Settore di Attività Nazionale

Discipline Orientali

Coordinamento Shotokan Tradizionale

Il nuovo Coordinamento Shotokan Tradizionale dell'ADO, interno al Settore Karate  (come approvato dall'ultimo Consiglio Nazionale dell'Area) permetterà di approfondire una modalità di studio del Karate Tradizionale dello stile Shotokan insieme  agli aspetti culturali del paese d'origine. Le Società interessate, che hanno un tecnico di Karate Shotokan, possono aderire a questo progetto.

Presidente Biavati, come mai avete costituito un Coordinamento Karate Shotokan Tradizionale?

Bisogna partire da alcune considerazioni: il Karate, in Italia, ma non solo, per come si è sviluppato, ha prodotto diverse sensibilità, senza dare giudizi di merito, e questo è successo anche da noi. Mescolarle provando di fare una sola sintesi, come abbiamo tentato per molti anni, alla fine ha scontentato tutti e creato irrigidimenti e incomprensioni. Siccome noi siamo una Associazione che vuole costruire opportunità per tutti, dove coltivare il proprio progetto associativo, crediamo che questo (assieme ad altri) sia un atto di chiarezza ed un arricchimento. Poi, per lo più, è composto da persone che concorsero a fondare negli anni '70 il Settore Karate nell'allora Lega Arti Marziali, tutta gente seria e di alto profilo tecnico.

 Quindi questo è il settore tradizionale e il resto del settore è lo sportivo?

No! Questa lettura è errata. Nel settore Karate vi sono tante componenti, tra cui anche un'anima tradizionale, del resto, è vero che la competizione sportiva - il Campionato Nazionale - segue le regole della Federazione Internazionale (WKF), ma gli esami sono di Stile e sono esami tecnici dal tratto fortemente tradizionalista.

 Quindi è un doppione.

No, perché c'è un'area estesa che è il Settore complessivo dove possono convivere stili, scuole, sensibilità diverse, possono trovare punti di incontro/collaborazione, mediazioni, confronto, poi abbiamo ambiti nei quali si possono sviluppare percorsi più specifici, stilistici, scolastici e non sono compartimenti stagni. Sono opportunità in più e se promosse in maniera seria sono un arricchimento tecnico ed associativo.

 Domenico Garone, lei è il responsabile del Settore Karate, come vede la nascita di questo nuovo coordinamento?

Come diceva il Presidente è un'opportunità, uno spazio in più che noi diamo. L'importante è che il tutto si svolga all'interno del Settore, in maniera coordinata, rispettando le regole che ci siamo dati, senza creare confusione, un luogo dove si propone un'attività di qualità, con un tratto certo più marcato e specifico, sicuramente interessante. Del resto conosco da anni i Tecnici che guideranno questo Coordinamento e sono sicuro della loro serietà, come del loro valore. Abbiamo, altresì, pensato a questa cosa, se posso usare una metafora, come una stanza con un suo arredamento, ma nella stessa casa e con porte aperte, comunicanti, come è nel nostro spirito.

 Paola Lanzon, lei ne è la coordinatrice. Lei è una insegnante e un dirigente di un Comitato, come si è avvicinata alla pratica del Karate e come pensa di condurre questa nuova realtà Associativa dentro l'ADO UISP?

Ho iniziato a praticare Karate insieme a mio figlio più di dieci anni fa e mi sono appassionata. Anche se sembra strano, il Karate ha molti punti in comune con la danza classica, la mia disciplina di provenienza: la ricerca del gesto, della precisione, della forma e una estetica del movimento non fine a se stessa: se il movimento viene eseguito correttamente è anche bello. Ho trovato in più  molto interessanti  sia  il tema della gestione dell'energia che quello dell'aggressività, insiti nella pratica del Karate.

Nel Karate Tradizionale Shotokan è molto forte il richiamo costante alla cultura giapponese da cui trae origine: anche questo è un aspetto orignale, che rende questa pratica ricca di spunti anche per lo sviluppo personale di ogni praticante.

Il Karate è nato in Giappone e approfondire i tratti salienti di quella cultura è indispensabile per capire il senso di quello che  si sta facendo.

