Le discipline orientali sono attività sempre più frequentate negli ultimi anni, anche nel nostro territorio. Il Judo è la più praticata, essendo anche stata la prima arte marziale alle Olimpiadi. Ma sono molti diffusi anche karate, kung-fu, ju-jitsu, tai-chi - più legato alla sfera del benessere ma ugualmente impegnativo come sforzo fisico - e alcune discipline più di nicchia: l’aikido, il katori-shinto-ryu, e altre con armi derivate dalla scuola dei samurai giapponesi, d’uso più tradizionale che agonistico.
In quanto sport di contatto, all’inizio della pandemia abbiamo dovuto interrompere totalmente. Di quel momento ho anche un ricordo positivo: la vicinanza delle famiglie e la voglia di mettere insieme le forze per smuovere i ragazzi dal divano e riprendere lo sport. Al momento, nonostante limitazioni e controlli ancora stretti - compresa l’igiene dei piedi, visto che sono arti di contatto - stiamo ripartendo con quasi tutte le attività, tranne la fascia 12-14 anni che è quella delle scuole medie, più penalizzata dal Covid. Abbiamo anche perso altri atleti, principalmente bambini. Forse i genitori si sentono più sereni a far praticare sport all’aperto, anziché al chiuso del dojo. Ma, soprattutto, dalla riapertura ho visto tante facce nuove, tanti bambini, e sempre più femmine. Adesso contiamo circa 200 atleti. I grandi sono fidelizzati, mentre per i piccoli credo che sia perché le famiglie vedono la capacità educativa del nostro sport, che non solo impone regole strette, rigide, ma è anche capace di incanalare emozioni e tensioni che soprattutto i ragazzi hanno bisogno di sfogare.
Per loro siamo dei riferimenti presenti e costanti. L’improvvisa mancanza di tuto questo, due anni fa, compresi gli aspetti sportivi e sociali, e in qualche caso di potenziali carriere agonistiche di alto livello, ha costituito un grande problema in particolare per gli adolescenti. Ma non solo. Quel vuoto lo abbiamo sentito anche noi operatori ed i tanti sacrifici che continuiamo a fare ci dicono quanto, in questo periodo, ci sia mancato tutto quello che lo sport è in grado di darci.
Stefano Nistri - Delegato UISP Firenze per la delegazione di Scandicci-Le Signe e responsabile regionale del settore JUDO per le Discipline orientali
