Struttura di Attività Nazionale

Discipline Orientali

Regolamento - Kisoku

REGOLAMENTO SETTORE JU TAI JUTSU ADO UISP

ART. l: DEFINIZIONI

A): JU-TAI-JUTSU

1) Il Ju-Tai-Jutsu é l'Arte Marziale Tradizionale tramandata, conservata e sviluppata dalla Scuola di Cultura Orientale e Discipline Orientali Yoshin Ryu.
2) Ha diritto di considerarsi Praticante di Ju-Tai-Jutsu solo chi si riconosca in tale Tradizione ed accetti integralmente le norme contenute nel presente Regolamento (Kisoku) e le consolidate convenzioni di detta Scuola.

B): YOSHIN RYU

1) La Scuola di Cultura Orientale e Discipline Orientali Yoshin Ryu raggruppa e coordina le Sedi, i Corsi ed i Centri che, a livello nazionale ed internazionale, concorrono alla conservazione ed allo sviluppo del Ju-Tai-Jutsu.

2) Esiste, di conseguenza, una fondamentale ed intima identità tra la Scuola stessa e l'Arte (Settore) Ju-Tai-Jutsu. La cessazione prolungata ed immotivata del rapporto con la Yoshin Ryu può provocare il conseguente ed automatico decadimento dalla condizione di Praticante di Ju-Tai-Jutsu, secondo quanto specificato negli Articoli relativi al mantenimento dei Gradi esposti nel proseguimento del presente Regolamento.


ART. 2: SCOPI E FINALITA

Rispettosa della Sua antica Tradizione la Scuola Yoshin Ryu di Ju-Tai-Jutsu rifugge da ogni manifestazione di stampo agonistico e si pone come obiettivo la crescita psico-fisica e di personalità complessiva dei Propri Praticanti, la maggior conoscenza di sè e del mondo circostante, il confronto tra le Culture d'Oriente e d'Occidente alla ricerca della più generale Cultura dell'Uomo e dei suoi principi di tolleranza, rispetto delle diversità, solidarietà.
Tali scopi saranno perseguiti sia tramite la diffusione delle Discipline Orientali Tradizionali e delle loro basi filosofiche, sia attraverso tutti quei mezzi culturali o d'altro genere che saranno ritenuti idonei.



ART. 3: STRUTTURE ORGANIZZATIVE:

L'Arte (Settore) in base a quanto enunciato nei due capoversi dell'Articolo 1, si configura come suddivisa in una serie di istanze definite come segue:

A) SCUOLA (RYU): che rappresenta l'insieme delle susseguenti suddivisioni, identificandosi con la manifestazione dell'integrità dell'Arte e configurandone l'unità e la continuità nel tempo.

B) SEDI (KUMIAI): punti decentrati autonomi, in cui il Ju-Tai-Jutsu viene praticato e trasmesso e l'insieme dei quali forma la Scuola. Ogni Sede ha diritto ed obbligo d'attribuirsi il nome Yoshin Ryu seguito da un numero di identificazione espresso in ideogrammi giapponesi o nella  traslitterazione del loro suono in lettere occidentali.

C) CORSI (BUMON): divisioni decentrate o meno in cui si trasmette il Ju-Tai-Jutsu sotto la diretta dipendenza di una delle Sedi riconosciute, in attesa che lo sviluppo qualitativo e quantitativo ne consenta la trasformazione in Sedi propriamente dette. I Corsi assumono il nome della località in cui si svolgono, della struttura presso cui si sviluppano o del referente specifico cui sono rivolti, aggiungendovi sempre la dicitura Ju-Tai-Jutsu.


