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Anche a Bollate liberi di correre con Vivicittà

Nell’istituto penitenziario milanese si è disputata Vivicittà 2018: quasi seicento gli atleti coinvolti. Parlano M. Manno e A Iannetta

 

L’appuntamento è sentito. Lo si legge sui volti dei quasi 600 atleti coinvolti. Detenuti - runner della casa circondariale di Bollate (Mi). Vivicittà è un’occasione unica, lo si capisce dalla voglia di partecipazione e dalla collaborazione tra i detenuti, gli operatori Uisp e gli agenti di Polizia penitenziaria. Si corre in un carcere, ma lo spirito è di festa e l’agonismo non manca. E’ un fiume verde di magliette targate Uisp quello che passa per il circuito preparato ad hoc e non manca di farsi sentire il tifo dai bracci limitrofi.

L’evento si conclude con le premiazioni e un rinfresco per tutti i partecipanti, il clima di festa continua anche dopo la gara nel grande campo da calcio. Un’iniziativa durata un paio di ore nel suo completo, ma che, come ogni anno, rimarrà nei discorsi e nelle chiacchiere dei partecipanti per lungo tempo.

“Sono 27 anni che con la Uisp facciamo sport nelle carceri – spiega Michele Manno, presidente del Comitato Uisp di Milano – gli istituti penitenziari coinvolti nell’iniziativa sono 27 sparsi in tutta Italia, ma il nostro lavoro non si ferma certo all’iniziativa di Vivicittà, siamo attivi tutto l’anno per quanto ci è possibile. Questo perché, specialmente negli istituti penitenziari, serve ricordarsi che lo sport è un diritto di tutti, nessuno escluso”.

“L’attività sportiva negli istituti penitenziari è un momento di sfogo e distensione per chi vi partecipa – spiega Antonio Iannetta, dirigente Uisp Milano – Specialmente negli istituti minorili, lo sport può essere un’ottima occasione per acquisire una prima alfabetizzazione motoria, oltre ad essere un percorso di crescita e di riscatto sociale”. (di Claudio Bonato, redazione Uisp Milano)

 

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