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Emilia-Romagna

Il Calciastorie

Raccontare ai ragazzi storie di calcio per parlare di integrazione e intercultura. Il 24 aprile, a Bologna, la presentazione del progetto "Il Calciastorie"

della redazione nazionale Uisp


BOLOGNA
- Portare nelle scuole esempi di integrazione tratti dal mondo del calcio. Questo è l'obiettivo del progetto "Il Calciastorie", nato dalla collaborazione tra Lega Serie A, Aic-Associazione Italiana Calciatori (Aic), Uisp-Unione Italiana Sport Per tutti, Telecom, Panini e Sky. La presentazione nazionale si terrà a Bologna, giovedì 24 aprile alle ore 11, nel liceo sportivo San Vincenzo de' Paoli, in via Montebello 3. Alla conferenza stampa, oltre ai vertici dei tanti partner coinvolti, saranno presenti anche rappresentanti delle istituzioni, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Comune di Bologna.

"Il calcio e lo sport - dice Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp, che parteciperà alla presentazione bolognese - ovvero storie di vita. Il gioco del pallone ha attraversato la storia sociale e politica delle piccole e grandi comunità, ha raccontato percorsi di emancipazione e di integrazione sociale, anche attraverso passaggi difficili o dolorosi. Il calcio e lo sport riescono a trasmettere esempi positivi perché incarnano lo spirito popolare del nostro Paese - prosegue Manco - rappresentano luoghi in cui le varie culture o le diverse qualità tecniche si fondono, interagiscono, creano aggregazione, civiltà. In questo progetto la Uisp metterà a disposizione la sua visione, quella di un nuovo umanesimo sportivo, al centro del quale c'è la persona, il calciatore, con le sue qualità e i suoi limiti, le sue potenzialità. Investiamo nel costruire un'etica della sconfitta e non l'idolatria della sola vittoria. Ecco perché la Uisp si sente pienamente coprotagonista di questo progetto, con le buone pratiche quotidiane, nel creare occasioni ed eventi che valorizzano la cultura antirazzista e della convivenza tra i popoli. Il calcio intreccia meridiani e paralleli, genti, generazioni, generi, civiltà antiche e contemporanee e deve diventare una sorta di macramè liberatorio dei nostri pregiudizi e dei nostri tabù".

Come nasce il progetto? Lo chiediamo a Carlo Balestri, responsabile delle politiche internazionali e interculturali Uisp, oltre ad essere tra gli ideatori di questa iniziativa. "Tutto nasce da una domanda che si sono posti Uisp e Lega calcio: perché non reinvestire nel sociale le risorse che provengono dalle multe inflitte alle società sportive per razzismo? Questa domanda ha generato una lunga e profonda riflessione che, come risultato, ha determinato le caratteristiche di questo progetto che sono di tipo educativo e culturale. Come riferimento abbiamo individuato le squadre primavera delle società calcistiche e le scuole superiori del primo biennio, quindi ragazzi tra i 14 e i 17 anni".

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