Nazionale

Pace e convivenza tra i popoli: l'Uisp lancia "Vivicittà for Palestine"

Si terrà 14 maggio a Sidone, Libano. Giro d'Italia da Gerusalemme poteva essere occasione per rilanciare convivenza tra popoli. Parla C. Balestri

 

Le tensioni internazionali si stanno acuendo, soprattutto in Medioriente e l’Uisp è intenzionata a fare la sua parte e organizza per lunedì 14 maggio "Vivicittà run for Palestine" a Saida, in Libano: “Una piccola grande corsa per i ragazzi nei campi profughi palestinesi. Coinvolgeremo centinaia di bambini palestinesi, libanesi e siriani. Per loro sarà l’occasione di incontrarsi fra culture differenti e cercheremo di attirare l’attenzione sul fatto che ormai da decenni una popolazione vive in esilio forzato in un territorio vicino a quello di Israele, ed è composta da moltissimi bambini che non hanno mai visto il loro territorio d’origine e vivono in condizioni di grave disagio”.

La partenza del Giro d’Italia da Gerusalemme ha provocato polemiche e proteste. Le organizzazioni non governative e associazioni che si occupano di cooperazione internazionale in quei territori non hanno gradito la scelta. Anche l’Uisp nei mesi scorsi aveva lanciato un appello a rinunciare al progetto. Un grave errore la partenza da Gerusalemme, come denunciato dalla Piattaforma delle Ong italiane in Mediterraneo e Medioriente, che ha diffuso un documento in merito alla questione

"È una scelta dettata da logiche prettamente commerciali – ha detto  Carlo Balestri, responsabile politiche internazionali dell’Uisp, ai microfoni di Radio Articolo 1, nella trasmissione Ellemondo - ma si trasforma in una questione politica molto delicata. A novembre Trump ha deciso  di spostare l’ambasciata degli Stati Uniti da Tel aviv a Gerusalemme e nei prossimi giorni forse sarà presente all’inaugurazione della nuova sede dell’ambasciata. Sappiamo tutti che Gerusalemme è una città contesa, in cui la parte est è sotto l’egida palestinese e la parte ovest invece sotto il controllo israeliano: per il suo valore multietnico e multireligioso si presta male a diventare simbolicamente la capitale unica di Israele”.

ASCOLTA L’AUDIO di Balestri a Radio Articolo 1

Inoltre, il Giro d’Italia parte proprio da Gerusalemme est, quasi a voler avallare la pretesa israeliana che la città sia capitale dello stato di Israele, unica e indivisibile, dimenticando la presenza palestinese. “Temo che si farà molta fatica a parlare della questione palestinese - continua Balestri - e lo sport, che di solito dovrebbe unire, nel caso della partenza del Giro promuoverà la voce dominante, legittimando Gerusalemme come capitale d’Israele. Questo porterà chiaramente degli squilibri notevoli anche in tutto il medio oriente. L’altra parte di Gerusalemme non verrà minimamente rappresentata, o al limite lo sarà se scoppieranno dei conflitti, dando vita a momenti di ulteriore di malessere. Non si è vista l’implicazione politica molto delicata che questa scelta ha determinato”. (di Elena Fiorani)

 

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