ART. 4: STRUTTURE DIRIGENZIALI

L'Arte (Settore) Ju-Tai-Jutsu della Scuola Yoshin Ryu, per quanto concerne il territorio nazionale, é suddivisa in strutture nazionali e regionali. A capo delle strutture nazionali è posto il Capo-Scuola/Responsabile Nazionale di Settore (Soke), coadiuvato nell'opera di direzione e coordinamento dalla Commissione Tecnica Nazionale.
Massimo organismo dirigente elettivo é il Consiglio Direttivo Nazionale, eletto ogni quattro anni da un'Assemblea Nazionale Elettiva.
Tale Consiglio Direttivo provvede alla nomina delle ulteriori cariche esecutive eventualmente necessarie al buon funzionamento della struttura organizzativa.
Al responsabile Nazionale di Settore compete il compito di nominare i membri della Commissione Tecnica Nazionale, organismo cui sono demandati i compiti di verifica e di controllo del livello tecnico e psicofisico dei Praticanti e delle Sedi, secondo quanto si specificherà negli Articoli concernenti i Gradi.
Tale struttura complessiva si ripropone a livello regionale, con un Responsabile Regionale, una Commissione Tecnica Regionale ed un Consiglio Direttivo di Regione, eletto anch'esso ogni quattro anni da un'Assemblea Regionale Elettiva.
Sia a livello nazionale che regionale possono essere previste Assemblee Straordinarie, convocabili su decisione di almeno i due terzi dei rispettivi Consigli Direttivi o della metà dei Praticanti della zona territoriale interessata.


ART. 5: GRADI

L'Arte (Settore) Ju-Tai-Jutsu prevede al Suo interno una serie progressiva di suddivisioni in Gradi, raggruppabili in due principali blocchi:

A) SEITO (Allievi), appartenenti alla categoria Kyu, dal 6° al 1°;

B) KURO OBI (Cintura nera);



SEITO: gli Allievi saranno, nella fase attuale dello sviluppo della Scuola, suddivisi in 6 Kyu (Classi) secondo il seguente schema:

VI Kyu: Cintura Bianca
V Kyu: Cintura Gialla
IV Kyu: Cintura Arancio
III Kyu: Cintura Verde
II Kyu: Cintura Blu
I Kyu: Cintura Marrone

Tale raggruppamento, pur non appartenendo alla più antica Tradizione della Scuola e dell'Arte, viene oggi condiviso in quanto universalmente accettato nel mondo delle Discipline Orientali, in attesa che i futuri sviluppi permettano di sostituirlo con suddivisioni più in sintonia con gli scopi della Pratica.
Il passaggio da uno degli attuali livelli a quello superiore sarà effettuato dagli Allievi mediante il superamento di un Esame cui saranno ammessi o meno a discrezione degli organismi  competenti, come più oltre specificato.
L'ammissione all'Esame per i Grandi dal V° al III° Kyu ed il controllo dello stesso é a cura della Cintura Nera responsabile della Sede in cui pratica il candidato.
All'Esame di II° e I° Kyu dovrà assistere, esprimendo giudizio definitivo sul suo esito, una Commissione Tecnica composta da almeno 2 membri della Commissione Tecnica Nazionale, affiancati da uno o più membri della Commissione Tecnica Regionale del luogo dove si svolge l'Esame.
Per l'esame da Cintura Nera é richiesta la presenza della totalità della Commissione Tecnica Nazionale, affiancata dal Capo-Scuola/Responsabile Nazionale di Settore.
Tale Esame potrà essere sostenuto esclusivamente nell'ambito di uno Stage Nazionale appositamente convocato.

Non sono previsti periodi fissi di permanenza nei Gradi della categoria Kyu, ad eccezione del I° Kyu per il quale necessita un periodo minimo di 10 mesi di permanenza per accedere all'Esame per il conseguimento della Cintura Nera.

Relativamente agli Esami di III°, II°, I° Kyu e Cintura Nera é previsto ed obbligatorio il superamento preventivo di una Prova di Resistenza psico-fisica, consistente nel subire una serie ininterrotta di «proiezioni con colpo d'anca» o analoghe tecniche per un periodo variabile secondo il seguente prospetto:

III Kyu-Cintura Verde : 5 minuti
II Kyu-Cintura Blu : 7 minuti
I Kyu-Cintura Marrone : 8 minuti
Cintura Nera : 9 minuti

Tale Prova verrà tecnicamente fatta eseguire da un gruppo di Uke di un numero variabile da 7 a 9, scelti tra le Cinture Nere ed i Kyu dei Gradi più elevati presenti.


KURO OBI: la Cintura Nera di Ju-Tai-Jutsu non é conseguibile prima del compimento del 17° anno di età. L'autorizzazione all'Insegnamento (Qualifica Istruttore) può essere ottenuta non prima del raggiungimento della maggior età legale: superando alcune apposite Verifiche si potranno ottenere le Qualifiche di Istruttore, Responsabile di Corso e Responsabile di Sede.

