Comitato Territoriale

Rovigo

Progetto Integrato - La storia

 

Nel 2006 l'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) ha elaborato una strategia per la prevenzione ed il controllo delle malattie croniche.

Tale strategia si articola in un programma trasversale governativo e in quattro programmi specifici che riguardano in particolare alimentazione, attività fisica, lotta la fumo e lotta all'abuso di alcol.

 

Nello stesso ambito si inserisce la Carta di Toronto, uno strumento per promuovere uno stile di vita attivo e sostenibile. La Carta di Toronto si rivolge a tutte le figure fondamentali rappresentanti settori diversi della società civile: sanità, trasporti, ambiente, sport e tempo libero, istruzione e formazione, pianificazione urbanistica, oltre all’amministrazione pubblica, alla società civile e al settore privato, la cui attività incide direttamente o indirettamente sull'accessibilità per la popolazione alla pratica motoria.

Redatta a Toronto nel maggio 2010 da un gruppo di esperti appartenenti al Global Advocacy for Physical Activity (Gapa) ed integrata nel febbraio 2011 dal documento "I migliori investimenti per l’Attività Fisica" definisce un insieme di ambiti d'azione individuali e sociali di dimostrata efficacia nel promuovere una vita più attiva.

Secondo la Carta di Toronto, “l’attività fisica fa bene alle persone di ogni età: negli adulti diminuisce il rischio di malattie croniche e migliora la salute mentale. Non è mai troppo tardi per iniziare con l’attività fisica. Per gli anziani i benefici riguardano l’autonomia funzionale, la diminuzione del rischio di cadute e di fratture e la protezione dalle malattie correlate all’invecchiamento”.

 

La Commissione europea, raccolte le indicazioni della Carta di Toronto, si è mossa in questa direzione. Lo dimostra Filippo Fossati, presidente di Isca Europe, che illustra come la Public Health Executive Agency della Commissione europea abbia finanziato dei programmi dedicati all’acquisizione delle competenze all’interno delle associazioni di Sport per tutti per sviluppare delle campagne nazionali efficaci, che rendano un target di pubblico selezionato consapevole della necessità di condurre uno stile di vita salutare, praticando l’attività fisica.

Presentazione Fossati

L’impegno della Uisp di Rovigo nel campo della salute pubblica per l’età adulta e anziana, come indica la Commissione europea e la Carta di Toronto, è evidente nel bilancio sociale 2013 del Progetto integrato dove sono chiari i risultati ottenuti in questi anni, gli enti che hanno sostenuto il Progetto, le risorse economiche utilizzate, le attività realizzate e i benefici ottenuti.

Il bilancio sociale 2013

 

Il Progetto Integrato nasce dalla concentrazione degli sforzi sulla promozione dell'attività fisica e dello “sport per tutti” nella popolazione generale.

I suoi obiettivi sono la prevenzione e promozione della salute nella grande età.
Le attività del Progetto Integrato hanno infatti lo scopo favorire la nascita di nuovi stili di vita e di contrastare il progressivo decadimento funzionale degli anziani.

Come? Attraverso l’offerta di un’ampia gamma di opportunità di movimento sia per le persone sane sia per quelle affette da patologie croniche.

 

Infatti, come spiegava il dottor Giovanni Pilati, direttore sanitario dell'azienda Ulss 18 di Rovigo fino a gennaio 2013, la promozione della salute è il processo che mette in grado le persone di aumentare il controllo della propria salute e di migliorarla.

Le azioni strategiche messe in campo dal Progetto Integrato a favore della promozione della salute sono: la creazione di ambiti favorevoli alla salute, sviluppare stili di vita sani, riorientare i servizi sanitari, sviluppare l'azione della comunità.

 

Anche Daniela Galeone, del dipartimento Prevenzione e comunicazione del Ministero della Salute, evidenzia i benefici dell’attività fisica (nei bambini, negli adulti e negli anziani) e le prospettive nazionali a cui puntano le strategie di investimento del Ministero.

“Una attività motoria moderata e costante – scrive la dottoressa Galeone – è uno strumento di prevenzione delle malattie e di promozione della salute, tende ad associarsi ad altri comportamenti salutari e migliora il benessere psicofisico generale”.

Le indicazioni del Ministero vanno proprio in questa direzione: se per gli adulti (18 – 64 anni) raccomanda almeno 150 minuti di attività fisica moderata alla settimana o 75 di attività vigorosa (da svolgere almeno due volte a settimana), per gli anziani (dai 65 anni in poi) le indicazioni sono le stesse degli adulti, con l’avvertenza di svolgere anche attività orientate all’equilibrio per prevenire le cadute.

 

Il Progetto Integrato, con le proprie attività, ha dunque accolto le indicazioni ministeriali. Inoltre è inserito in un quadro europeo, come evidenziato da Flavio Lirussi, Who (World Health Organization) consultant.

Secondo le sue parole, invece di concentrare le risorse economiche ed umane sull’assistenza ed il trattamento di pazienti con patologie gravi (risultato di errati stili di vita) bisogna aggredire i fattori comportamentali che portano a queste gravi patologie e rendere prioritari e garantire fondi alle misure di prevenzione.

 

L’esercizio fisico, oltre alla prevenzione delle patologie croniche, è un’ottima terapia.

Lo evidenzia l’analisi di Andrea Ermolao, dell’Unità operativa complessa di Medicina dello sport all’interno dell’azienda ospedaliera di Padova che parla di patologie correlate alla sindrome metabolica, patologie cardiache e polmonari croniche, patologie dell’apparato muscolo-scheletrico ed altre patologie come cancro, depressione, asma e diabete di tipo 1.

 

Materiale a supporto:

 

Presentazione: Gasparetto - Pavarin
Presentazione: Pilati
GALEONE - 25 maggio 2012
LIRUSSI - Investire sul movimento Rovigo 25 maggio 2012
ERMOLAO - Il medico dello sport e la promozione dell'attività fisica per la salute

 

Ulteriore materiale di supporto:

Progetto integrato per la promozione della salute nella popolazione adulta e anziana del territorio dell’azienda ulss 18 di Rovigo

 

 

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