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Roma

Un nuovo patto sociale tra Stato, sistema sportivo e promozione sociale

"C'era una volta una importante rete associativa che permetteva a milioni di persone, uomini e donne di tutte le età, di essere attivi e di mantenere una buona qualità della vita. All'indomani di questa terribile pandemia non vorremmo trovarci a parlare dello sport di base, dello sport sociale per tutte e tutti, iniziando con una locuzione riservata spesso alle fiabe e ai racconti di fantasia". Inizia così l'articolo firmato dal presidente nazionale Uisp, Vincenzo Manco, e pubblicato sull'edizione di oggi di Corriere della Sera-Buone Notizie. 

Un appello alla politica per una nuova assunzione di responsabilità, a sostegno di un settore, quello della promozione sportiva di base, che ha saputo mantenere la propria dignità e la propria forza sociale in un periodo difficilissimo, ma che è in ginocchio al pari di tante altre categorie per la prolungata restrizione delle attività e chiusura degli impianti.

"Il distanziamento interpersonale ci ha catapultati in un mondo sospeso tra la vicinanza mortificata, ma comunque assicurata dagli strumenti tecnologici, ed un amplificato bisogno di prossimità, di socialità, d'incontro fisico, di relazioni che rappresentano il nutrimento primario e la consistenza stessa della nostra vita - scrive Manco - Si sono allargate le disuguaglianze, le povertà, le fragilità sociali, le fasce della disoccupazione, della dispersione scolastica, del deficit educativo, dell'impoverimento culturale, della deprivazione sportiva.

In tutto questo scenario, la grande rete infrastrutturale dell'associazionismo sportivo di base, a partire dal lockdown di marzo, ha saputo mantenere la propria dignità e la propria forza sociale, non solo garantendo la pratica sportiva possibile ma soprattutto intervenendo a fianco delle famiglie e delle persone nel rapporto con le istituzioni locali. 

Le realtà sportive hanno preso parte alla rete di solidarietà per il sostegno e la consegna della spesa a domicilio, hanno garantito vicinanza alle persone con disabilità, sono state in contatto diretto con le case ed i centri antiviolenza, hanno assicurato assistenza nel doposcuola in risposta ai bisogni formativi di ragazzi e adolescenti. Non solo sport, ma un capitale relazionale che rischia la sopravvivenza, che è in ginocchio al pari di tante altre categorie per la prolungata restrizione delle attività e chiusura degli impianti. Un'economia sociale, opportunità di lavoro, sport e attività fisica quale strumento nella costruzione di una società resiliente e sostenibile.

La politica abbandoni i tatticismi di palazzo e assuma rinnovate responsabilità. Nel futuro prossimo sarà necessario scrivere un nuovo patto sociale tra lo Stato, il sistema sportivo e la promozione sociale dello sport per tutti. Una nuova governance e un riequilibrio delle risorse complessive a favore delle realtà del territorio.

Quanto è lontano tutto questo dal frastuono stucchevole di un dibattito sull'autonomia del Coni per le Olimpiadi, mentre un silenzio assordante avvolge la sofferenza delle associazioni sportive che contribuiscono ad educare alla vita tutte le generazioni di questo paese e soprattutto quelle future".

 NOTIZIE DA UISP NAZIONALE

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