Anche quest’anno, in vista dell’8 marzo, Giornata internazionale della lotta per i diritti delle donne, l’Esquilino Football Club, società affiliata Uisp Roma, in collaborazione con diverse realtà dello sport popolare romano e del territorio in cui opera, ha organizzato alcune attività di riflessione su sessismo e differenze di genere nello sport e nella società con l’iniziativa L8tto in Campo.
La prima scuola calcio popolare del quartiere Esquilino, impegnata ogni giorno a promuovere intercultura, mutualismo, convivenza e inclusione delle diversità anche attraverso lo sport, propone una serie di iniziative dedicate alla lotta contro gli stereotipi di genere e ogni forma di discriminazione. L’obiettivo è celebrare insieme la bellezza dello sport quando diventa davvero uno spazio di crescita, rispetto e condivisione.
Quando lo sport educa a vivere pacificamente insieme e si fonda su valori antisessisti, diventa infatti uno strumento potente di inclusione e trasformazione sociale.
Eppure, come dimostrano ancora oggi diverse ricerche, tra cui l’indagine pubblicata lo scorso
anno da Antonella Bellutti - medaglia d’oro olimpica nel ciclismo su pista ad Atlanta 1996 e Sydney 2000 - stereotipi, pregiudizi e condizionamenti continuano a influenzare le scelte sportive di bambine e bambini. Troppo spesso queste pressioni limitano la possibilità di scegliere liberamente quale disciplina praticare.
Questo fenomeno non riguarda soltanto contesti socio-culturali più difficili, dove le risorse economiche sono minori o dove alcuni modelli sono più radicati, ma si manifesta anche in ambienti che, almeno in teoria, sembrerebbero meno esposti a queste dinamiche.
Molte atlete hanno subito e continuano purtroppo a subire comportamenti inappropriati da parte di allenatori, colleghi o dirigenti. Altre ancora percepiscono una forte disparità tra uomini e donne che si riflette in percorsi sportivi e professionali molto diversi. La presenza femminile nei quadri dirigenti delle federazioni sportive resta ancora limitata e non sorprende, quindi, che lo sport sia tuttora governato e gestito in larga parte da uomini, anche quando si tratta di attività rivolte alle donne.
Si tratta di problemi strutturali che mostrano quanto sia ancora forte la resistenza al cambiamento in questo mondo.
Per questo, le realtà dello sport popolare, che promuovono uno sport per tutte e tutti, lontano dalla mercificazione e dallo sfruttamento di giovani atlete e atleti, puntano sul confronto collettivo e sulla consapevolezza. Riconoscere di essere ancora immersi, spesso anche inconsapevolmente, in una cultura profondamente patriarcale è il primo passo per trasformarla.
Lo sport, e in particolare il calcio, al centro della proposta dell’Esquilino Football Club, ha già avuto un ruolo importante nei processi di emancipazione, sia a livello nazionale che internazionale. L’auspicio è che possa continuare a farlo con ancora maggiore forza anche in futuro.