Comitato Territoriale

Roma

Bambini che corrono sull'acqua.

Oltre 2300 persone hanno affollato la grande area archeologica. Un racconto particolare sui protagonisti della terza tappa.

Cosa pensarono i marinai greci, i mercanti siriani, gli schiavi galli, i soldati romani di quel viaggiatore senza nome, che gli raccontava, poggiato con i gomiti sul lungo tavolo della taverna alle spalle dei magazzini del grano, probabilmente avvolto dai fumi di qualche vino campano, il sogno di centinaia di bambini che, facendosi largo tra gli scafi, i remi e le cime, correvano sopra le acque del canale che portava alla grande vasca esagonale? 

Forse gli offrirono un altro bicchiere per sentire il seguito della storia, forse lasciarono che si addormentasse lentamente, perso nei sui viaggi oppure chiusero gli occhi e provarono a sognare lo stesso sogno.

Sono passati oltre 1900 anni da quel giorno nella taverna e di quei marinai, di quei soldati, degli schiavi marchiati non resta più nulla.

Qualche volta, però, se si fa silenzio e si segue con lo sguardo il volo di un airone, ancora si riescono a sentire piccoli frastuoni di ciurme al lavoro, i graffi dei ganci sui legni ormeggiati, l'intrecciarsi di dialetti portolani, l'eco delle loro voci, dei loro gesti, delle loro fatiche. Perché certe storie impregnano i muri, si nascondono nelle macerie e ritornano quando è il tempo di ritornare.

Ieri tra le due banchine di laterizi e travertino, tra i magazzini e la darsena, molti hanno fotografato prati segnati da nastri, scarpe chiodate e maglie colorate. Giurano che ci sia stata una corsa campestre.

Eppure se lo chiedete a loro, ai cuccioli e ai pulcini - solo se di voi si fidano e sanno che potete capire - vi racconteranno la storia dei passi veloci che alzavano schizzi, del riflesso delle piccole creste argentate, degli sguardi attenti di marinai e soldati affacciati dalle murate delle navi da guerra, e di quel tizio, che aveva tutta l'aria di un viaggiatore, in piedi sull'ultima rovina che li salutava uno a uno.

Sono loro, incuranti delle immense vele colorate, leggeri e veloci come piccoli scafi punici, spavaldi e felici come gli spruzzi delle prue che fendono le onde, le bambine e i bambini che corrono sull'acqua.

Corri per il Verde
Porto di Traiano
30.11.2014
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