Comitato Territoriale

Verona

Situazione e richieste dello Sport Veneto alla luce dell'emergenza sanitaria per Covid 19

È iniziata la fase 2 per l’emergenza Covid-19 ed è arrivato il momento della responsabilità.

Responsabilità di tutti, cittadini, politica e parti sociali, tutti insieme per poter affrontare e sconfiggere la nuova pandemia del millennio.

Ma anche assunzione di responsabilità da parte della pubblica amministrazione nell’affrontare le inevitabili richieste di aiuto che da molti settori della società moderna stanno arrivando dopo uno stop lungo più di due mesi e che vede la fine del tunnel ancora lontana.

Sono soprattutto i settori economici e sportivi che in questo momento si interrogano su quello che è l’aspetto più preoccupante dell’immediato futuro. Quando e come ripartire?

Lo sport per tutti chiede di essere considerato e aiutato” esordisce Claudia Rutka, presidente dell'UISP Comitato Regionale Veneto APS,  che assieme agli altri enti di promozione sportiva del Veneto, (che contano tutti assieme oltre 700.000 iscritti) ha inoltrato una lettera aperta al presidente della Regione Veneto Luca Zaia, “Situazione e richieste dello Sport del Veneto alla luce dell’emergenza sanitaria per Covid 19”, perché possa intervenire quanto prima a sostegno delle attività sportive.

L’idea parte da me dopo la lettera che il Coni e il Cip hanno spedito al Governo Italiano la settimana scorsa con alcune richieste specifiche. Nel testo si menzionano in alcune parti gli Eps, ma le problematiche non riguardano lo sport sociale di cui come Enti di Promozione Sportiva ci occupiamo in prevalenza.

Ecco perché ho deciso, come rappresentante dell’Eps in Consulta dello Sport, coinvolgendo Andrea Albertin dell’Asi, di farmi promotrice di questa iniziativa.

Così abbiamo affrontato argomenti come la necessità di trovare forme e modi di allenamento che rispettino le norme generali che saranno emanate anche in seguito, o la possibilità di far partire i centri estivi, o di prorogare le scadenze dei bandi di finanziamento per lo sport, o, come Uisp (che in Veneto conta su 60.000 iscritti, 10% del totale di tutte le Eps n.d.a.) sempre in prima linea su questo aspetto impegnati in attività con la terza età in collaborazione con le Ulss territoriali,  pensare alle persone anziane e al loro interesse alla salute e al benessere dopo mesi di inattività.

Ma non solo. Dovremmo anche affrontare i problemi legati alla gestione delle sedi sociali. Non sono strutture che possano reggersi da sole, soprattutto quando l’attività è chiusa. E le spese peseranno inevitabilmente sulla ripartenza.

Perché siamo tutti d’accordo sul ripartire, ma lo si faccia con criterio, senza colpi di testa e prendendo iniziative sbagliate, consapevoli del fatto che anche l’utenza ha bisogno di sapersi al sicuro e la riapertura non può e non deve essere condizionata dalla sola scelta economica.

Insomma tutta una serie di domande a cui chiediamo una risposta. Le difficoltà economiche a cui andremo incontro a causa del periodo emergenziale potrebbero influire negativamente sulle attività che come Uisp, e parlo anche a nome degli altri Eps, promuoviamo e che danno una visione dello sport non legata esclusivamente al risultato, ma di aggregatore e integratore sociale e di creatore di corretti e sani stili di vita.”

Cioè come nella lettera si auspica, tutelare gli Eps come associazioni che si occupano di socialità, salute, inclusione ed educazione a tutte le età che in questo ultimo periodo sono state assolutamente cancellate: per questo l'iniziativa ha ricevuto anche il sostegno del Forum del 3° Settore del Veneto.

Per quella che deve essere una riconquista della normalità, ma per farlo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti

 

 

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