Inoltre per accedere all'Esame di Cintura Nera occorrerà aver maturato 10 mesi minimi di permanenza nel Grado di I° Kyu, aver superato la prevista Prova di Resistenza psico-fisica di 9 minuti ed aver adempiuto agli obblighi di presenza al Corso di Preparazione all'Esame ed alle iniziative socio-culturali della Scuola.

Nella Tradizione del Ju-Tai-Jutsu non trova posto il sistema altrove in uso dei Dan interni alla Cintura Nera: pertanto, nei confronti del mondo esterno e degli organismi nazionali od internazionali delle Discipline Orientali, il Grado di Cintura Nera (Shodan) sarà l'unico per cui si richiederà pubblico riconoscimento.
Periodicamente, a discrezione del Capo-Scuola, le Cinture Nere saranno sottoposte a Verifiche dei progressi ottenuti nella Pratica dell'Arte. Tali Verifiche potranno segnare un avanzamento del candidato in una gerarchia del tutto interna alla Scuola. Superando le prime di tali Verifiche si potranno ottenere le qualifiche di Istruttore, Responsabile di Corso, Responsabile di Sede e la relativa autorizzazione all'insegnamento.


MANTENIMENTO DEI GRADI: Nella Scuola Yoshin Ryu di Ju-Tai-Jutsu il Grado acquisito mediante Esame (da Kyu o Cintura Nera) é considerato permanente in presenza della continuità, nella Pratica dell'Arte e nelle iniziative della Scuola stessa, in ragione dei continui e costanti aggiornamenti tecnici e psico-fisici che si rendono necessari nella Pratica del Ju-Tai-Jutsu.
In caso di cessata attività i Gradi possono essere automaticamente considerati decaduti dopo periodi variabili, illustrati nello specchietto seguente :

V Kyu: decadimento dopo 6 anni d'inattività
IV Kyu: decadimento dopo 6 anni d'inattività
III Kyu: decadimento dopo 5 anni d'inattività
II Kyu: decadimento dopo 5 anni d'inattività
I Kyu: decadimento dopo 4 anni d'inattività
Cintura Nera: decadimento dopo 3 anni d'inattività
Autorizzazione all'insegnamento: decadimento dopo 2 anni d'inattività.

In ognuno dei casi contemplati il Praticante che riprende l'attività dopo il periodo d'interruzione non giustificata dalla Pratica potrà essere riconfermato nel Grado precedentemente acquisito dopo un periodo minimo di 3 mesi di attività continuativa ed il superamento di un nuovo esame relativo al Grado richiesto al quale sarà ammesso a discrezione del Capo-Scuola.

Relativamente alle Cinture Nere motivi di eventuale sospensione del Grado sono individuatili nei seguenti punti:

-- Mancata regolarizzazione del tesseramento;
-- Provvedimenti disciplinari gravi (vedi Articoli relativi)

Sempre relativamente alle Cinture Nere il mantenimento della Qualifica di Istruttore e l'autorizzazione all'insegnamento, così come gli incarichi di responsabilità presso Corsi o Sedi della Scuola, sono condizionati da:

A)Frequenza assidua e costante del Corso per Cinture Nere, curato dal Capo-Scuola/Responsabile Nazionale, coadiuvato dalla Commissione Tecnica Nazionale;

B)Partecipazione ad almeno 2 Stages Nazionali di aggiornamento tecnico/psico-fisico all'anno;

C)Partecipazione ad almeno 2 Stages in ambienti naturali all'anno;

D)Partecipazione ad almeno uno Stages-acquatico all'anno;

E)Partecipazione attiva alle iniziative socio-culturali della Scuola;

F)Esenzione da sanzioni disciplinari gravi;

G)Regolarità nella situazione associativa personale.


L'assenza di tali condizioni può portare alla revoca dell'autorizzazione all'insegnamento da parte dell'apposita Commissione Disciplinare Nazionale.


RICONOSCIMENTO GRADI ESTERNI: nessun Grado sarà riconosciuto a Praticanti di altre Discipline Orientali che intendano accostarsi alla Pratica del Ju-Tai-Jutsu, nella quale sarà necessario in ogni occasione e circostanza partire dal livello di VI° Kyu.


