Comitato Regionale

Calabria

I valori dello sport per il contrasto all’omofobia e alla transfobia

Durante il convegno “Lo sport in campo contro l’omofobia e la transfobia: un ponte verso il futuro”, promosso dall’Uisp insieme a Università Parthenope, Università Federico II di Napoli e Centro Sinpasi, che si è tenuto a Napoli giovedì 30 novembre è stato presentato il libro “Terzo tempo Fair Play: i valori dello sport per il contrasto all’omofobia e alla transfobia”.

Il volume, a cura di Giuliana Valerio, Università Parthenope, Paolo Valerio, direttore Centro SInAPSi - Università Federico II, e Manuela Claysset, responsabile politiche di genere e diritti Uisp, raccoglie i contributi presentati al precedente convegno che si è svolto il 22 aprile 2015 a Napoli. Un'occasione di incontro tra università, associazioni LGBTI e l'Uisp sui valori dello sport, sul contrasto all'omo-transfobia che ha rappresentato il modo più corretto per trasformare dati scientifici ed episodi concreti in una riflessione culturale capace di coinvolgere le istituzioni del mondo dello sport e della cultura, per orientare scelte corrette e determinare una effettiva ed efficace azione sociale di cambiamento. Il libro, infatti, rappresenta un supporto per sensibilizzare educatori, professionisti e tutti coloro che sono impegnati nel campo delle attività motorie e sportive a promuovere una cultura più inclusiva e rispettosa nello sport, a sviluppare azioni di prevenzione della discriminazione nei confronti di persone LGBTI, e a condannare qualsiasi manifestazione di intolleranza nei loro confronti.

"Sono ormai molti anni che ruolo dello sport non è più né esclusivamente nè prevalentemente associato all'aspetto agonistico delle competizioni - scrive nella prefazione del libro lo piscologo dello sport, Fabio Lucidi- il mondo sportivo raccoglie domande individuali e collettive di benessere e, sulla base di evidenze scientifiche crescenti, si è da molto tempo riconosciuto il ruolo dell'esercizio fisico e del movimento come veicolo di salute sul piano psicofisico. L'inclusione è la grande sfida dei prossimi decenni. Lo sport può infatti assolvere ad una funzione di socializzazione e coesione sociale di particolare importanza quando riesce a favorire il dialogo intergenerazionale, interetnico, interculturale e interreligioso e tra persone di orientamento differente. La discriminazione è il pericolo sempre in agguato. Nel nostro paese sono, infatti, frequenti e diffuse le manifestazioni verbali e talvolta fisiche di rifiuto, stigmatizzazione, discriminazione che prendono di mira le persone gay, lesbiche, bisessuali, transgender". (Elena Fiorani)

( da Uispress n. 42 del 1 dicembre 2017)