Comitato Regionale

Emilia-Romagna

Diffusione delle competenze, ambiente e nuove attività

Questi i punti cardine del programma di Mauro Rozzi, nuovo presidente Uisp Emilia-Romagna. In questa intervista una riflessione sul congresso regionale appena chiuso, la presentazione biografica e una riflessione sulla politica sportiva nazionale dopo le elezioni

Mauro Rozzi, nuovo presidente Uisp Emilia-Romagnadi Vittorio Martone


BOLOGNA - "Aperta, integrata e innovativa". È così che Mauro Rozzi, neo presidente della Uisp Emilia-Romagna, definisce la sua visione dell'associazione dello "sportpertutti". Eletto dopo il congresso del 23 e 24 febbraio che si è svolto a Modena, con 163 voti su 205 a fronte dei 41 ottenuti dall'altra candidata Paola Lanzon, Rozzi traccia innanzitutto un bilancio della campagna congressuale. "La maggioranza dei delegati - afferma - ha definito un programma preciso nel corso del congresso. Adesso la conduzione dei lavori è affidata a un gruppo, non solo a un presidente, che dovrà tenere presenti le proposte emerse. Da questa esperienza congressuale deriva un modo non nuovo ma con un suo carattere ben definito di fare associazionismo di promozione sportiva".

Come sarà impostato il lavoro della nuova Uisp Emilia-Romagna?
"Partiamo dalla massima attenzione ai soci, alle associazioni e alle attività che promuoviamo. E concentriamoci anche su tutte le possibili connessioni con altri enti e reti. Bisogna far crescere ancora di più le sinergie tra i comitati, per la valorizzazione dei dirigenti territoriali. Poi ci concentreremo sulla rivisitazione dell'attività delle nostre leghe, adeguandole a nuove richieste di attività. Al centro ci saranno l'ambiente e lo sport in ambiente, le nuove discipline e quindi le nuove competenze che le accompagnano. Per questo serviranno nuovi impulsi anche alla formazione e alla progettazione. Prevenzione e salute, lotta alla sedentaria e all'obesità infantile sono poi gli altri campi di lavoro".

Questo il quadro generale. Ma dopo la tua elezione come sono partiti i lavori?
"Ho incontrato proprio ieri alcune società sportive, in giro per l'Emilia, che intendono entrare nella nostra associazione per valorizzare discipline come l'arrampicata sportiva. È già in calendario una serie di incontri con i presidenti territoriali della Uisp e domani sarò sull'Appennino modenese, in occasione della 'Settimana di avviamento allo sport invernale per ragazzi disabili', per vedere di persona i responsabili di questa iniziativa. Sabato invece sarò a Firenze per il congresso regionale dei cugini toscani dove mi incontrerò anche con il neo presidente della Liguria, l'amico Tiziano Pesce. Domenica ancora altro appuntamento al 'Giocagin' di Reggio Emilia a Montecchio, il secondo appuntamento in regione di questa manifestazione dopo quello di Rimini, che si svolto in concomitanza con il congresso ed è stato gestito con grande successo nonostante la concomitanza e la grande nevicata di questo weekend. E poi Neve Uisp nella val di Fassa".

Torniamo per un attimo al congresso regionale di Modena. Qual è il tuo giudizio sulla partecipazione e sul lavoro svolto?
"Il congresso è stato davvero partecipato, con una presenza di 205 delegati su 209 per una percentuale del 98,1%. In più, la certificazione ambientale: un tentativo riuscito di iniziativa sostenibile. Dobbiamo certamente essere soddisfatti ma possiamo anche fare meglio. La situazione della doppia candidatura, normale per altre realtà ma nuova per quanto riguarda la nostra regione, credo che abbia influito più sulla partecipazione che sul confronto reale. In molte situazioni infatti ha rischiato di togliere un po' di serenità, di non far offrire il massimo dell'altissima competenza dei nostri dirigenti. Se a qualcuno è servito come ulteriore momento di confronto questo mi fa piacere, ma la cosa che sottolineo volentieri è l'adesione totale di tutti i comitati e la dichiarazione di tutti i presidenti a favore di un'Emilia-Romagna che si fa carico della sua responsabilità di comitato regionale Uisp più grande d'Italia. Alla vigilia del congresso nazionale di aprile e anche grazie alle dichiarazioni fatte sappiamo già che si arriverà compatti per sostenere Vincenzo Manco quale presidente nazionale. Un sostegno che faremo come di consueto con proposte nel merito e idee nuove. Il 21 marzo ci troveremo in consiglio regionale per analizzare il congresso e scegliere insieme alcune strade sulle quali iniziare a lavorare. Dobbiamo purtroppo tenere ben presente la situazione attuale ed essere molto bravi a razionalizzare le nostre risorse pur rendendo diffuse le competenze".

Passiamo invece a una presentazione personale. Qual è il tuo passato professionale e all'interno della Uisp?
"Sono attivo da sempre nel mondo sportivo, associativo e del volontariato cittadino. Ho un passato come educatore e istruttore prima e responsabile delle attività nel comitato Uisp di Reggio Emilia poi. In questo comitato ho poi avuto la funzione di direttore: una struttura di quasi 44.000 soci e 443 società sportive affiliate, una decina di dipendenti e un centinaio di collaboratori. Nel quadriennio 2009/2013 ne sono stato presidente. Per un decennio sono stato direttore tecnico e allenatore di nuoto; operatore nell'ambito della disabilità, tecnico, formatore e allenatore di nuoto paralimpico. Sono stato riconfermato nel consiglio nazionale della Finp (Federazione italiana nuoto paralimpico, ndr) e sono presidente di un società di gestione impianti sportivi".

Chiudiamo con una riflessione sull'esito delle recenti elezioni politiche. La Uisp forse si aspettava un quadro differente e sperava in una maggiore affermazione del Pd anche per le proposte fatte in campagna elettorale in termini di rinnovamento della politica sportiva.
"Ho accolto i risultati delle elezioni con stupore e delusione. Non immaginavo un così forte voto di protesta così come non pensavo che tanti potessero ancora credere alle 'televendite pre-elettorali'. Penso ad un voto più sulla scia dell'emotività che della razionalità. Tuttavia, una Uisp che per un weekend ha esaltato la democrazia e la partecipazione non può non prendere atto di una decisione come questa, sperando che al di là dell'oggettiva difficoltà di governare, questa situazione permetta comunque di realizzare alcune riforme ormai indispensabili. Purtroppo, sono pessimista sulle prospettive di quelle idee di riforma che ci aspettavamo nell'ambito dello sport sociale e per l'associazionismo".

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