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Roma

Trofeo della Liberazione – 25 aprile 2012. La parola a Mauro Pascolini

 

Il 25 aprile si è svolto il tradizionale appuntamento con il Trofeo della Liberazione di atletica leggera, giunto alla sua 64° edizione.

Si tratta di una manifestazione interamente dedicata all' atletica leggera e che gode anno dopo anno di un vasto seguito: ben 1500 gli atleti che si sono misurati nell'intera giornata di mercoledì.

 

La parola dunque a Mauro Pascolini, Presidente della Sezione Atletica e Direttore Tecnico della Polisportiva Popolare Roma 6 Villa Gordiani, organizzatrice del Trofeo che gode del coordinamento dell'ASSITAL (Associazione Italiana Tecnici di Atletica Leggera) e, tra gli altri, anche del sostegno della Lega Atletica leggera UISP.

Un uomo che ha preparato e visto crescere grandi nomi dell'atletica leggera, che accompagna i giovanissimi nel loro percorso verso l'atletica leggera e che ha contribuito a fare del Trofeo della Liberazione una manifestazione di rilievo non solo nel panorama romano.

 

"Si tratta di una manifestazione molto particolare che ogni anno organizziamo e che dedichiamo tradizionalmente a un partigiano - ha dichiarato Pascolini - Quest'anno abbiamo dedicato il nostro Trofeo a Rosario Bentivegna, scrittore e medico che è venuto a mancare proprio poche settimane fa. Il Trofeo della Liberazione è l'unica manifestazione che racchiude tutte le categorie previste dalla Fidal: Esordienti, Ragazzi, Cadetti, Allievi, Juniores, Promesse, Master, Amatori".

Nel corso delle gare si è avuto modo di assistere a prestazioni di alto livello. Ci illustra qualche risultato?

"I risultati importanti non sono mancati. Per quanto riguarda la Polisportiva Roma 6 Villa Gordiani, abbiamo ottenuto il record sociale Staffetta 4 per cento Cadette con un tempo di 51.81, grazie alle atlete: Raffaella Nardozza, Claudia Sorrenti, Martina Bonanni, Chiara Sagnimeni. Altri due risultati di eccezione sono venuti dalla categoria cadette con Francesca Di Biase della S.S. Lazio negli 80 m con 10''52 davanti di pochi centimetri a Chiara Sagnimeni 10''53 e nei 300 m con 41''98 che costituisce il "minimo" per i campionati italiani.
Ci ha fatto particolarmente piacere la partecipazione al nostro Trofeo di grandi atleti a livello nazionale che hanno voluto spontaneamente prendervi parte. Atleti del calibro di Marzia Caravelli, che ha fatto il tentativo di battere il record italiano nei 150 Assoluti terminando con l'ottimo tempo di 17.41 e che prenderà parte alle Olimpiadi; Francesco Basciani, campione europeo promesse nella 4x100, anche lui con un ottimo 150: tempo di 15.72".
La juniores Flavia Battaglia vince i 500 m con un tempo anch'esso vicino al record italiano di categoria: 1'13''90. Gradita è stata la partecipazione della cantante ipovedente Annalisa Minetti, che accompagnata dal suo tutor ha realizzato nei 1000 m un tempo di tutto rispetto assoluto: 3'11'43.

Spesso si parla di crisi dell'atletica giovanile. Cosa si potrebbe fare secondo lei per avvicinare sempre più giovani al mondo dell'atletica leggera?

"Non credo affatto che l'atletica giovanile sia in crisi, anzi è fiorentissima. I problemi che esistono vanno ricercati nell'ambito gestionale e tecnico, perché molte società che si occupano di atletica non sono in grado di seguire a pieno il percorso dei singoli atleti. Si cade erroneamente nell'uso precoce delle riserve di prestazione, sfruttando appunto le riserve fisiologiche e tecniche di un giovane e forzandole. Facendo ciò si ha come conseguenza ultima proprio il contrario, ovvero il calo della prestazione stessa. Bisogna invece essere in grado di modulare le attività allenatorie e di prevedere e prevenire quello che può succedere. Gli allenatori, i giovani, le società, i genitori devono capire che l'atletica vera si fa dopo i 20 anni. Seguire i ragazzi nel loro percorso sì atletico, ma anche culturale, di vita, saper quindi coinvolgerli e capirli, tenendo conto dei loro cambiamenti legati all'età e a ciò che ne consegue". (R.R.)

 

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