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Emilia-Romagna

Crisi energetica: le istituzioni non devono dimenticare il mondo sportivo

L'intervento di Enrico Balestra, presidente regionale di UISP Emilia-Romagna, ai microfoni di Rai 3

 

BOLOGNA - Enrico Balestra, presidente regionale di UISP Emilia-Romagna, è intervenuto in diretta televisiva a Buongiorno Regione, il TG Regionale di Rai 3. Il tema è quello delle difficoltà strutturali che il mondo sportivo non professionistico sta affrontando a causa della crisi energetica internazionale.

«Non abbiamo metabolizzato la pandemia - spiega Balestra - che è arrivato un nuovo nodo che impatta anche il mondo sportivo. Noi raccontiamo tutti i giorni che lo Sport non è un mondo a parte, esattamente come capita a famiglia e imprese, a chi gestisce impianti, dal piccolo campetto alla grande piscina, ha problemi di sostenibilità. Sappiamo che l’energia è aumentata di circa tre volte, il gas di sette. Il nostro ente si occupa di sport per tutti, quindi anche bambini e anziani, questo significa che una delle richieste delle persone è quella di avere spazi confortevoli, riscaldati, puliti. Tutto questo ha dei costi enormi»

L’appello alle istituzioni è quello di non lasciare indietro il mondo dello sport: come ricorda il presidente della UISP regionale, infatti, i numeri dello sport dilettantistico in Emilia-Romagna sono importanti «Per noi l’anno sportivo comincia a settembre, e se non ci fosse il nodo energetico la Uisp contava, da sola oltre 300.000 soci nell’era pre Covid, e credo che se non ci fosse questa incertezza i dati suggerirebbero che siamo già tornati all’era pre covid. Quando si parla di sport, c’è da fare un distinguo: c’è quello che riguarda 11 giocatori in campo per una partita di calcio e poi c’è quello che riguarda almeno un terzo dei cittadini dell’Emilia Romagna e quindi una moltitudine di persone».

Per Balestra «La discussione nel mondo sportivo non si discosta da quella di altri segmenti industriali più importanti del Paese, con le stesse contraddizioni. La prima è che le dimensioni del problema di cui si sta parlando potrebbe non avere una risposta aritmetica, arrivando a porre un problema morale, di ordinare le priorità. In questo senso bisogna distinguere il momento contingente per cui anche il mondo dello sport non deve essere dimenticato, servono sostegni e aiuti, e lo dico perché spesso nelle righe dei decreti ci si dimentica di noi. Poi penso ci sia un tema più generale: noi della Uisp vorremmo si parlasse di transizione sportiva così come si parla di transizione energetica e digitale o ambientale». 

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