Nazionale

Il Discobolo Uisp compie sessant'anni

Ha accompagnato la storia e l'evoluzione dell'Uisp e dello sport sociale, con riflessioni, approfondimenti e grandi firme
 
Il Discobolo compie 60 anni: informazione sportiva contromano, dalla parte dei meno forti, dei più critici. Ma anche informazione tenace, sessant’anni non sono pochi per una testata. Significano almeno tre cose: un editore solido e coerente, l’Uisp, che ha sperimentato editoria sociale e nel corso degli anni si è affermata come una delle associazioni italiane più consolidate, accreditate e partecipate con oltre un milione e trecentomila soci. Poi: contenuti da trasmettere e un pubblico al quale parlare.

Perché lo sport? Perché è un racconto popolare dell’Italia, perché è ricerca fisica di un nuovo linguaggio e nuove storie. E intorno a questo mondo cercare nuove notizie, punti di vista, approfondimenti che altri media sottovalutano o ignorano. Questo è lo strano e scintillante destino dello sport popolare, sociale e per tutti. Un filo rosso che lega il movimento democratico e antifascista che ha liberato e costruito l’Italia democratica ad un altro movimento popolare, quello dello sport come rivalsa e come diritto da realizzare. Perché lo sport non fosse più – e non solo – roba da ricchi. Una visione diretta e “popolare” che nel ‘56 spinse la neonata redazione del Discobolo a dedicare con orgoglio la copertina del primo numero a Leandro Faggin, un atleta del “vivaio” Uisp che divenne campione del mondo dilettanti di ciclismo su pista.

Il Discobolo ha accompagnato la storia dell’Uisp da gennaio 1956 ad oggi, raccogliendo l’eredità di “Sport popolare”, che iniziò le pubblicazioni nel 1952, e di altre mitiche testate che hanno aperto la strada, a cominciare da “Sport e proletariato” negli anni ’20 per proseguire con “Pattuglia”, “Vie Nuove” e tante altre.

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Quell’edizione del Discobolo andò avanti sino al 1960 (direttore responsabile Pasquale Modola e direttore Arrigo Morandi). Tra i redattori penne del calibro di Antonio Ghirelli e Alfredo Berra. Poi, dopo un’interruzione di tre anni, le pubblicazioni ripresero per un decennio, dal 1963 al 1972 (stesso direttore responsabile e direzione politico-editoriale passata ad Ugo Ristori). Da quell’anno prese corpo l’idea associativa e, di riflesso, editoriale di lavorare insieme all’universo Arci. Nacque il progetto di “Dimensione A”, una rivista culturale e sportiva che andò avanti per una dozzina di anni e assorbì parte della redazione del Discobolo. Nel frattempo l’Uisp dava vita all’agenzia stampa Uispress, che nacque proprio nel 1973 (direttore responsabile Flavio Gasperini, redazione Luciano Minerva e altri).

Il Discobolo riprese le pubblicazioni nel luglio del 1980 (direttore responsabile Cinzia Bellumori) coinvolgendo nella redazione e tra i collaboratori alcune importanti firme del giornalismo italiano: Vittorio Zambardino, Dario Laruffa, Carlo Albertazzi, Giorgio Viglino, Daniele Poto, Carlo Marcucci, Carmine Fotia, Oliviero Beha e tanti altri. Una parte importante viene data alla grafica curata da Eleocadia Rizza e tra gli autori di articoli compaiono anche i nomi di Gian Paolo Ormezzano. Nel gennaio 1993 cambia la veste grafica e la direzione viene assunta da Gianmario Missaglia. Un’edizione che copre un quinquennio, con cadenza bimestrale e anche in questo caso le firme di molti articoli sono prestigiose e vanno da Gianni Mura a Giorgio Tosatti, da Maurizio Crosetti a Valerio Piccioni, da Aligi Pontani a Gianni Bondini, da Corrado Sannucci a Gianbattista Notarianni.

Dall’inizio del Duemila le cose cominciano a cambiare nel mondo dell’editoria e la centralità della comunicazione interna ed esterna si sposta sul web: per un biennio, dal 1999 al 2001, Il Discobolo esce in edizione doppia, cartacea e “informatica”, con continui rimandi al web per contenuti ipertestuali, foto e video.

Dal 2002 l’informazione Uisp si sposta progressivamente sul web, Il Discobolo viene affiancato dalla newsletter on line “Uispnet” e dal periodico cartaceo “Uispress”, dedicato alle attività. Alleggerito dalla necessità di garantire un flusso di notizie, il Discobolo è destinato alla pubblicazione di numeri monografici dedicati a progetti specifici, alla storia dell’Uisp e a calendari annuali di attività. (di Ivano Maiorella)
(Si ringrazia della consulenza storica e della collaborazione Luciano Senatori)
 

Luciano Senatori ha ricostruito per noi la storia de Il discobolo:


1956 - 1960: la rivista dell’Uisp negli anni delle Olimpiadi di Roma

1963 - 1967: la rivista dell’Uisp e i Centri di formazione fisico sportiva

1968 - 1969: gli anni della contestazione

1970 - 1972: I Centri di formazione fisica per lo sport servizio sociale

 

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