Comitato Territoriale

Roma

L’importanza di essere chiamate Ginnaste

Il racconto delle Ginnastiche Uisp Roma, un ambiente sereno dove crescere le ginnaste coinvolgendo tutti in modo appassionato e felice.

 

Uno sport duro, alimentazioni rigide, un clima freddo e pieno di regole, dove bisogna accettare compromessi per arrivare in alto. Questa è l’etichetta della Ginnastica, artistica e ritmica, da molti anni ormai e che recentemente è stata messa in luce per le denunce fatte da alcune atlete nei giorni scorsi. A fare da rete agli elementi sopracitati c’è la disciplina da seguire. Bisogna però scendere in profondità su questa parola per cogliere meglio l’essenza della Ginnastica attraverso gli occhi della Uisp.

“La ginnastica artistica con gli occhi Uisp è un ambiente sereno, un ambiente sano dove i tecnici e le ginnaste si trovano a collaborare in campo gara e non c’è cattiveria nemmeno tra una società e l’altra” dichiara Giorgia Lomuscio, responsabile Ginnastica Artistica Uisp Roma. “È un ambiente dove la ginnasta entra ogni giorno in palestra con il sorriso e la determinazione di voler praticare uno sport anche a livelli discreti. Nella Uisp non si troveranno mai tecnici che insultano le loro ginnaste, ma soprattutto non si troveranno tecnici che non sanno cosa succede alla ginnasta fuori della palestra”. Ginnaste che non sono numeri, ma ragazze che spesso crescono con il tecnico fin da quando sono piccole. Il tecnico quindi ha un ruolo fondamentale, è una spalla nella ginnastica ma anche nella vita.

A ribadire il concetto è anche Laura Lauretti, responsabile Ginnastica Ritmica Uisp Roma: “La Uisp ha l’obiettivo, come ente di promozione, di coinvolgere tutti gli associati in modo appassionato e felice per organizzare le competizioni in un clima sereno. Partecipare allo sport significa vederlo come divertimento e anche come modo di imparare e rispettare le regole”.

Bisogna comunque raggiungere dei risultati durante il corso della stagione, anche se si pratica la Ginnastica Uisp. La differenza però è nel legame che viene sviluppato con le atlete. “La cosa più importante è dare peso alla disciplina sportiva che si è scelto di fare, perché l’obiettivo è quello di diventare una buona atleta – sottolinea Laura – ma è fondamentale instaurare un rapporto di fiducia e di complicità con la propria allenatrice o allenatore. Nel momento in cui l’atleta ha fiducia in tutto quello che le viene detto (consigli, parte tecnica) è un ottimo inizio per raggiungere insieme dei risultati”.

È anche necessario fare arrivare messaggi importanti alle ginnaste durante la stagione sportiva. “Il lavoro fatto bene – aggiunge Giorgia – porta a buoni risultati; quindi nel momento in cui la ginnasta sbaglia viene rimproverata, mentre quando esegue correttamente gli elementi viene premiata. Cerchiamo sempre di valorizzare quello che succede nel corso dell’allenamento, provando a formare le ragazze non solo nello sport ma anche nella vita. Siamo tecnici ma siamo anche lì per spronare la ginnasta a fare meglio e per riprendere lo sbaglio”.

Ma il rapporto con la ginnasta è difficile da sviluppare e portare avanti. Bisogna infatti mantene un ruolo da tecnico pur sapendo che nel momento della gara è normale essere emotivamente coinvolti dalla situazione. “È un ruolo che si gioca sul filo del rasoio, dove bisogna essere sempre attenti a mille dettagli e alle varie sfaccettature della giornata – prosegue Giorgia – perché ogni giorno potrebbe essere diverso. Di fronte a te, come allenatrice, hai numerosi fattori, fisici e psicologici, che potrebbero influenzare l’atleta. Quindi bisogna essere bravi a esaminare il contesto e a rielaborare l’allenamento in funzione della ginnasta”.

Ogni allenatrice poi adotta un metodo che ritiene più opportuno e la cosa più difficile è coltivare un rapporto personale con ogni singola atleta perché ogni persona è diversa dall’altra. “Bisogna mantenere con ogni ginnasta un atteggiamento diverso a seconda del loro carattere – aggiunge Laura – e penso che questa sia la cosa più importante. Bisogna rispettare le personalità di ogni ginnasta in modo che si riesca a instaurare un rapporto di complicità, di rispetto e di disciplina. Il risultato deve arrivare ma non attraverso quello che si sente oggi in tv, perché la conseguenza poi potrebbe essere che le ginnaste abbandonino prima del tempo questo sport”.

L’ingrediente segreto Uisp è quindi quello di mantenere un bel rapporto con le ginnaste e fare capire che l’istruttrice è dalla loro parte. Se il rapporto rimane forte, con il passare del tempo è possibile rivederle in palestra anche quando avranno 20 anni e questo è il traguardo più importante perché vorrà dire che è stata trasmessa una grande passione per la ginnastica, insieme alla voglia di vincere e alla disciplina. E questa, a detta di Giorgia e Laura, è la vera vittoria, il resto viene tutto dopo.  

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