Non si può pensare di piantare un cactus in Val Badia e pensare che attecchisca, senza ricreare un ambiente, in questo caso culturale, che possa permetterne lo sviluppo. D'altronde in un periodo di concreto rischio di  povertà culturale che incombe sulla nostra epoca, ricercare stimoli anche attraverso lo sport per conoscere culture, valori, modi di pensare diversi dai nostri è un'occasione da non disperdere. Ritengo che questo ramo dell'attività del Settore Karate debba essere inteso esclusivamente come una ulteriore attività che la UISP mette a disposizione dei propri soci; uno spazio fisico e culturale all'interno del quale chi vuole può approfondire la pratica del Karate Tradizionale Shotokan.

 M° Sedioli, lei è il Responsabile Tecnico del Coordinamento. Per anni è stato il Responsabile Tecnico dello Shotokan nell'ADO, quindi conosce bene l'Associazione: con che spirito si appresta a riprendere un incarico, anche così delicato?

Nella Lega prima e nell'ADO poi, il settore Karate, nonostante le scosse dall'esterno e dall'interno è ancora un pezzo importante dell'Area. A differenza di altri Enti i dirigenti e i tecnici hanno sempre cercato anche se con indirizzi diversi una via UISP del Karate. Quella scelta ha consentito al settore di avere una visibilità all'esterno di tutto rispetto. Ancora oggi anche se gli obbiettivi sono diversi noto con piacere che questa è la scelta del settore e la nostra. Oggi  con il contributo dei Dirigenti dell'ADO, Presidente e  Responsabile del Settore Karate, riparto con un gruppo di tecnici che hanno scelto con convinzione di mettersi in gioco per realizzare un Karate Shotokan sganciato dalle logiche federali. Il nuovo gruppo dirigente dovrà dare risposte vere a tutti gli associati grandi e piccoli utilizzando le basi del Karate Tradizionale. La serietà di questi tecnici, la loro preparazione, la presenza di molte regioni, mi fanno ben sperare per il successo del Coordinamento.

 Non crede che si potranno creare confusioni o polemiche con la, diciamo, "componente" del tradizionale stotokan del Settore?

Il Karate è diviso in stili, questi rappresentano la tradizione, Il Settore Karate ha scelto di adottare il regolamento WKF, è una scelta che rispetto, infatti questo è l'obbiettivo che hanno le federazioni, realizzare un Karate "interstile" che il CIO forse potrà accettare. Come dicevo rispetto questa scelta, Il Coordinamento ha un obbiettivo diverso, il CIO non ci interessa, ogni attività che va dalla formazione all'agonismo per noi resteranno nella sfera dello stile e dunque nella tradizione.

Già da alcuni decenni si parla, di "tradizionale" e "sportivo", qual è la sua visione?

Come dicevo il Karate "sportivo" è un percorso ancora in evoluzione che deve portare il Karate nel CIO, politicamente le organizzazioni internazionali che si occupano di questa via sportiva del Karate, politicamente, non hanno avuto grandi risultati. Io rispetto questa scelta, ma sono convinto che quello sarà  il Karate sportivo uno sport come tutti gli altri. Altra cosa è seguire una scuola di stile dove la tradizione si evolve con i tempi, ma mantiene forti gli aspetti tecnici e culturali trasmessi da maestri che continuano su un tracciato indicato chiaramente da chi li ha preceduti. Nel nostro caso è evidente l'esempio dell'associazione più importante del Karate in Giappone e nel mondo la JKA di Tokio che politicamente è vicina alla WKF, ma che parallelamente con oltre 100 paesi condivide gli stessi percorsi formativi e agonistici legati esclusivamente allo stile Shotokan. 

 Quali sono i propositi ed il programma di attività del coordinamento?

Il 24 luglio 2010 a Imola abbiamo cominciato con il primo raduno nazionale  dei tecnici. Ci stiamo attrezzando come segreteria nazionale presso il comitato di Faenza Imola. Questi primi mesi ci serviranno per elaborare un nuovo regolamento gare e dei programmi di esami Dan e qualifiche. Il 16 gennaio 2011 inizieremo con un primo stage di aggiornamento aperto a tutti i praticanti con il grado minimo di cintura verde . A seguire degli appuntamenti per l'aggiornamento e la formazione dei tecnici e degli arbitri per realizzare entro maggio 2011 un primo Campionato Nazionale specifico. Il Coordinamento si muoverà per obbiettivi specifici cercando in particolare la qualità degli interventi. I giovani saranno i primi ad essere coinvolti con il campionato, seguiranno altre iniziative per i tecnici e i praticanti.

 

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