Nazionale

Nell'incidente aereo in Africa scomparso un pezzo di Italia solidale

Otto nostri connazionali che, per motivi diversi, avevano deciso di non voltarsi dall’altra parte e di provarci sono morti nell'incidente aereo

 

L’hanno chiamata la “strage della solidarietà” e per una parte dell’opinione pubblica si è aperto un mondo inedito, fatto di persone che ogni giorno dedicano competenza e impegno alla solidarietà col prossimo. Un agire quotidiano, lontani dai microfoni piantati, dai selfie o dai proclami.
Tra le 157 vittime della tragedia dell’Ethiopian Airlines di domenica scorsa ci sono otto nostri connazionali che, per motivi diversi, avevano deciso di non voltarsi dall’altra parte e di provarci. Gente che pensa alle ruspe per bonificare una palude e portare l’acqua dove non c’è, ad esempio, e non ha il tempo di scherzarci sopra. E neppure la voglia: il cinismo no. Tanto vale rimboccarsi le maniche: il mestiere dell’operatore umanitario e del cooperatore internazionale è proprio questo, dobbiamo essere orgogliosi del loro lavoro e di quello di altre migliaia di loro colleghi. Sono 20.900 le persone, uomini, donne, in gran parte giovani impegnati in progetti di cooperazione internazionale, 2804 in Italia e 17.286 all’estero, per il 46% donne.

Carlo, Gabriella, Matteo, Paolo, Maria Pilar, Virginia, Rosemary, Sebastiano: questi i nomi delle vittime italiane per le quali l’Uisp ha espresso il suo cordoglio, un pezzo del nostro Paese laborioso di solidarietà. Ognuno presenta un profilo d’eccellenza. Tra loro Paolo Dieci, presidente di Link 2007, che Raffaella Chiodo, dirigente Uisp delle politiche internazionali, ha voluto ricordare così nel suo profilo Facebook: “Un dolore profondo per questa tragedia, per queste vite spezzate. Paolo, nei decenni di lotte e condivisioni sempre con quel tuo modo disponibile, sensibile, gentile e pacato come poche persone al mondo. Una voce che non dimenticherò mai. Non riesco a immaginare il nostro mondo, la solidarietà e cooperazione, le ong italiane senza di te. Con te se ne va un pezzo di storia, della nostra storia, l'hai scritta tu. Una storia di umanità solidale che hai difeso dall'attacco di chi oggi semina odio perché non sopporta la coscienza e la determinazione di chi come te crede in un'accoglienza e in un paese meno egoista e più aperto. Grazie Paolo per esserci stato, con il tuo tatto e la tua competenza nelle lotte per cambiare il mondo. Ti aspetteremo e cercheremo ogni volta che ci ritroveremo nel continuare nell'impegno per un'Italia e un mondo più giusti e più solidali. Un abbraccio immenso alla tua compagna e ai tuoi figli, a Giulia, Giordana e tutti i suoi compagni di strada del Cisp. Ciao Paolo”.

“Un vero democratico, un soggetto solidale – scrive Silvia Stilli, presidente di Aoi, la rete italiana delle Ong - Lo ricorderò sempre per la nostra storia di solidarietà condivisa in zone di emergenza come nelle guerre nei Balcani negli anni’90, prima ancora che come portavoce di rappresentanze associative. Ho perso un caro amico”.
Il ricordo di Arci Culture Solidali (Arcs), attraverso un messaggio del suo presidente Filippo Miraglia, va anche alle altre vittime del disastro aereo, come riporta l’agenzia Redattore Sociale. “Non ci sono governi e media in grado di ostacolare e cancellare chi agisce per l’aiuto umanitario e la giustizia globale. Oggi l’attacco alle Ong vuole negare il valore dell’azione solidale, mettendo in discussione la loro autorevolezza conquistata in anni di progetti, iniziative e campagne di educazione alla cittadinanza globale. Ma nessuna campagna diffamatoria può fermare chi è animato da sete di giustizia e lotta contro le disuguaglianze proponendo modelli di sviluppo in grado di sconfiggere fame, malattie, povertà e le conseguenze dei cambiamenti climatici, aiutando le popolazioni colpite dai conflitti, assistendo e accogliendo chi fugge dalla violenza nell’affermazione della pace”.

Enrico Maestrelli, responsabile nazionale Subacquea Uisp, ricorda Sebastiano Tusa, uno dei massimi esperti italiani in archelogia marina, con il quale l’Uisp aveva collaborato in varie occasioni: “L’archeologia piange Sebastiano Tusa morto insieme ad altre persone nel disastro aereo in Etiopia, in questo mondo lascia sicuramente un vuoto inestimabile che va oltre le sue competenze, chi lo conosceva ricorderà un uomo di grande sensibilità e grandi doti di umanità. Era un nostro amico, la nostra comune passione per “cercare sotto il Mare” ci aveva fatto incontrare e collaborare insieme in diversi momenti quando lui, inventore della Sovrintendenza del Mare in Sicilia, ha capito che anche i subacquei sportivi potevano portare un valido contributo di professionalità nelle ricerche sottomarine. Era anche tanto altro, ma a noi piace ricordarlo come uno di noi con la nostra stessa grande passione. Ci stringiamo insieme al dolore della moglie Valeria Patrizia e ai suoi due figli, Vincenzo e Andrea”. (di I.M.)

Nella foto, da sinistra in senso orario: Sebastiano Tusa, Carlo Spini e la moglie Gabriella Viggiani, Paolo Dieci, Pilar Buzzetti, Matteo Ravasio e Virginia Chimenti. L'ottava vittima italiana è Rosemary Mumbi

 

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