Cagliari, 31 dicembre 2025 – il Progetto SIC – Sport Integrazione Coesione ha attraversato l’Italia coinvolgendo società sportive e associazioni in percorsi concreti per uno sport realmente inclusivo. Anche a Cagliari al centro c'è stato il contrasto al razzismo, alla violenza di genere e a ogni forma di discriminazione, insieme alla promozione di un linguaggio corretto e rispettoso, capace di generare cultura prima ancora che pratica sportiva.
Nel contesto nazionale, Cagliari e l’intero Hinterland si sono affermati come veri e propri laboratori d’eccellenza dello sport sociale. Il bilancio del progetto, promosso da UISP Cagliari APS, racconta molto più di risultati o numeri: è la riaffermazione di un principio cardine, quello per cui lo sport non è un privilegio per pochi, ma un diritto inalienabile di tutte e tutti, indipendentemente da condizioni fisiche, economiche o sociali.
Attraverso il Progetto SIC, la UISP ha contribuito a ricucire il tessuto sociale del territorio, dimostrando che ogni barriera – fisica o culturale – può essere superata grazie alla partecipazione collettiva. Dalle strade e ai parchi di Cagliari ai campi di Assemini, è emersa con forza una consapevolezza condivisa: abbattere le barriere architettoniche e dei pregiudizi è solo il primo passo, il vero traguardo è cambiare la cultura e il linguaggio con cui viviamo la diversità.
Come raccontato nelle numerose news pubblicate nelle pagine dedicate al progetto:
un ruolo centrale è stato svolto dalla formazione. Workshop e incontri hanno permesso di comprendere come nascono e si diffondono le discriminazioni nello sport, grazie agli interventi di sociologi, operatori e testimoni diretti. Ampio spazio è stato dedicato agli approfondimenti su linguaggi e pratiche inclusive, strumenti fondamentali per contrastare sessismo e razzismo nei contesti sportivi e associativi.
Tra le eccellenze del Progetto SIC spicca l'intervista a Marinella Canu, presidente di Luna e Sole Odv e dirigente UISP Cagliari/Sardegna: con 150 donne seguite nell'ultimo anno, ginnastica dolce e yoga diventano strumenti di rinascita in una Sardegna prima in Italia per maltrattamenti.
Tra i momenti più iconici del progetto spicca la partecipazione alla Solo Women Run, raccontata anche attraverso video e reportage presenti nelle news UISP. All’interno del percorso SIC, la marea rosa che ha attraversato Cagliari non è stata soltanto una celebrazione dello sport femminile, ma un potente atto collettivo di coesione sociale.
Correre insieme ha significato dare voce ai diritti delle donne, valorizzare l’inclusione delle atlete con disabilità e dimostrare che, quando il tessuto sociale si muove all’unisono, il traguardo dell’uguaglianza diventa più vicino per tutte.
Il Golfo degli Angeli è stato il palcoscenico di una delle esperienze più emozionanti del progetto. Oltre 60 persone non vedenti hanno preso il comando di altrettante imbarcazioni, vivendo il mare come spazio di autonomia e fiducia. L’esperienza è proseguita sulle coste del Poetto con il Kayak inclusivo, dove il contatto tattile ha permesso di esplorare una nuova dimensione di libertà.
Accanto allo sport, un ruolo fondamentale è stato svolto dall’arte come linguaggio universale di inclusione. Il contributo dello street artist Manu Invisible, documentato nelle news e nei contenuti multimediali del progetto, ha trasformato muri e spazi sportivi in messaggi vivi contro il razzismo e le discriminazioni. Un segno tangibile di come la coesione sia un’opera corale, fatta di visioni condivise e responsabilità collettiva.
Nelle palestre di Sant’Elia e alla scuola Tuveri, lo sport ha assunto forme diverse ma ugualmente potenti.
Il Tiro con l’Arco si è rivelato un esperimento di grande successo, capace di unire bambini, ragazzi provenienti da contesti difficili e adulti dai 28 agli 85 anni. Grazie all’utilizzo di mirini tattili, anche le persone non vedenti hanno potuto mettersi alla prova, centrando bersagli che sembravano invisibili.
Il Qigong e la Ginnastica Energetica hanno invece offerto un percorso di rigenerazione profonda. Come raccontato dai partecipanti nelle testimonianze raccolte, questa disciplina ha restituito stabilità emotiva e sicurezza interiore, trasformando anche gli accompagnatori in beneficiari diretti di un’energia collettiva che non fa distinzioni tra abilità e disabilità.
I RunChallenge rappresentano il motore costante della corsa inclusiva. Dai percorsi cittadini fino alle maratone di Milano, il gruppo ha portato i colori di Cagliari ben oltre i confini regionali. Più che una squadra, è diventata una famiglia, capace di offrire sostegno e nuove possibilità a chi cercava un modo per rimettersi in gioco, superare un lutto o ritrovare il proprio spazio nella comunità.
Il Poetto si è trasformato in una palestra a cielo aperto, dove l’allenamento intenso convive con la camminata lenta, e dove il superamento degli ostacoli fisici diventa ispirazione per l’intera città.
Nel cuore dell’Hinterland, sui campi di Assemini, il progetto SIC ha trovato un esempio virtuoso nella ASD Gioventù Assemini. Qui il calcio è diventato uno strumento educativo potentissimo: non solo competizione, ma scuola di coesione, dove ragazzi di diverse nazionalità e background imparano il rispetto reciproco e contrastano il razzismo attraverso il gioco di squadra.
La vera vittoria del Progetto SIC risiede nel concetto di integrazione al contrario. Non è stata solo la comunità ad accogliere le cosiddette categorie fragili, ma sono stati i partecipanti stessi – persone non vedenti, anziani, giovani a rischio – a integrare i cosiddetti normodotati nel loro mondo fatto di percezioni diverse, coraggio e resilienza. Come ha sottolineato Santino Gitto: «Avere il coraggio di superare gli ostacoli, sentirsi padroni dei propri movimenti col bastone e non sentirsi inferiori a nessuno: questa è la fortuna che il progetto SIC ci ha regalato».
Grazie a sport, arte, formazione, sensibilizzazione e cultura condivisa, il Progetto SIC a Cagliari ha contribuito in modo concreto alla costruzione di una comunità più coesa, accogliente e attenta alle differenze.
UISP Cagliari APS invita associazioni, cittadini e sportivi a proseguire insieme questo percorso, affinché lo sport continui a essere strumento di integrazione, diritti e coesione sociale.
Il bilancio finale parla chiaro: lo sport a Cagliari è oggi un linguaggio universale, capace di raccontare benessere, inclusione e un futuro in cui nessuno venga lasciato indietro.
[news di Pietro Casu, Responsabile Comunicazione e Stampa di UISP Cagliari APS, con i vari contributi di Vanna Chessa Responsabile del Progetto SIC a Cagliari]
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