ART. 6: SANZIONI DISCIPLINARI

Il Capo-Scuola/Responsabile Nazionale di Settore ed i membri della Commissione Tecnica Nazionale, unicamente, formano la Commissione Disciplinare dell'Arte (Settore), autorizzata a giudicare i casi di violazione delle norme del presente Regolamento o, comunque, le situazioni di eventuale nocumento all'Arte, alla Sua immagine, alla Sua Tradizione od al buon nome della Scuola.

Parimenti la Commissione Disciplinare sarà chiamata ad intervenire in presenza di violazioni della normativa associativa.

Le sanzioni previste si configurano come nel prospetto seguente in ordine crescente di gravità:

* Richiamo verbale;
* Ammonizione grave;
* Sospensione temporanea dal Grado;
* Sospensione temporanea dalla Pratica;
* Radiazione dalla Scuola con ritiro del Grado;
* Espulsione con disonore e decadimento dal Grado e dalla condizione di Praticante.


ART. 7: DIVISE DI PRATICA

Le Divise di Pratica adottate nella Yoshin Ryu di Ju-Tai-Jutsu obbediranno ai criteri sotto esposti:
Per la Classe SEITO (Kyu) si adotteranno Divise di Pratica (Gi) pesanti, in due pezzi, totalmente bianche, senza alcuna iscrizione ne opposizione di scudetti, simboli o simili; con la giacca tenuta chiusa in vita dall'apposita Cintura del colore previsto per il Grado conseguito, secondo quanto precedentemente esposto ed in attesa di nuove e diverse eventuali disposizioni.

Al conseguimento della Cintura Nera s'indosserà un'analoga Divisa, totalmente nera, con Cintura dello stesso colore.

Ulteriori passaggi di Grado, relativamente alla gerarchia interna della Scuola, saranno segnalati da mutamenti progressivi della Divisa di Pratica, che tenderà ad accostarsi sempre più agli abiti di Pratica esterna in uso anticamente nei Ryu Tradizionali, adottando la Fascia Ventrale (OBI) in luogo della Cintura, gli appositi legacci alle estremità (HIMO), le calzature di Pratica (TABI), ecc.

In occasione di pratiche particolari o momenti cerimoniali che lo prevedano le Cinture Nere appartenenti a determinati Gradi interni saranno autorizzate e tenute ad indossare, sopra la Divisa di Pratica, un'Akama, ugualmente in colore nero o quanti altri capi d'abbigliamento suggeriti dalla Tradizione della Scuola.

Abitualmente sotto la giacca del GI gli uomini non dovranno indossare alcun indumento, mentre per le donne sarà consentita la presenza di una maglia, costume, body o analogo capo di vestiario, in tinta unita e sobria.

Eventuali modifiche a tale abbigliamento, in particolare in occasione di Pratiche Esterne in ambienti naturali o, comunque, extra-Dojo, saranno possibili in presenza di autorizzazione e precise indicazioni da parte del Capo-Scuola o di un membro della Commissione Tecnica Nazionale.

In momenti di Pratica ordinaria od in ambienti naturali é concesso l'uso di Hachimaki, Tenugui alla fronte, fasce tergisudore ecc., che dovrà essere però evitato durante i momenti cerimoniali.

In particolari occasioni di manifestazioni pubbliche che non prevedano l'uso della Divisa di Pratica i Praticanti di ogni ordine e Grado saranno tenuti ad indossare la tuta sportiva ufficiale della Scuola.


ART. 8: DOVERI DEL PRATICANTE

Il Praticante di Ju-Tai-Jutsu della Scuola Yoshin Ryu Ë tenuto ad osservare strettamente una serie di doveri, il primo dei quali é identificabile nella costanza della sua Pratica dell'Arte.

Egli é altresì tenuto a mantenere nei momenti della Pratica stessa un atteggiamento di serietà e concentrata attenzione, mostrando il dovuto rispetto ai Praticanti a lui superiori in Grado, accettandone ed applicandone i consigli e le critiche.

