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LA STORIA DI SANDRO ARBITRO PER VOCAZIONE: "MI PIACE QUESTO RUOLO E POI IL CALCIO AIUTA A STARE MEGLIO"


E' immaginabile portare in campo un arbitro che è anche un utente di un centro di salute mentale? In un campionato di serie A o B sicuramente no, a Matti per il calcio invece, quella che potrebbe sembrare una follia, quest'anno è diventata realtà. Sandro Maglia, un paziente della Asl di Como, a Montalto di Castro, fischietto e cartellini alla mano, ha arbitrato anche le semifinali per il terzo e quarto posto. "All'inizio ero un po' emozionato - ha spiegato a bordo campo - ma con l'aiuto del mio collega, non ho avuto problemi e in campo me la sono cavata. Quando mi hanno proposto di diventare arbitro, ho accettato subito, con grande passione. Mi piace questo ruolo e poi lo sport è terapeutico". E sul terreno di gioco Sandro, sguardo dolce e piglio deciso, ha usato il pugno duro come lui stesso ha raccontato al microfono di Luigi Cavone, giornalista della Rai che ha curato il servizio andato in onda su Dribblig, la rubrica sportiva del sabato pomeriggio.

Il suo debutto come arbitro, un ruolo che ha ricoperto con serietà e competenza, è il frutto di un iter formativo promosso dall'Uisp Como in collaborazione con la Lega calcio Uisp nazionale e quella della regione Lombardia.
"Penso che il ruolo di un comitato sia quello di ascoltare i bisogni e le esigenze dei propri affiliati - ha detto Concetta Sapienza, presidente dell'Uisp Como - per questo quando la Asd Global Sport Lario ci ha proposto questo corso per arbitri, abbiamo accettato la sfida buttandoci a capofitto in questa avventura: una scommessa che ha dato i suoi frutti. A vincere è stato lo sportpertutti".
"Siamo convinti che attraverso la pratica sportiva, gli utenti dei centri di salute mentale possano sperimentarsi in differenti ruoli e non percepirsi soltanto come dei pazienti - ha detto Alberto Tettamanti, dirigente della Global Sport Lario - Questa è l'idea alla base del progetto".

"Il percorso formativo, della durata di tre mesi, si è articolato in lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche sul campo. Dopo un primo approccio all'uso del fischietto, sono state approfondite le regole del calcio, e la misurazione delle distanze - spiega Cesare, segretario della Global e uno tra i dodici ragazzi che l'ha frequentato - Il corso è stato strutturato in maniera molto seria il ché ci ha spinti a fare altrettanto. Devo dire che cimentarmi in questo ruolo mi è servito a calarmi dall'altra parte e a capire le decisioni dell'arbitro o i suoi errori quando guardo una partita sul campo o in tv. Lo sport - conclude - mi ha dato davvero tanto. Prima avevo problemi ad uscire e a relazionarmi con gli altri, ora ho ripreso un pò di fiducia in me stesso e il far parte di una squadra mi ha permesso di fare nuove amicizie".
(S.S.A.)

 

25 novembre 2017

 

Una data importante che tutti dobbiamo celebrare per ricordare a tutti coloro che sempre più spesso dimenticano, o peggio ignorano che  il rispetto è alla base di ogni rapporto.

Una giornata contro la violenza sulle donne per ribadire che non possiamo continuare ad accettare il crescente numero delle violenze che le donne subiscono ogni giorno.

La UISP insieme ai suoi associati donne e uomini si impegna tutti i giorni, attraverso la proposta di uno Sport sano e pulito, lo Sporpertutti, ad essere protagonista nello trasmettere i valori essenziali del rispetto della persona e dei diritti delle donne per riuscire a contrastare gli stereotipi di genere che sono alla base di una visione scorretta delle donne e degli uomini nella società ad ogni latitudine.

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