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Uisp in lutto per la scomparsa di Lidia Menapace

L’Uisp è in lutto per la scomparsa di Lidia Menapace, antifascista e staffetta partigiana nella Resistenza, donna sempre in prima fila per i diritti delle donne e per la pace. La presidenza nazionale Uisp e l’associazione tutta esprime cordoglio e vicinanza a familiari, amici e all’Anpi.

Con lei scompare una delle ultime testimoni dirette della Resistenza. A lei e ad altre donne protagoniste della lotta partigiana, l’Uisp insieme all’Udi dedicò il video "Le ragazze del '43 e la bicicletta", in occasione del 70° della Liberazione. Il video racconta il contributo decisivo delle donne alla Resistenza e in modo particolare quello dei Gruppi di difesa della donna e delle staffette partigiane.

"Dopo l’8 settembre mio padre viene preso e portato in un campo di concentramento – racconta Lidia Menapace nel video - noi siamo sfollati ma mia sorella e io in bicicletta tutte le mattine scendiamo a Torino per andare a scuola. Una volta mentre scendiamo due ragazzi in borghese ma col moschetto ci fermano e ci chiedono 'Da che parte state?' Io rispondo che sto contro quelli che hanno portato via mio padre, allora ci propongono di aiutarli a portare messaggi a Novara. Così sono diventata staffetta, usando la bici che era il mezzo di comunicazione più popolare".

Lidia Menapace è morta all'età di 96 anni. Da alcuni giorni era ricoverata per Covid nel reparto di malattie infettive dell'ospedale di Bolzano. E’ deceduta alle ore 3.10 di oggi, come apprende l'Ansa dall'Azienda sanitaria dell'Alto Adige.

Lidia nasce a Novara il 3 aprile 1924. Giovanissima prende parte alla Resistenza partigiana come staffetta, con il nome di battaglia «Bruna», ottenendo il grado di sottotenente che rifiuterà nel dopoguerra, assieme al riconoscimento economico: «Non ho fatto la guerra come militare e ciò che ho fatto non è monetizzabile». A soli 21 anni consegue la laurea con il massimo dei voti in letteratura italiana all'Università Cattolica di Milano.


Voce storica del femminismo e del pacifismo, Lidia Menapace è stata una protagonista del Novecento italiano, vivendo con intensità una lunga stagione di battaglie politiche e ideologiche: prima donna eletta nel Consiglio provinciale di Bolzano nel 1964; attivista della Democrazia Cristiana; simpatizzante del Partito comunista e sostenitrice dell'incontro tra cattolici e marxisti; tra i fondatori di "Il manifesto" e del movimento Cristiani per il Socialismo, fino a diventare esponente del Pdup e infine senatrice di Rifondazione comunista nel 2006.
Femminista da sempre, teoria solida e anche ironia. Per i suoi 90 anni così spiegava la sua formazione di donna libera: "Mia madre insegnò a noi due figlie un suo codice etico. Ci diceva: "Siate indipendenti economicamente e poi fate quello che volete, il marito lo tenete o lo mollate o ve ne trovate un altro. L'importante è che non dobbiate chiedergli i soldi per le calze". (I.M.)

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