Si celebra il 1936, anno fondamentale nella carriera di Gino Bartali, indiscusso e indiscutibile campione del ciclismo mondiale. All’epoca appena ventiduenne ma già campione d’Italia in carica, l’alfiere della Legnano capitanata dal grande Learco Guerra, dopo un avvio defilato nel Giro d’Italia, nella durissima tappa Campobasso-L’Aquila staccò tutti rifilando oltre sei minuti al più immediato inseguitore. Rintuzzata poi la reazione di “Gepin” Olmo, Canavesi e degli altri avversari, Bartali conquistò all’Arena di Milano, il 7 giugno 1936, il suo primo Giro d’Italia. Un Bartali dunque alle stelle, destinato però appena nove giorni dopo a conoscere l’inferno della perdita dell’amato fratello Giulio, di soli due anni più giovane.
A novant’anni da quella stagione decisiva, Ponte a Ema dedica una due giorni straordinaria alla memoria del campione, con iniziative diffuse tra il Museo del Ciclismo Gino Bartali, il centro storico, il Cimitero di Ponte a Ema e il Teatro di Ponte a Ema. L’appuntamento è organizzato dagli Amici del Museo del Ciclismo Gino Bartali con la collaborazione della NUVI e con Uisp Firenze tra i promotori dell’evento, insieme alle altre realtà istituzionali e associative coinvolte.
Sabato 13 giugno il programma si apre alle 10 con l’apertura del Museo, ingresso gratuito e visite guidate gratuite, con prolungamento dell’orario fino alle 19. Alle 11.15 è previsto il corteo verso il Cimitero di Ponte a Ema e la celebrazione religiosa per Giulio Bartali, uno dei passaggi più intensi e simbolici della giornata. Alle 13 spazio al pranzo al Museo, mentre nel pomeriggio, alle 15.30, il convegno “Bartali nel 1936” riunirà alcuni interventi di grande interesse storico: Carlo Delfino sugli esordi di Bartali, Giancarlo del Balio su Bartali tra il ’35 e il ’36, Marco Pasquini su Giulio Bartali e Giovanni Nencini sull’evoluzione della bicicletta dal giro ruota ai primi cambi. La giornata si chiuderà alle 17 con attività per ragazzi e alle 20 con la cena sulla terrazza del Museo.
Domenica 14 giugno si comincia alle 8 con la pedalata ad invito con biciclette d’epoca e abbigliamento coerente agli anni ’30 e ’40. Il percorso “Le strade di Bartali” attraverserà le vie del centro fino a piazza della Signoria, dove dalle istituzioni arriverà un messaggio di pace da riportare poi al Museo, passando dalla salita iconica dei Moccoli: un momento dal forte valore simbolico e rievocativo. Alle 10 è prevista l’apertura del Museo con visite guidate gratuite, seguita alle 10.30 dalla commemorazione al Cippo di Giulio Bartali sulla salita del San Donato e dalla deposizione della corona di fiori. Alle 13 pranzo al Museo, mentre alle 14.30, al Teatro di Ponte a Ema, l’attore Massimo Reale proporrà una lettura dedicata a Gino Bartali e al periodo della seconda guerra mondiale. La due giorni si chiuderà all’insegna della partecipazione con la cena al Museo e con una serie di momenti pensati per unire memoria sportiva, rievocazione storica e coinvolgimento del pubblico..jpg)


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