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Olimpiadi di Roma: 60 anni fa l'Uisp organizzava il Meeting dell'Amicizia

12 settembre 1960, Stadio delle Terme: in chiusura delle Olimpiadi di Roma, l'Uisp lanciava un evento che univa valori sociali e sport olimpico

 

I Giochi Olimpici di Roma furono un evento capace di catalizzare l’attenzione spontanea e popolare di tutto il movimento sportivo e anche dell’Uisp. La preparazione dell’evento, e il suo svolgimento, resero Roma scintillante. Segnarono un’epoca, con la via Veneto di Fellini che sposava l’Appia Antica di Bikila. L’Uisp, i suoi dirigenti e i suoi atleti furono parte della festa, con Giancarlo Peris ultimo tedoforo, allenato da Oscar Barletta, proveniente dal movimento dell’atletica dell’Unione Italiana Sport Popolare, come si chiamava allora. Anche Vincenzo Bigiaretti, allora mezzofondista del Cus e negli anni ‘80 presidente dell’Uisp Roma, fu tedoforo sulla via Flaminia, per un tratto di circa 400 metri. Mentre altri dirigenti Uisp erano parte organica della famiglia olimpica: Oddone Giovanetti (1924-2015), uno dei padri fondatori dell’Uisp nel 1948, fu giudice arbitro nelle gare di ciclismo.

Dell'evento Olimpiadi a Roma la Uisp pensa di cogliere la grande opportunità strategica per la popolarizzazione dello sport in Italia. Aderisce alle iniziative del Comitato organizzatore dei Giochi e del Coni, pur denunciando sprechi, speculazioni e la sottovalutazione dei governi nei confronti dello sport di base. Parallelamente organizza decine di manifestazioni popolari.

Riuscendo a convincere numerosi atleti dell’Europa dell’Est a prolungare di qualche giorno la loro permanenza a Roma, il 12 settembre 1960 Alfredo Berra, Ugo Ristori, Giorgio Lo Giudice, Giorgio Mingardi e altri dirigenti Uisp, insieme al Club Atletico Centrale, allestirono allo stadio delle Terme di Caracalla una grande riunione atletica. In questa occasione fu stabilito un record mondiale dalla sovietica Tamara Press nel lancio del disco (m. 57,15). Una manifestazione di alto contenuto tecnico, che negli anni seguenti traslocherà a Siena e poi a Pisa.

Attraverso le Olimpiadi di Roma, l’Uisp consolida rapporti internazionali con le istituzioni sportive dell'Est europeo e con le associazioni sportive dei lavoratori dei paesi occidentali, riunite attorno al Csit. Nell'aprile del 1960 si tiene a Roma il IV Congresso nazionale Uisp e due anni dopo partirà l’esperienza dei Centri di Formazione Fisico Sportiva.

L’Uisp rappresentava l’anima critica dello sport, in prima fila nel denunciare le degenerazioni del campionismo e le carenze di un paese (e di un governo) disinteressato alla diffusione dell’educazione motoria e sportiva per tutti. In occasione delle Olimpiadi l’Uisp decise di assumere un profilo “di forza consapevole, in grado di recitare un ruolo nazionale per il successo di quell’evento nel quale era in gioco il prestigio dello Stato”.

"Tra le cose che non dimentico di quel periodo – raccontava Ugo Ristori, scomparso nello scorso mese di giugno - è il fatto che,facendo leva sui valori dei Giochi Olimpici come fattori di amicizia, pace e fratellanza tra i popoli, e nei quali tutti si riconoscano da sempre, pensammo di promuovere incontri popolari, in alcuni quartieri della città e della sua periferia, o dei Castelli romani, tra la cittadinanza del luogo e atleti più o meno famosi presenti per la prima volta in Italia con i Giochi di Roma".

Le copertine e gli articoli della rivista Uisp “Il Discobolo” possono aiutarci a rivivere l’atmosfera di quegli anni. Ci è d’aiuto il ricordo di Luciano Senatori, dirigente nazionale e poi segretario generale Uisp sino alla metà degli anni ‘70: “L’Uisp in quegli anni è fiera di svolgere un ruolo di propaganda sportiva e di vivaio per lo sport italiano ed il Discobolo ne è un amplificatore. Le pagine della rivista sono colme di foto di atlete e atleti provenienti da società sportive Uisp, e quindi di cultura proletaria e operaia, che riescono ad approdare nelle rappresentative nazionali. Uno degli slogan di allora è “Dall’Uisp alla maglia azzurra”. Le “Leve delle giovani speranze di Olimpia” è l’iniziativa di maggior rilievo e di maggiore interesse sportivo per tutta l’Uisp in quanto, nel nome delle Olimpiadi di Roma, riescono a “far arrivare lo sport alle più larghe masse della gioventù e, nelle forme più elementari e facili, sviluppare la pratica sportiva, creando un grande vivaio giovanile dal quale trarre le speranze agonistiche per il futuro sportivo d’Italia”. (il discobolo, n. 2, febbraio 1956).

Dalla prova olimpica uscirono rafforzati il prestigio e la capacità organizzative, politiche e diplomatiche dell’Uisp. Anche se le delusioni sulla possibilità di affermare una nuova cultura dello sport furono cocenti, così come quelle di riformare il sistema sportivo. Nei decenni successivi l’Uisp riuscì ad acquisire diversa autonomia e a sviluppare nuova coscienza critica nei confronti del fenomeno dello sport spettacolo e del sistema che ne governava le sorti. Va ricordato però che proprio a partire dal 1960 e dalle Olimpiadi di Roma  l’associazione si fa carico di rendere più chiare le sue posizioni riformiste. Ed apre per la prima volta in modo esplicito, la campagna per la riforma della legislazione sportiva italiana. (di Ivano Maiorella)

Nella foto: Meeting dell'amicizia Uisp a Roma, luglio 1960

Martedì 1° settembre riaprono gli uffici di viale Giotto 16. Dato il protrarsi dell'emergenza sanitaria Covid-19, l'accesso alla sede sarà consentito soltanto su appuntamento.

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