Cagliari, 8 aprile 2026. Ci sono percorsi che non si misurano in chilometri, ma in emozioni. Il Vivicittà non è soltanto una data sul calendario podistico; è il DNA della UISP , un filo invisibile che da decenni lega lo sport alla promozione sociale, trasformando ogni falcata in un atto di libertà e ogni traguardo in un abbraccio collettivo. Non è mai stata una semplice linea tracciata sull'asfalto, ma un organismo vivente che muta, si adatta e respira con la città. Essere " la corsa più grande del mondo " significa, per Cagliari, aver trasformato ogni quartiere in un palcoscenico, dai tempi sulla lunga distanza dei 12 km fino ai ritmi frenetici e tecnici dei 10 km che caratterizzano le edizioni più recenti.
Questo è lo specchio di una Cagliari che si concede nuda allo sguardo del podista, offrendo una manifestazione di percorsi che sono un vero e proprio respiro della città. Abbiamo corso sulla maestosità di Via Roma , sentendo l'eco dei passi rimbalzare tra i portici e l'imponente Largo Carlo Felice , per poi tuffarci nell'energia popolare di Piazza Yenne , dove il tifo e la curiosità della gente diventava un soffio che spingeva oltre la fatica. Ci siamo inerpicati tra i vicoli stretti della Cagliari storica, dove l'ombra dei muri antichi regala un istante di sollievo e il profumo del mare si fonde con quello della pietra, prima di riprendere velocità sui percorsi pianeggianti che costeggiano Viale Trieste o il Corso Vittorio Emanuele . Abbiamo attraversato la storia moderna percorrendo Via Dante e Via San Benedetto e Via Baccaredda , tra salite verso i colli del centro storico e le discese tecniche, fino a raggiungere Sant'Elia e il Viale Diaz , dove lo sport diventa strumento di riappropriazione e vita. Anche quando il mondo si è fermato, nel 2020 e nel 2021 per le restrizioni del Covid, Cagliari ha continuato a respirare attraverso la tappa virtuale nazionale, dimostrando che il Vivicittà non è solo una strada chiusa al traffico, ma un crogiulo di emozioni e scorci panoramici che uniscono i colli al mare. È cambiata la scenografia, sono cambiate le strade, ma non è mai mutato lo spirito: una corsa nata per unire, per accogliere, per gridare "no" al razzismo e per difendere il diritto di ogni individuo a un'esistenza dignitosa. Valori che oggi, mentre il mondo assiste a guerre, muri che si alzano e umanità che si dividono, non sono mai stati così urgenti e necessari. Correre insieme è anche questo: un atto di resistenza gentile, un modo per ricordare che la pace non è un'utopia romantica, ma una scelta quotidiana che si può compiere anche con un paio di scarpe da corsa e un pettorale sul petto.
Il passaggio del testimone: volti e cuori alla guida della UISP
Se il Vivicittà resta un punto fermo, è merito di chi, dietro le quinte, ha alimentato questa fiamma con passione e dedizione. Come in una staffetta ideale, la guida della UISP Cagliari ha visto passaggi di testimone che hanno segnato epoche: dalla visione di Simona Mereu alla fine degli anni '90, alla guida di Giuseppe Argiolas all'alba del nuovo millennio. Poi l'impegno di Salvatore Ruggeri negli anni 2000, la presidenza indimenticata di Lorenzo Durzu , a cui oggi è dedicato il Memorial, che ha guidato la UISP locale con amore e competenza fino al 2016, il lungo, solido e appassionato impegno di Pietro Casu dal 2017 al 2025, che ha saputo navigare tra le sfide del Covid, il gemellaggio con la città di Viana in Brasile e la rinascita di questa manifestazione. Fino ad arrivare alla presidenza attuale di Andrea Culeddu , quinto nell'edizione del 2010, che oggi tiene questo testimone conferendo all'evento saldo innovazione e organizzazione competente. I nomi cambiano, le persone si succedono con i loro diversi stili e sensibilità, ma la UISP resta lì, custode di questa manifestazione storica che è soprattutto un atto di fede nello sport sociale, nella bellezza di correre insieme e nel sogno di una città che non smette mai di accogliere.
Albo d'oro: i nomi che hanno scritto la storia
Nel panorama maschile spicca Valerio Caredda , dominatore dell'ultimo triennio con le vittorie del 2023, 2024 e 2025, oltre al miglior crono sui 10 km. Prima di lui, l'uomo-simbolo è stato Giuseppe Mura , tre volte re nelle edizioni 2011, 2014 e 2015, mentre il primato assoluto sui 12 km appartiene a Vito Sardella , autore del leggendario 38:18 nel 2002. Tra le donne, la più vincente del periodo lungo è Maria Grazia Piras , capace di una tripletta consecutiva nel 2003, 2004 e 2005, con il record dei 12 km. Nell'era moderna brilla Roberta Ferru , vincitrice nel 2018, 2019 e 2024, unica a trionfare sia sui 12 che sui 10 km. Completano il quadro Enrica Pintor , regina nel 2023 e 2025, Saiu Donatella , regina nel 2007 e 2006, e Giulia Innocenti , vincente nel 2014 e 2017, a testimonianza di un albo d'oro ricco di talento e cicli vincenti.
Ogni atleta che ha appuntato il pettorale del Vivicittà sul petto ha contribuito a scrivere un verso di questa grande opera sociale. Che si sia vinto per un soffio o che si sia arrivato con il sorriso di chi ha semplicemente partecipazione, ogni corridoio ha portato con sé il messaggio della convivenza multietnica e della pace. Negli ultimi 10 anni, il Vivicittà ha aperto le braccia a tutti con le passeggiate sportive ludico-motorie: migliaia di cittadini hanno riscoperto il piacere di riappropriarsi delle larghe strade liberate dalle auto, trasformando la gara in una festa di popolo.
Il Vivicittà è la prova che, mentre tutto scorre e cambia, i valori della solidarietà restano incisi nell'asfalto della nostra città. E mentre già lo sguardo corre a domenica 12 aprile 2026 per il 3° Memorial Lorenzo Durzu , sappiamo che ancora una volta Piazza Garibaldi non sarà solo una linea di partenza, ma il centro del mondo.
Partecipare non significa solo sfidare il cronometro. Significa correre per la convivenza multietnica, contro ogni forma di razzismo, per il diritto a esistenze dignitose. Significa far parte di un mondo dove il veterano di 80 anni, come il leggendario Carlo Porcu , corre accanto al giovane debuttante. Mentre guardiamo ai successi di Valerio Caredda ed Enrica Pintor nell'ultima edizione, sentiamo già crescere la voglia di allacciare le scarpe.
Il Vivicittà ci aspetta. La UISP non corre mai da sola. E tu, sei pronto a scriverne la prossima pagina?
[di Pietro Casu, Responsabile Comunicazione e Stampa di UISP Cagliari APS.]

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