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Papa Francesco e lo sport: contribuire alla globalizzazione dei diritti

Il pontefice in una intervista sulla Gazzetta dello sport parla di sport a 360 gradi: valori, potenzialità, degenerazioni. E si rivolge a tutti

 

Un'intervista esclusiva e un libro per entrare a contatto con il pensiero di Papa Francesco sullo sport. “Il capitolo quinto dell’enciclica Fratelli tutti -dice tra l’altro il Pontefice- offre spunti per riflettere attorno all’imponente mondo economico che gira attorno allo sport ma suggerisce, anche, come lo sport possa aiutare o almeno possa dare il proprio contributo alla globalizzazione dei diritti”. Le parole di Papa Francesco spaziano a 360 gradi su vari temi dello sport e si presentano come un messaggio diretto a tutti, credenti e non credenti: una profonda riflessione sulle dimensioni attuali del fenomeno sportivo, sulle sue potenzialità, sugli aspetti di criticità e sulle sue degenerazioni.

L'intervista, concessa al direttore di Gazzetta Week, Pier Bergonzi, è divisa in tre parti. Nella prima, Papa Francesco si sofferma e spiega 7 parole chiave: lealtà, impegno, sacrificio, spirito di gruppo, ascesi, riscatto. E inclusione, ha proposito della quale Papa Francesco ha detto: "Non per nulla certe gesta olimpiche sono diventate simbolo di una lotta: pensiamo al razzismo, all’esclusione, alla diversità. Celebrare le olimpiadi è una delle forme più alte di ecumenismo umano, di condivisione della fatica per un mondo migliore".

ECCO LA PRIMA PARTE DELL’INTERVISTA

Nella seconda parte dell'intervista, dal titolo: "Il mio sport è una palla distracci. Fare il portire è stata una scuola di vita", Papa Francesco ricorda la sua infanzia, l'importanza del gioco e cita come esempio di campione Gino Bartali e il suo impegno nello sport e per una società più giusta. "Ai campioni auguro di imparare una virtù preziosissima: la temperanza, la capacità di non perdere il senso della misura - dice Papa Francesco -  Solo così potranno essere testimoni dei grandi valori come l’onestà, la correttezza, la dedizione. Non sono cose da poco".

ECCO LA SECONDA PARTE DELL'INTERVISTA

"Il doping annulla la dignità. Niente scorciatoie": è questo il titolo della terza parte dell'intervista, nella quale Papa Francesco dice: "Nessun campione si costruisce in laboratorio. A volte è accaduto, ma il tempo li smaschera. Il talento è un dono, ma ci devi lavorare sopra". 

ECCO LA TERZA PARTE DELL'INTERVISTA

In conclusione, Papa Francesco aggiunge: "L’atleta è un mistero affascinante, un capolavoro di grazia, di passione. È facilissimo però trasformarlo in un oggetto, una mercanzia che genera il profitto. Nell’ultima enciclica, "Fratelli Tutti", ho voluto precisare che il mercato, da solo, non risolve tutto anche se la cultura di oggi sembra volerci far credere a tutti i costi a questo dogma di fede neoliberale. Questo accade quando il valore economico detta legge, nello sport come in tanti altri settori della nostra vita. La ricchezza, il guadagno facile, rischiano di far addormentare la passione che ha trasformato un ragazzo qualunque in un fiore all’occhiello. Personalmente credo che un po’ di "fame" in tasca sia il segreto per non sentirsi mai appagati, per tenere accesa quella passione che, da bambini, li ha affascinati. È triste vedere campioni ricchissimi ma svogliati, quasi dei burocrati del loro sport: facciamo di tutto perché sia salva la dimensione amatoriale dello sport. Abbiamo visto nei mesi scorsi come la pandemia abbia evidenziato che non tutto si risolva con la libertà di mercato". (I.M.)

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