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Cagliari

Gioco libero, movimento e relazioni

Gioco ibero, movimento e relazioni nei Centri Estivi UISP. Patrizia Alfano, vicepresidente nazionale Uisp, è intervenuta al webinar #Unestatepercrescere, promosso da Save the Children e Vita.

 

Nei Centri estivi multisport Uisp gioco libero, movimento e relazioni

 

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Come uscire dal tunnel e restituire a milioni di bambini e ragazzi il diritto al gioco libero, al movimento, alle relazioni? Coprogettazione e comunità educante sono state le parole chiave al centro del webinar #Unestatepercrescere, promosso da Save the Children e Vita sul Piano Scuola Estate presentato pochi giorni fa dal ministro Bianchi. Il Piano sarà rafforzato quest’anno dalla valorizzazione dei campi estivi: "Non è solo un annuncio ma un impegno su cui stiamo lavorando, per dare coordinamento e integrazione a questa rete che deve sempre più diventare il volto della scelta adulta nei confronti dei giovani", ha detto la ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti.

All’incontro, che si è tenuto venerdì 30 aprile (qui è possibile ascoltare l’edizione integrale) ha partecipato anche Patrizia Alfano, vicepresidente nazionale Uisp: “L’Uisp ha una storia di cinquant’anni di esperienza sui Centri Estivi, che affonda le sue radici nei Campeggi Internazionali di Arrigo Diodati e nell’esperienza dei Pionieri di Gianni Rodari. Nel maggio 68, in contemporanea con le prime esperienze dei parchi Robinson, nascono i primi veri e propri Centri estivi Uisp. Non si trattava né di una colonia estiva né di un centro ricreativo concorrenziale agli oratori, bensì di un’attività formativa ed educativa di nuova concezione, che proprio nel fermento sociale di quel periodo si proponeva come opportunità di crescita e di maturazione per i bambini”.

I Centri estivi multisport Uisp non hanno mai smesso di essere una tappa importante dei percorsi educativi di bambini e bambine, un’opportunità di crescita attraverso la pratica polisportiva e il gioco, con nuovi gruppi di amici, al termine dell’anno scolastico. L’Uisp in molti casi è presente in aree geografiche e sociali di periferia, dove le famiglie hanno problemi a caricarsi il peso delle quote d’iscrizione, e il ruolo di mediazione e coprogrammazione con gli Enti locali che svolge l’Uisp sul territorio facilita l’accesso di molti minori”.

“L’offerta dei Centri estivi Uisp è varia, ci sono quelli nei quali prevale l’insegnamento di alcune discipline sportive ed altri più a vocazione ludica e polisportiva, di prossimità e di quartiere, diffusi capillarmente in tutto il territorio, gestiti da molte piccole associazioni affiliate, in cui vengono proposte attività di gruppo, outdoor o in ambiente naturale. Il corpo e il movimento sono al centro dei programmi e degli obiettivi educativi e di apprendimento che possono comprendere anche attività da ricondurre ad argomenti previsti nei programmi ministeriali. Per questo i Centri estivi multisport Uisp sono l’esatto contrario del ‘parcheggio’ a disposizione dei genitori che lavorano, con assistenti impegnati nella ‘badanza’. I percorsi formativi che proponiamo per i nostri educatori sono molto accurati e prevedono 42 ore incentrate sulla multidisciplinarietà, con argomenti come il gioco polisportivo, la pedagogia e la psicologia. Abbiamo anche molti volontari nei centri estivi ma solo e sempre in affiancamento agli educatori multisport qualificati ”.

“Ad esempio, lo scorso anno a Torino nei nostri corsi di formazione abbiamo inserito lezioni con la Facoltà di Medicina, Scienze infermieristica e con la brigata dei medici cubani per approfondire i temi dei rischi epidemiologici e della prevenzione, su come applicare i protocolli garantendo ai bambini la sicurezza ma anche il divertimento e la serenità. Cercando di limitare ansie e tensioni già presenti e spesso veicolate da contesti sociali e familiari, stressati dalle difficoltà che conosciamo tutti. In molti corsi di formazione abbiamo coinvolto esperti, psicologi, pedagogisti, pediatri, per rivedere i nostri programmi ed elaborare nuove metodologie e giochi per i piccoli gruppi. Siamo stati sempre rispettosi del distanziamento cercando di garantire la felicità dei bambini, pur in questa difficile situazione”.
“Anche quest’anno avremo problemi di questo tipo ed è importante più che mai assicurare educatori preparati e qualificati nei Centri. Uno dei problemi che avremo è anche quello della sostenibilità, perché in molti casi sono autofinanziati e si svolgono in sedi di associazioni e impianti in concessione, oltre che nelle scuole. L’intervento del ministero è fondamentale per renderli effettivamente accessibili a tutti. Già da febbraio, ad esempio, le scuole di alcune città hanno cominciato a promuove bandi ai quali rispondono molte associazioni del territorio affiliate Uisp. Presentano progetti su linee guida, attinenti sia agli aspetti educativi, sia sportivi, motori e culturali. La scuola che accetta di essere sede di un Centro estivo sceglie il progetto di una delle associazioni ammesse al bando, dal quale si sviluppa un lavoro di coprogettazione e coprogrammazione. L'anno scorso l'Uisp e le associazioni ad essa affiliate, hanno gestito circa 200 centri estivi in Italia con 30.000 bambini e adolescenti”.

La programmazione delle attività diventa quest’anno ancor più importante per l'Uisp. A questi temi verrà dedicato un incontro nazionale che si terrà giovedì 13 maggio con la partecipazione dell'intera rete associativa sul territorio. L'incontro sarà occasione anche dell'avvio di un percorso di aggiornamento sull'implementazione della Policy Uisp per la tutela di bambini e adolescenti e la sua applicazione proprio a partire dai Centri Estivi Multisport. Nell’occasione verranno presentati gli strumenti a sostegno delle attività, realizzati anche grazie alla rinnovata partnership con Alce Nero, e ricordate le opportunità assicurative previste dal broker Marsh.

 

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