Nazionale

Contro i venti di guerra: l'Uisp aderisce all'appello delle Ong

Si è tenuta oggi a Roma la conferenza stampa per chiedere il cessate il fuoco in Medio oriente, promossa dalla Rete per la pace

 

L'Uisp aderisce all'appello lanciato venerdì 13 aprile a Roma dalle ong e dalla rete per la pace: da troppo tempo si muore in Siria, in Palestina, in Libia, in Egitto, in Iraq, nello Yemen, nella  regione a maggioranza curda … il Medio Oriente ed il Mediterraneo si stanno trasformando in un immenso campo di battaglia. Ora il rischio della deflagrazione di un conflitto che coinvolga le super potenze mondiali è reale. Le conseguenze possono essere tragiche ed inimmaginabili.

Milioni di persone, in tutto il mondo, di tutte le culture e religioni, stanno dicendo: “Basta  guerre, basta morti, basta sofferenze”. E noi con loro. Guerre producono guerre, le cui vittime sono le popolazioni civili, oppresse e private dei propri  diritti fondamentali, primo fra tutti il diritto alla vita. Vanno fermate le armi, bloccate le vendite a chi è in guerra. Ora, subito. Va fatto rispettare il  diritto internazionale: è la sola condizione per proteggere la popolazione civile, fermare l’oppressione e l’occupazione, attivare la mediazione tra le parti in conflitto. Non si può più attendere e rinviare decisioni e responsabilità. Il limite è superato da tempo. Ora, subito, bisogna aiutare le vittime, curare i feriti, soccorrere chi fugge dall’orrore. Poi  bisognerà punire i responsabili, riconoscere alle popolazioni i loro diritti e sostenerle nel  percorso democratico, civile, di liberazione.

Noi ci rivolgiamo all’Unione Europea che deve prendere un’azione politica forte di pacificazione coerente con principi e valori fissati nel Trattato, nella Carta europea dei diritti umani, negli  Accordi e nelle Convenzioni internazionali. L’Unione Europea faccia da mediazione e riporti al dialogo gli Stati Uniti e la Russia. Chiediamo al nostro paese di essere protagonista di pace, di mettere in atto il “ripudio della  guerra” non concedendo le basi per operazioni militari e di avviare una politica di pace nel  Mediterraneo. Nessuno deve sentirsi impotente. Questo è il momento per tutti di agire per la riconciliazione.

Noi faremo la nostra parte, con le campagne per il disarmo, con gli interventi civili di pace, con  la diplomazia dal basso, con il sostegno a chi opera per la pace anche dentro ai conflitti, per dare  voce a chi crede ancora nella fratellanza e nella nonviolenza.  Ora, subito.  

 Per adesioni: www.retedellapace.it

ACLI, AGESCI, Accademia apuna della pace, Ambasciata democrazia locale, Amici della mezza luna  rossa palestinese, ANSPS, AOI – associazione di cooperazione e di solidarietà internazionale, Ara pacis iniziative, Archivio disarmo, ARCI, ARCI Bassa Val di Cecina, ARCI Verona, ARCS, Arci  servizio civile, Associazione Perugia Palestina, Associazione per la pace, Associazione per la pace  di Modena, AssopacePalestina, AUSER, CGIL, CGIL Verona, CNCA, CTA – centro turistico acli PG, Comunità araba siriana in Umbria, Coordinamento comunità   palestinesi, Coordinamento comasco per la pace, Coordinamento pace in comune Milano, Encuentrarte, FIOM Cgil, FOCSIV, Fondazione Angelo Frammartino, Fondazione culturale responsabilità etica, IPRI – rete CCP, IPSIA, Lega per i diritti  dei popoli, Legambiente, Link2007 cooperazione in rete, Link – coordinamento universitario,  Lunaria, MIR, Movimento europeo, Movimento Nonviolento, Nexus Emilia Romagna, Per il mondo, Peacewaves, Piattaforma ong MO, Restiamo umani con Vik Venezia, Rete degli studenti medi, Rete  della conoscenza, Rete della pace umbra, Tavola della pace valle Brembana, Tavola pace val di  Cecina, Tavola sarda della pace, Tavola della pace di Bergamo, U.S. Acli, UDS, UDU, UISP, Un ponte  per…, Ventiquattro marzo.

 

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