Comitato Territoriale

Imola Faenza

Anche il sindaco Marco Panieri alla Notte azzurra di Ortignola

Anche Deai, la società di gestione del complesso sportivo Enrico Gualandi di Imola, ha deciso di aderire alla Notte azzurra delle piscine, l’iniziativa di sensibilizzazione sull’importanza delle piscine e dell’attività natatoria anche in questo periodo di emergenza sanitaria promossa da un gruppo di gestori dell’Emilia-Romagna.
E questo pomeriggio sta riunendo alcuni fra i molti gruppi che svolgono attività sportiva nelle tre vasche dell’impianto di via Ortignola per lanciare un messaggio alle istituzioni e all’opinione pubblica: #restiamoagalla. (La gallery della giornata)

«Le piscine sono sicure. Anche quelle al coperto. Non ci stancheremo mai di ribadirlo – commentano Paola Lanzon, presidente di Deai e di SportUp, e Riccardo D’Ambrosio, direttore del complesso, che hanno accolto il primo cittadino Marco Panieri, passato per un saluto –. Abbiamo adottato dei protocolli di sicurezza che hanno dimostrato la propria validità sul campo. E che già prima della seconda chiusura del 25 ottobre dello scorso anno avevano superato i controlli dell’Azienda usl».
Insomma, «dopo otto mesi di blocco delle attività, e un anno e cinque mesi complessivi di sofferenza, è assolutamente indispensabile fare tutto il possibile affinché le piscine rimangano aperte – aggiungono –. Non è pensabile farle chiudere per la terza volta».
Fra il nuoto libero, i corsi di nuoto per tutte le età, i corsi di acquafitness, il nuoto master, il nuoto sincronizzato, la pallanuoto, i campi estivi e le lezioni private, «sono migliaia i nostri abbonati e tesserati che traggono beneficio dal praticare attività sportiva in acqua – continuano – e che risentirebbero in maniera pesante di un’ulteriore chiusura delle piscine».
Aspetto non meno significativo, «i nostri dipendenti hanno già pagato un prezzo troppo alto – osservano Lanzon e D’Ambrosio –, attendendo sostegni che tardavano ad arrivare».
E «i costi incomprimibili necessari per mantenere in efficienza e per non far ammalorare il patrimonio immobiliare di proprietà dell’ente pubblico che dobbiamo comunque sostenere (10-15.000 euro al mese) non ci consentono ulteriori margini di manovra – proseguono –. Gli assestamenti che eravamo in grado di fare li abbiamo già messi in campo».
Senza dimenticare che «per i molti collaboratori sportivi che ci hanno sempre affiancato con grande entusiasmo, il rischio neanche troppo lontano è che questo lavoro non sia più sostenibile dal punto di vista economico – concludono la panoramica –, perché nessun contributo una tantum potrà mai compensare la non continuità».

«Un’altra chiusura delle piscine metterebbe a repentaglio la possibilità per molte persone di avvicinarsi allo sport di base non esclusivamente per il proprio piacere personale, ma anche per esigenze di salute – sottolinea Dino Battilani, presidente del comitato territoriale di Faenza e Imola della Uisp –. Lo sport non è soltanto un gioco o un divertimento, ma è anche crescita e sviluppo armonico, riabilitazione, benessere».
E «per un ente di promozione che ha fatto dello “Sport per tutti” la sua ragion d’essere, non è accettabile che lo sport da tutelare sia solo quello che viene praticato a livello agonistico – rilancia –. Anche la passione di tanti cittadini merita l’attenzione e l’impegno di tutti».

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