Comitato Territoriale

Modena

Algeria - Campi profughi Saharawi

Saharawi (Algeria)

in collaborazione con:

 

 

 

 

Progetto 2010/11 Giocando tra le dune,

campo profughi Saharawi di El Ayun in Algeria.

La nuova generazione di ragazzi Saharawi, nata e cresciuta nei campi profughi in una sorta di cattività in condizioni ambientali proibitive, soffre di una grave mancanza di prospettive future dovuta alla condizione di isolamento e all'ostilità del territorio. Il protrarsi della situazione di esilio inizia a minare gli equilibri psicologici e comportamentali dei ragazzi. Si segnalano fenomeni di abbandono scolastico, difficoltà di apprendimento, apatia e, con sempre maggior frequenza, di aggressività nelle relazioni familiari e sociali. Poiché le condizioni esterne e interne ai campi non lasciano sperare in cambiamenti positivi nel medio-lungo periodo, è ragionevole temere che i fenomeni descritti non rientrino spontaneamente, ma che, al contrario, il disagio sociale possa degenerare col tempo in devianza. L'obiettivo del presente progetto è incentivare una maggiore diffusione dello sport come fattore di educazione informale, di sviluppo comunitario e di protezione sociale nel territorio dei campi profughi Saharawi a El Ayun, progetto che si colloca all' interno di un'iniziativa più ampia sul territorio della Repubblica Araba Saharawi Democratica e in continuità con l'esperienza pilota di Smara del 2008. In accordo con il Ministero della Gioventù e dello Sport, controparte locale, è stato messo a punto un intervento per la creazione di un circolo sportivo-formativo da attivarsi preso i locali della Struttura Polivalente per attività culturali, ricreative e sportive di El Ayun, costruita nel 2008 dall'associazione Kabara Lagdaf. Nello specifico, per migliorare la condizione della popolazione giovanile in termini di coesione sociale e di controllo degli impulsi aggressivi, il progetto si propone di rafforzare le competenze di operatori sportivi e insegnanti di educazione fisica sullo sport come strumento di educazione e di aggregazione, con la speranza che si inneschi un circolo virtuoso di buone prassi sull'utilizzo dello sport in situazioni di disagio sociale e in zone svantaggiate.

 

 

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