In generale anche nella sua vita privata egli dovrà astenersi da qualsiasi atteggiamento che, in modo diretto od indiretto, possa nuocere al buon nome dell'Arte e della Scuola e, in particolare, evitare nel modo più assoluto di utilizzare le conoscenze apprese tramite la sua Pratica per fini personali, egoistici o sopraffattori.

Il Praticante di Ju-Tai-Jutsu riconosce nei suoi compagni di Pratica persone da aiutare lungo il comune cammino di ricerca e s'impegna, di conseguenza e nella misura massima delle sue possibilità, a prestare loro soccorso in ogni occasione che lo richieda, sia per ciò che concerne il percorso di apprendimento dell'Arte, sia nella vita quotidiana.

Analogamente il Praticante di Ju-Tai-Jutsu si rende socialmente ed umanamente disponibile per fornire il proprio contributo di solidarietà e concreto aiuto verso ogni altro essere umano, in particolare verso gli strati più deboli ed emarginati della società, così come manifesta il proprio rispetto per ogni forma vivente prodigandosi in difesa degli ambienti naturali minacciati, battendosi contro le inutili crudeltà verso gli animali, ecc.

Per ciò stesso riconosce nelle attività di stampo sociale e/o culturale della Scuola una tappa non secondaria del suo cammino di crescita personale, impegnandosi a prendervi parte attiva secondo quanto gli sarà richiesto e possibile.

Allo stesso modo, individuando il valore tecnico e di maturazione psicofisica dei momenti di aggiornamento periodico che travalicano la Pratica quotidiana, s'impegna a partecipare al maggior numero possibile di essi, aderendo agli Stages in ambienti naturali, a quelli di acquaticità o ad altri momenti particolari che potranno essere decisi ed indicati.

Parimenti é tenuto, per mantenersi in sintonia con le scelte della Scuola ed affrettare il miglioramento del proprio livello tecnico, a partecipare in modo attivo alle iniziative tecniche collaterali dell'Arte, quali corsi, stages o singole lezioni su altre Discipline Orientali, sull'uso di Armi Tradizionali o su aspetti particolari delle Discipline Orientali e della Cultura d'Oriente.

Egli, inoltre, qualora gli sia richiesto, deve offrire la massima disponibilità a prender parte a momenti di dimostrazione esterna dell'Arte, a manifestazioni pubbliche e promozionali, ad eventuali situazioni di pubblicizzazione delle iniziative intraprese, ecc.

É ancora suo preciso dovere conoscere le norme del presente Regolamento e rispettarle, nonchè accettare le eventuali sanzioni disciplinari a suo carico se derivati da una violazione delle norme stesse; così come é suo dovere uniformarsi alle regole delle strutture associative di cui la Scuola fa parte.


ART. 9: CONCLUSIONI
Per quanto non contemplato nè contemplabile nel presente Regolamento si farà riferimento agli Usi, alle Consuetudini ed alla Tradizione della Scuola Yoshin Ryu, individuando nel Capo-Scuola la figura del garante del rispetto dello Spirito della Tradizione.

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Stage Tecnico/Agonistico Nazionale di Judo

Il we del 18 e 18 marzo a Riccione ha visto una partecipazione record (346) alla edizione 2017 del consueto Stage Nazionale di Judo. Molto partecipate sia le lezioni tecniche che quelle agonistiche. quest'anno per una serie di disguidi non abbiamo ospitato docenti esterni, nonostante questo la risposta è stata importante e i Tecnici che hanno svolto le lezioni hanno soddisfatto le aspettative. E' stata anche l'occasione per conferire al M° Claudio Coppari il 6° DAN.

GTS (Gruppo Tecnici Shotokan)

Sabato 17 giugno 2017 a San Lazzaro (BO) si è tenuto il 3° appuntamento del GTS UISP. E' stata l'occasione per rivedere i programmi di kyhon d'esame DAN, il Kumite "formale" e il M° Caprioli ha proseguito lo studio dei Kata con Bassai Dai e Enpi. I Tecnici hanno avuto modo di confrontarsi su alcuni temi didattici e tecnici. Biavati ha presentato il modulo (sperimentale) per la rilevazione dello status dei candiati all'esame. L'idea è quella di esaminare all'inizio e a metà dell'anno il cadidato, per segnalare le lacune e aiutarlo nel recupero.

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