclude Agnese - abbiamo scoperto che le persone ricordano il gran freddo, la neve e il fango".

A seguire i partecipanti a questa "passeggiata della memoria" si sono ritrovati in Piazza Antirazzista per assistere al dibattito condotto da Patrizia Cuzzani, responsabile del museo della resistenza di Bologna, e da Federico Chiaricati dell'Anpi di Casalecchio di Reno. "Iniziative simili sono fondamentali - ha affermato la Cuzzani - poiché qualsiasi ipotesi di riconciliazione non può che basarsi sulla conoscenza della storia. Il conflitto, lungi da qualsiasi negazione, va invece contestualizzato e sviscerato per poter arrivare non a una memoria ma a una storia comune".

Oltre che della storia italiana, nel corso dell'incontro si è discusso anche dell'influenza che la guerra civile spagnola ha avuto sulla formazione di una coscienza di resistenza in Italia. "Un legame molto solido quello che accomuna Italia e Spagna - ha sottolineato Chiaricati - anche se molto sono le differenze. In Spagna infatti si è voluto mettere una pietra sopra a quel tragico passato mentre in Italia, dove la resistenza vinse al termine del conflitto, la memoria è stata portata avanti più agevolmente grazie proprio alle testimonianze partigiane".

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