BOLOGNA - Si sta concludendo in questi giorni il percorso di aggiornamento realizzato da UISP Emilia-Romagna per educator* sportiv* che lavorano, o desiderano lavorare, nei contesti penitenziari.
Il corso è stato proposto a seguito di un percorso di confronto e raccolta dei bisogni di educatori, educatrici e dirigenti dei Comitati Territoriali dell’Emilia-Romagna (tra cui Bologna, Ferrara, Modena, Ravenna, Reggio-Emilia e Rimini), che hanno evidenziato la necessità di approfondire aspetti che possono emergere nello svolgimento delle attività.
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Lo sport, all’interno degli istituti di pena, rappresenta infatti molto più di un’attività motoria: è uno spazio educativo, un linguaggio universale capace di favorire responsabilizzazione, rispetto delle regole, gestione delle emozioni e costruzione di relazioni significative. In questa cornice si inserisce l’impegno storico di UISP, che considera lo sport un diritto per tutt* e un ponte tra “dentro e fuori”, in un’ottica di inclusione, rieducazione e reinserimento sociale.
Il percorso formativo ha quindi visto la programmazione di quattro incontri in presenza, svolti tra febbraio e marzo 2026, per un totale di 20 ore di formazione in presenza. Gli appuntamenti si sono svolti presso la sede UISP Emilia-Romagna e all’interno di istituti penitenziari del territorio, quali Bologna e Reggio Emilia, offrendo così ai partecipanti l’opportunità di conoscere da vicino i contesti, le regole e le dinamiche che caratterizzano il lavoro educativo in carcere.
Il corso, che è stato accompagnato dalla tutor Cristina Angioni, si è posto l’obiettivo di rafforzare competenze, consapevolezze e strumenti necessari per operare attraverso lo sport in contesti complessi, dove la relazione educativa assume un valore centrale. Questi obiettivi sono raggiungibili attraverso un approccio multidisciplinare: si intrecciano aspetti relazionali, emotivi, normativi ed educativi, approfondendo tematiche quali la giustizia riparativa, la sicurezza, l’inclusione e la gestione dei conflitti.
In particolare, nel corso del primo appuntamento, tenuto dall’Avv. Claudia Landi e dalle Antenne dell’UIEPE, è stata analizzata la cornice normativa e le finalità rieducative dei percorsi sportivi all’interno dei contesti penitenziari. Il secondo incontro si è svolto presso gli Istituti Penali di Reggio Emilia, dove la Dott.ssa Monica Franzoni, il Dott. Modestino Ciampi e un rappresentante della Polizia Penitenziaria hanno approfondito la gestione di specifiche tipologie di detenuti, quali persone transgender e sex offenders. La terza giornata si è articolata in due momenti: la sessione mattutina, a cura della Dott.ssa Angela Bucci e di un rappresentante degli agenti di PP, svoltasi presso la Casa Circondariale di Bologna, ha previsto un approfondimento sulle modalità operative e sugli adempimenti burocratici necessari per l’organizzazione delle attività sportive in carcere. Nel pomeriggio si è invece tenuto un laboratorio empatico, basato su simulazioni, focus group e strumenti propri della giustizia riparativa, condotto dalle mediatrici umanistiche dei conflitti Avv. Claudia Landi, Dott.ssa Marialuisa Milani e Dott.ssa Martina Ferraro. Il quarto e ultimo incontro, previsto per questo sabato, sarà dedicato alla conoscenza del Centro di Giustizia Minorile, che comprende l’Istituto Penale per i Minorenni, l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni, il Centro di Accoglienza, la Comunità Pubblica e l’Area Penale Esterna. La sessione pomeridiana, tenuta dalla Prof.ssa Susanna Vezzadini e dall’Avv. Claudia Landi, concluderà il percorso attraverso un’analisi critica della dimensione della vittima, approfondendone il ruolo e le funzioni.
Un’attenzione particolare è stata poi rivolta alle situazioni di maggiore complessità, in particolare agli interventi a favore di persone detenute in condizioni di fragilità e nell'ambito della giustizia riparativa minorile.
Con questo percorso, UISP Emilia-Romagna intende offrire uno spazio formativo che non sia solo trasmissione di contenuti, ma occasione di crescita personale e professionale, rafforzando una visione dello sport come strumento educativo, di cura e di responsabilità sociale.